Idillio. L’albero della vita - Pellizza da Volpedo

GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO

(Volpedo, 1868-1907)

Idillio. L’albero della vita, 1896

Olio su tela applicata su tavola, diametro 29,8×29,8 cm
Sul retro è presente una nota del collezionista Nicola Carraro

Provenienza

collezione Ravasco, Milano; collezione Nicola Carraro, Milano; collezione privata, Varese; Società di Belle Arti, Viareggio; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Esposizione retrospettiva di Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Vittore Grubicy De Dragon, Giuseppe Pellizza Da Volpedo, Angelo Morbelli, Milano, Bottega di Poesia, 26 marzo-16 aprile 1922, n. 48 (Girotondo);

Mostra commemorativa del cinquantenario, Milano, Palazzo della Permanente, dicembre 1934, n. 87 (L’albero);

Luce, controluce, iridescenze. Pellizza e gli amici divisionisti. Mostra per il Centenario della morte di Giuseppe Pellizza da Volpedo 1868-1907, Volpedo, Studio del Pittore, Tortona, Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, 2 settembre-21 ottobre 2007 (L’albero o Studio per Idillio primaverile);

Rubaldo Merello. Tra divisionismo e simbolismo. Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza, M. Fochessati, G. Franzone, a cura di, catalogo mostra, Genova, Palazzo Ducale, 6 ottobre 2017-4 febbraio 2018, Genova, Sagep 2017, (n. 7, p. 82, ripr.).

Bibliografia

Esposizione retrospettiva dell’opera di Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Vittore Grubicy de Dragon, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, catalogo della mostra (Milano, Bottega di poesia 29 marzo-16 aprile), Bertieri e Vanzetti, Milano, 1922, n. 48 p. 19 ripr.;

Mostra commemorativa del cinquantenario, (Milano, Palazzo della Permanente, dicembre 1934), Gualdoni, Milano, 1934, sala III n. 87 p. 23;

A. Scotti Tosini, a cura di, Luce, controluce, iridescenze. Pellizza e gli amici divisionisti, catalogo della mostra (Volpedo, Studio del Pittore, Tortona, Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, 2 settembre-21 ottobre 2007), Edo, Tortona, Volpedo, 2007, p. 26, p. 70 ripr., p. 130);

T. Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Roma, 1969, vol. II, n. 1330 p. 99 ripr.;

A. Scotti, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Milano 1986, n. 762 p. 300 ripr.;

Il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Tortona 2012, n. 42 pp. 22, 181, pp. 54-55, 148, ripr.;

F. Caroli, a cura di, il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Electa, Milano 2015, pp. 80-83, ripr., n. 23, p. 213, ripr. ;

M. Fochessati, G. Franzone, a cura di, Rubaldo Merello. Tra divisionismo e simbolismo. Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza, catalogo mostra, Genova, Palazzo Ducale, 6 ottobre 2017-4 febbraio 2018, Genova, Sagep 2017, n. 7, p. 82, ripr.

Note critiche

“E’ impossibile rimanere estranei ad un movimento che va diventando ogni giorno più esteso”[1], scrive Pellizza ad Angelo Morbelli sul finire del 1894, testimoniando nel fitto carteggio con l’amico il vivo interesse per una tecnica, quella divisionista, che richiamava attenzione crescente.  Nello stesso anno è proprio Morbelli, fondamentale contatto di Pellizza con Milano, a procurargli, su sua specifica e pressante richiesta, il celebre testo di Ogden Rood Théorie scientifique des couleurs et leurs application à l’art et à l’industrie, edito nel 1879; tradotta due anni più tardi in francese, l’illuminante lettura arricchisce le conoscenze sui colori complementari già apprese da Pellizza attraverso i libri di Giovanni Bellotti (Luci e colori, 1886) e Luigi Guaita (La scienza dei colori e la pittura, 1893), contribuendo in maniera decisiva all’orientamento della sua pittura.

Il riscontro continuo e costante con la natura è il dato fondamentale dell’intera produzione del maestro di Volpedo, e il divisionismo diviene insostituibile strumento nelle mani dell’artista per restituire nel modo più veritiero possibile il dato paesistico, la vibrazione della luce mutevole che si posa su uomini, animali e cose, la loro intima fusione con lo spazio che occupano su questa terra. I soggetti, tratti dal vero, acquistano sempre in Pellizza significato altro, metaforico e assoluto; la sua pittura sfida la contingenza facendosi mezzo per parlare dell’universalità, raccontare il divenire per esprimere l’eterno. Gli echi di Segantini, costante riferimento del più giovane Pellizza, si inverano nel colore vivo e brillante, steso con una pennellata vivace e vibrata che conferisce carattere segnico ed espressivo.

Riprodotto nel catalogo generale del volpedese con il titolo L’albero[2], e lì ascritto intorno al 1892 – momento delle prime sperimentazioni in chiave impressionista e divisionista – il quadro è invece databile al 1896 – epoca più tarda in cui già l’artista mette a frutto i raggiungimenti di una ricerca pluriennale – una informazione reperita nell’inventario dello studio del pittore redatto alla sua morte, dove il tondo è registrato alla riga 156 come Idillio. L’albero della vita. Esposta nel 1922 a Milano[3] e riportato nella pubblicazione che accompagna la mostra con l’ulteriore dicitura Girotondo, l’opera ha una composizione di grande impatto, pur nelle sue modeste dimensioni, grazie all’impianto scarno e attentamente costruito imperniato sull’elemento dominante dell’imponente albero spoglio e della sua ombra prepotente, suggestivamente descritti dal tipico controluce pellizziano e avvolti dalla forma del supporto, che tutto raccoglie in una dimensione ideale. La simmetria del dipinto si nutre del dialogo dinamico fra il tronco principale e i due arretrati lateralmente,inclinati in direzioni opposte ad attivare un andamento centrifugo che la circolarità della tela rende evidente. Spiccano le pennellate blu e rosse sulle linee spezzate dei rami e sul poderoso cilindro del fusto, che in un gioco sapiente di complementari si confrontano con la fresca vivacità del prato intessuto di gialli, ocra e verdi e punteggiato di bianchi riflessi.

Sul retro, il collezionista Nicola Carraro ha trascritto una frase, tratta dal testo di Marziano Bernardi L’Ottocento Piemontese: scritti d’arte del 1946, in cui si nomina “Il Girotondo della Galleria di Milano che non è tutto di mano del Pellizza ma in parte del discepolo Angelo Barabino”. Lo stralcio di brano prescelto conferma che il piccolo tondo è stato il modello per Idillio Primaverile (1896 – 1901), dove lo stesso paesaggio, più vario e rigoglioso, condotto con una tecnica divisionista ormai matura, accoglie una coppia e un gruppo di bambini uniti in ampio cerchio, nonché di Girotondo, duplicato del precedente iniziato da Pellizza nel 1906 e presumibilmente completato da Barabino dopo la sua morte, entrambi ambientati, al pari del nostro, nei pressi di Volpedo. La citazione, oltre a ricordare l’opera come falsariga delle successive, evidenzia un aspetto fondamentale della produzione di Pellizza, palesando il modo in cui la scelta di un soggetto non sia mai stabilita a priori ma scaturisca piuttosto dall’osservazione e dell’ascolto di una natura capace di parlare al pittore, suggerendo essa stessa i personaggi e le situazioni da collocarvi e che con essa si fonderanno senza traumi, in perfetta e intima consonanza.

Bibliografia di riferimento

Mostra individuale di G. Pellizza da Volpedo, catalogo della mostra (Milano, Galleria Pesaro, gennaio – febbraio 1920), Alfieri & Lacroix, Milano, 1920

Zelaschi Guy, Un esaltatore della libertà: Pellizza da Volpedo, in “Emporium”, Vol. LI, n. 301, gennaio 1920

Esposizione retrospettiva dell’opera di Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Vittore Grubicy de Dragon, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, catalogo della mostra (Milano, Bottega di poesia 29 marzo – 16 aprile), Bertieri e Vanzetti, Milano, 1922

Mostra commemorativa del cinquantenario, (Milano, Palazzo della Permanente, dicembre 1934), Gualdoni, Milano, 1934

Bernardi, Ottocento piemontese. Scritti d’arte, Edizioni palatine di Renzo Pezzani, Torino, 1946

Arlandi, La problematica di Pellizza da Volpedo, 1968

Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

Scotti, Catalogo dei manoscritti di Giuseppe Pellizza da Volpedo provenienti dalla donazione Eredi Pellizza, Tortona, 1974

Scotti, Giuseppe Pellizza a Parigi nel 1889, 1974

Scotti, a cura di, Il Quarto Stato, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Mazzotta, Milano, 1976

Scotti, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Electa, Milano, 1986

Importanti dipinti del secolo XIX, Sotheby’s, Milano, lunedì 4 dicembre 1989

Scotti Tosini, a cura di, Giuseppe Pellizza da Volpedo. Disegni. Lo studio dell’uomo mi condusse alla natura, catalogo della mostra (Garbagnate Milanese, Corte Valenti, 3 marzo – 2 maggio 1996), Mazzotta, Milano, 1996

Scotti, a cura di, Giuseppe Pellizza da Volpedo: Quarto Stato, Skira, Milano, 2000

Scotti Tosini, a cura di, Pellizza e i Grubicy: il carteggio di Giuseppe Pellizza da Volpedo con Vittore e Alberto Grubicy De Dragon, Edizioni Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Tortona, 2006

Scotti Tosini, a cura di, Luce, controluce, iridescenze: Pellizza e gli amici divisionisti, catalogo della mostra (Volpedo, Studio del Pittore, Tortona, Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, 2 settembre – 21 ottobre 2007), Edo, Tortona, Volpedo, 2007

Scotti Tosini, a cura di, Il colore dei divisionisti: tecnica e teoria, analisi e prospettive di ricerca: atti del Convegno internazionale di studio, Tortona e Volpedo, 30 settembre – 1 ottobre 2005, Edizioni Fondazione Cassa di risparmio di Tortona, Associazione Pellizza da Volpedo, Tortona, 2007

Note

[1] Lettera di G. Pellizza aA.Morbelli, Volpedo, il minimo giorno del 1894 [13 dicembre], in T.Fiori, F.Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969, vol.I, pag. 173

[2] A. Scotti, Pellizza da Volpedo: catalogo generale, Electa, Milano, 1986, n.762 p.300.

[3]Esposizione retrospettiva di Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Vittore Grubicy De Dragon, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli,catalogo della mostra (Milano, Bottega di Poesia, 26 marzo – 16 aprile), Bertieri e Vanzetti, Milano, 1922