Cariatidi - Longoni

BALDASSARRE LONGONI

(Dizzasco d’Intelvi, 1876 – Camerlata, 1956)

Cariatidi, 1907

Olio su tela, 121×150,4 cm

Firmato in basso a sinistra: Baldassarre Longoni

Provenienza

Studio Paul Nicholls, Milano (2006); collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

VII° Esposizione Internazionale d’arte della città di Venezia. Catalogo illustrato, Venezia, Palazzo delle Esposizioni, 22 aprile–31 ottobre 1907 (p.113, n.24);

X° Internationalen Kunstausstellung, Monaco, Glaspalast, giugno–ottobre 1909 (p.89, n.964a) (Karyatiden);

Esposizione annuale degli artisti lombardi, Milano, Palazzo della Permanente, 1910 (n.150);

Luce, controluce, iridescenze. Pellizza e gli amici divisionisti. Mostra per il Centenario della morte di Giuseppe Pellizza da Volpedo 1868-1907, Volpedo, Studio del Pittore, Tortona, Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, 2 settembre-21 ottobre 2007 (p.124, ripr., p.152).

Bibliografia

P. Torriano A. Podestà, a cura di, B. Longoni M. De Micheli E. Rambaldi, catalogo della mostra (Milano, Galleria Micheli 25 aprile-9 maggio 1928), Milano 1928, cit. in introduzione;

L. Caramel, A. Longatti, a cura di, Baldassarre Longoni 1876-1956 tra divisionismo, realismo e naturalismo, catalogo della mostra (Como, Salone S. Francesco, 20 settembre-18 ottobre 1992), Milano 1992, p. 51, ripr.;

A. Scotti, a cura di, Luce, controluce, iridescenze. Pellizza e gli amici divisionisti. Mostra per il Centenario della morte di Giuseppe Pellizza da Volpedo 1868-1907, Volpedo, Studio del Pittore, Tortona, Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, 2 settembre-21 ottobre 2007, p. 124, ripr., p. 152;

Il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona,  Tortona 2012, pp. 26, 28, 181, n. 75, pp. 101, 163, ripr.;

F. Caroli, a cura di, il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Electa, Milano 2015, pp. 144-147 e ripr., n. 53, p. 226 e ripr.

Note critiche

Studente a Brera alla metà degli anni Novanta dell’Ottocento, Baldassare Longoni si volge dal 1900 al divisionismo – ormai largamente praticato dagli artisti grazie alla diffusione dei Grubicy – incontrando subito un discreto successo. Già il giovane raggiunge risultati interessanti con Alla finestra (o Suona il fischio), databile fra il 1897 e il 1900, non estraneo alle moderne problematiche dei lavoratori industriali nella sagoma della fabbrica emergente dalla campagna vista a volo d’uccello. L’ancora incerta applicazione del colore diviso riscontrabile in questo dipinto, impostato su un’ardita composizione dal carattere vitale e dinamico e qualificato da un’accesa luminosità e pennellata multidirezionale, si affina agli inizi del secolo sugli esempi di Pellizza e Morbelli, con evidenti richiami agli stilemi di Previati e Segantini che sono anche gli indiscussi modelli della sua parabola simbolista. I soggetti allegorici di questa pur brevissima fase, spesso privi di sincerità tanto da apparire forzati e incoerenti, sebbene ormai maturi dal punto di vista strettamente tecnico, sono presto superati da un nuovo e spontaneo approccio alla vita nelle sue manifestazioni quotidiane, che trasforma l’artista in “uno squisito poeta della tavolozza” che “esalta la delicata intimità della famiglia, adora il mistero della natura, canta con anima primitiva tutto quanto nella vita è fascino e purezza”[1]. Nato e cresciuto in Val D’Intelvi, il Longoni infonde nella pittura un amore autentico per tutte le meraviglie del creato e per la serena vita familiare, di cui diviene cantore fine e appassionato di sensibilità non comune.

Cariatidi, splendido olio dalle raffinate e lievissime atmosfere, elaborate in fitte trame di esili pennellate frante, è opera cardine della produzione longoniana, e vi si inserisce come uno degli esiti più alti e significativi, tela di eloquente semplicità in cui le ragioni della natura e dell’uomo felicemente si fondono in una totale e convincente armonia, capace di celare sotto le spoglie di una sorta di mitica visione arcadica la scomoda realtà della sempre più dura condizione operaia, con particolare attenzione alla questione del lavoro femminile. Il tenue paesaggio, sostenuto da una scomposizione cromatica sicura e di impronta ormai personale, rimeditata sull’esempio dei pionieri, ingentilisce il racconto della silenziosa fatica di donne scalze e senza volto, condotto all’insegna di quell’impegno sociale e politico connaturato alla poetica del divisionismo fin dagli esordi. Ambientata sulla costa vicino a Lavagna, l’opera rimanda ad un probabile contatto con Previati, che proprio in quegli anni trascorreva lunghi periodi nella medesima località ligure[2]. Le due identiche figure di profilo, che incedono coordinate al centro della tela trasportando il loro carico a modo di architrave sopra le teste – “delle pesanti lastre di ardesia da caricare su una nave”[3] – sono le uniche verticali di una struttura estremamente lineare, che accompagna le linee ondulate dei morbidi declivi al pacato orizzonte, disciogliendo in un respiro azzurrato di acque e cieli aperti il garbato ma deciso controluce nutrito di ocra, terre e verdi distesi in filamenti.

Esposto nel 1907 alla VII Biennale di Venezia, manifestazione cui Longoni partecipa regolarmente per un ventennio a partire dal 1903, Cariatidi è nuovamente presentato alla X Esposizione di Monaco del 1909, dove ottiene “un largo plauso di pubblico e critica”[4]. Ricomparso recentemente sul mercato, il quadro è chiaramente riconoscibile in una foto d’epoca in bianco e nero dove appare appeso alla parete di fondo dello studio del pittore ingombro di quadri.[5]

Marina Scognamiglio

Note

[1] B. Longoni, M. De Micheli, E. Rambaldi, catalogo della mostra (Milano, Galleria Micheli, aprile – maggio), Archetipografia, Milano, 1928, s.p.

[2] Cfr P. Nicholls, “…testimonianze tra loro correlate”, in Il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Skira, Milano, 2012, pag. 26

[3] Ibidem

[4] B. Longoni, M. De Micheli, E. Rambaldi, catalogo della mostra (Milano, Galleria Micheli, aprile – maggio), Archetipografia, Milano, 1928, s.p.

[5] L. Caramel, A. Longatti, a cura di, Baldassare Longoni (1876-1956): tra divisionismo, realismo e naturalismo, Nodo libri, 1992, pag. 51