Il Ponte - Pellizza da Volpedo

GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO

(Volpedo, 1868-1907)

Il Ponte, 1904-1906

Olio su tela, 113,7×239,2 cm

Firmato e datato in basso a destra: Pellizza di Volpedo 1904

Provenienza

Cav. Mascione; collezione C. Sacchi, Milano; Galleria Fogliato, Torino; collezione privata, Asti; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Sesta Esposizione d’Arte città di Venezia, 1905, sala XXII, n.19;

Mostra individuale di G. Pellizza da Volpedo, Milano, Galleria Pesaro, 1920, n. 17;

Vendita all’asta della raccolta Carlo Sacchi, Milano, Galleria Pesaro, aprile 1927, n. 36 (Il ponte ad Arquata);

Fisionomia delle gallerie torinesi, Torino, Salone delle mostre dell’Istituto bancario San Paolo, maggio-giugno 1969 (Stand Galleria Fogliato);

The Sacred and the Profane in the Symbolist Art, Toronto, Art Gallery of Ontario, 1-26 novembre 1969, n. 282 (The Bridge);

Mostra del Divisionismo Italiano, Milano, Palazzo della Permanente, marzo-aprile 1970, n. 65;

Pittori dell’Ottocento, Torino, Galleria Fogliato, 1970;

Pittori tortonesi fra l’800 e il 900. Pellizza da Volpedo, Cesare Saccaggi, Angelo Barabino, Mario Patri, Tortona, Biblioteca Civica, 17-28 maggio 1970, n. 12;

La costruzione di un capolavoro. Il Ponte di Pellizza da Volpedo, Volpedo, Studio del pittore, 6 maggio-25 giugno 2017, n. 20.

Bibliografia

Sesta Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia 1905, catalogo della mostra, Premiato stabilimento Carlo Ferrari, Venezia 1905, sala XXII, n. 19, p. 101, p. 19 ripr.;

V. Fontana, Spiriti e forme dell’arte moderna alla VI Internazionale – Esposizione di Venezia – Fogli volanti e appunti d’arte, Bergamo 1905;

E. Sacchetti, La VI esposizione internazionale d’arte a Venezia, in “La Sera”, a. XIV, n. 179, 1905;

V. Piva, All’Esposizione di Venezia. Gli Italiani, in “Il Cittadino”, Roma, a.I, n.15, 6 maggio 1905;

Esposizione di Venezia, in “Provincia di Como”, Como, 11 maggio 1905;

Esposizione di Venezia, “Il piccolo della sera”, Trieste, 21 maggio 1905;

E. Aitelli, Alla Permanente di Milano i Piemontesi, in “Il Piemonte”, Torino, 28 maggio 1905;

A. Ponchielli, Note critiche – Esposizione d’arte a Venezia, in “Natura ed arte”, 1 luglio 1905;

V. Fontana, Esposizione di Venezia,  in “Eco di Bergamo”, 5-6 luglio 1905;

A. Franchi, La VI Esposizione di arte a Venezia. Pittura italiana, in “Il Tempo”, Milano, 23 luglio 1905;

C. Montani, La VI Esposizione d’arte a Venezia, in “Rivista d’Italia”, Roma, agosto 1905;

Endymion, L’Esposizione d’arte a Venezia, in “L’Avvenire”, Bologna, 28 agosto 1905;

A. Della Rovere, Sesta Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, V, in “Arte e storia”, a. XXIV, nn. 19-20, ottobre 1905, pp. 150-151;

E. Bonardi, La VI Esposizione Internazionale d’arte a Venezia, in “La fotografia artistica”, Torino, ottobre 1905;

Donna Paola, Epistole Veneziane, in “Il ventesimo”, a. IV, 15 ottobre 1905;

G. Galeati, Esposizione di Venezia, in “Provincia di Cremona”, Cremona, 4 novembre 1905;

E. Bencivenga, L’arte italiana all’Esposizione di Venezia, in “Il Messaggero”, 9 novembre 1905;

R. Pantini, L’Esposizione veneziana, in “La Nazione”, Firenze 15-16 novembre 1905;

Leonardo (M. Olivero), La Sixième Exposition Internationale d’Art à Venise, L’Italie, in “Tendences Nouvelles”, Paris, 30 dicembre 1905;

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L. Callari, Storia dell’arte contemporanea italiana, Roma 1909, p. 333;

F. Sapori, Giuseppe Pellizza pittore, 1868-1907, Edizioni D’arte E. Celanza, Torino 1920, ripr.;

U. Ojetti, a cura di, Mostra individuale di G. Pellizza da Volpedo, catalogo della mostra (Milano, Galleria Pesaro, gennaio-febbraio 1920), Alfieri & Lacroix, Milano, 1920, n. 17 p. 13, ripr.;

La raccolta Sacchi, Bestetti & Tumminelli, Milano-Roma 1927, n. 36, tav. XXVIII, p.21;

Catalogo della vendita all’asta della raccolta Carlo Sacchi (Milano, Galleria Pesaro, aprile 1927), Bestetti & Tumminelli, Milano 1927, n. 36, p. 7;

A. Dragone, J. Dragone Conti, I paesisti piemontesi dell’Ottocento, Istituto grafico Bertieri, Milano, 1947, p. 166;

T. Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969, vol. I, pp. 234-237, vol.I I, n. 1351, pp. 102, 269;

Fisionomia delle gallerie torinesi, catalogo della mostra (Torino, Salone delle mostre dell’Istituto bancario San Paolo di Torino, maggio-giugno 1969), La Nuova Grafica, Torino 1969, s.p. ripr.;

L. Carluccio, a cura di, The Sacred and the Profane in the Symbolist Art, catalogo della mostra (Toronto, Art Gallery of Ontario, 1-26 novembre 1969), 1969, n. 282 p. 248, p. XLIX ripr.;

Mostra del Divisionismo Italiano, catalogo della mostra (Milano, Palazzo della Permanente, marzo-aprile 1970), Arti Grafiche E. Gualdoni, Milano, 1970, n. 65, p. 100, p. 102;

M. Poggialini Tominetti, La mostra del divisionismo alla Permanente, estratto da “Arte lombarda”, anno XV, La Rete, Milano, 1970, fig. 1 p. 121;

Pittori dell’800, catalogo della mostra (Torino, Galleria Fogliato), Tip. Impronta, Torino, 1970;

B. Galvani, a cura di, Pittori tortonesi fra l’800 e il 900. Pellizza da Volpedo, Cesare Saccaggi, Angelo Barabino, Mario Patri, catalogo della mostra (Tortona, Biblioteca Civica, 17-28 maggio 1970), Tip. Ferrari Occella, Alessandria, 1970, n. 12, p. 11, ripr.;

A. Scotti, a cura di, Catalogo dei manoscritti di Giuseppe Pellizza da Volpedo provenienti dalla donazione Eredi Pellizza, Tortona, 1974, pp. 76, 87, 107-109, 113, 118, 121-122, 130;

D.E. Gordon, Modern Art Exhibition 1900-1916, Selected Catalogue Documentation, München, 1974, pp. 132, 202;

A. Monteverdi, a cura di, Storia della pittura italiana dell’Ottocento, Bramante, Busto Arsizio 1975, vol.I I, p. 95;

A. Scotti, Giuseppe Pellizza da Volpedo. Il Quarto Stato, Mazzotta, Milano 1976, fig. 99 p. 202;

A. Scotti, Giuseppe Pellizza da Volpedo e la fotografia, in “Prospettiva”, n. 26, 1981, fig. 10 p. 72;

A. Scotti, Pellizza da Volpedo: catalogo generale, Cassa di Risparmio Tortona, Tortona 1986, n. 1223, pp. 455-456, pp. 18-30-42-383-395-454 cit.;

Divisionismo italiano, catalogo della mostra (Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile-15 luglio 1990), Electa, Milano 1990, p. 119 cit.;

A. Scotti Tosini, P. Pernigotti, Lo studio-museo di Giuseppe Pellizza da Volpedo e i luoghi pellizziani. Guida alla visita, Regione Piemonte, Torino 1996, pp. 31, 63 cit.;

A. Scotti Tosini, a cura di, Giuseppe Pellizza da Volpedo. Disegni. Lo studio dell’uomo mi condusse alla natura, catalogo della mostra (Garbagnate Milanese, Corte Valenti, 3 marzo-2 maggio 1996), Mazzotta, Milano 1996, pp. 31, 126 cit., p. 32 ripr.;

A. Scotti Tosini, a cura di, Giuseppe Pellizza da Volpedo, catalogo della mostra (Torino, GAM, 18 settembre 1999-6 gennaio 2000), Hopefulmonster, Torino, 1999, p. 28 ripr., p. 31 nota 30, pp. 154-155 cit.;

P. Dragone, Pittori dell’Ottocento in Piemonte. Arte e cultura figurativa 1895-1920, Unicredit, Torino, 2003, p. 175 ripr.;

Pellizza e la fotografia: il fondo fotografico, Edizioni Fondazione Cassa di risparmio di Tortona, Edo edizioni Oltrepò, Voghera 2007, pp. 10, 13, 20-21, 41, 81-83, 96, 157-158, 162, 177, 190, 201, 206-207, pp. 126-127 ripr.;

A. Scotti Tosini, a cura di, La costruzione di un capolavoro. Il Ponte di Pellizza da Volpedo, catalogo della mostra (Volpedo, Studio del pittore, 6 maggio-25 giugno 2017), 2017, n. 20 p. 48, pp. 4-5, 34, 36-37, 39, 50, 52-55, 57-59, copertina e retrocopertina ripr.;

F. Tedeschi, a cura di, Incontri. Nuove esplorazioni nel Divisionismo, Milano Electa 2017, pp. 76-79, ripr., sovracoperta ripr.;

M. Fochessati e G. Franzone, a cura di, Rubaldo Merello. Tra divisionismo e simbolismo. Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza, catalogo mostra, Genova, Palazzo Ducale, 6 ottobre 2017-4 febbraio 2018, Genova, Sagep 2017, p. 35 cit.;

S. Rebora e E. Staudacher, a cura di, Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini, catalogo mostra, Novara, Castello Visconteo Sforzesco, Novara, METS Percorsi d’arte 2018, p. 291, ripr.;

M. Bianchi, a cura di, Arte e arti. Pittura, incisione e fotografia nell’Ottocento, catalogo mostra, Rancate (Mendrisio), Pinacoteca Züst, 20 ottobre 2019-2 febbraio 2020, Skira ed., Milano 2019, p. 190, ripr. n. 99.

Note critiche

Sono le sette di sera del 6 agosto 1898 – come puntualmente attestano le indicazioni autografe di ora, data e luogo vergate sulla carta – quando Giuseppe Pellizza da Volpedo tratteggia la silhouette del triplice arco del ponte della Diletta sul Curone in un sintetico schizzo a matita[1] che è il primissimo nucleo per Il Ponte, capolavoro che sarà ultimato solo nel 1904, esposto alla Biennale di Venezia dell’anno successivo, e ancora modificato fra il 1905 e il 1906. Il bozzetto ad olio dell’opera oggi conservato alla GAM di Torino[2], già terminato nel 1899,  restituisce quel senso di cupa oppressione vagheggiato nelle annotazioni dell’artista – “Il mio Il Ponte vorrebbe essere come un peso […] un incubo a chi lo vede un incubo dal quale ognuno vorrebbe togliersi ma che non può”[3]– e ben espresso dalle figure dei manovali distribuite sul proscenio, anonime masse scure piegate sulle pesanti carriole e incamminate lungo una parabola che segue l’ansa del fiume a contrastare la prepotente orizzontalità della nitida e immobile presenza del ponte, calzante quanto impietosa allegoria “dell’attuale architettura legislativa sociale che sostiene chi ha e schiaccia chi non ha”[4]. Se in questa fase iniziale il dipinto è concepito come ulteriore omaggio all’epopea dei lavoratori conforme alla tematica de Il Quarto Stato – all’alba del Novecento ormai in fase di completamento dopo decennale gestazione – Il Ponte subisce nel tempo una radicale metamorfosi per cui l’eloquente messaggio sociale viene sostituito da un più sottile contenuto simbolico, capace di comunicare assunti universali per via di un programmatico dialogo instaurato fra l’uomo, i suoi manufatti e la Natura. Un gioco di armonie, equilibri e rimandi creanti docili e rasserenanti atmosfere, quello suggerito dal Pellizza, che predispone un luogo di ideali consonanze dove “non solo è ponte l’opera architettonica che grandeggia; anche il bambino che lega i genitori è ponte; ponte è il branco di pecore che sta tra il pastorello e la pastorella; ponte gli uccelli migranti e le nubi che varcano  monti e gli oceani”[5]. Il dipinto è prova di eccezionale sensibilità naturalistica abile a sposare le conquiste luminose del Divisionismo con le ragioni della grande pittura di paesaggio; è infatti a partire dal nuovo secolo che le ricerche del maestro di Volpedo si volgono con più insistenza al dato naturale, sviluppando gli inediti stimoli ricevuti dalla proficua visita all’Exposition Universelle di Parigi del 1900, dove può ammirare i recenti esiti di impressionisti e postimpressionisti, e dallo studio approfondito della veduta classica e romantica sulle monografie acquistate intorno al 1904, ad affinare un linguaggio già forgiato sull’esempio di Antonio Fontanesi. Nondimeno il quadro si impone come metafora esistenziale che insieme a Il Quarto Stato e Il sole avrebbe dovuto inserirsi in un progetto più vasto e mai concluso, spesso citato negli scritti del Pellizza, dedicato alle Glorificazioni: “Gli antichi glorificavano i loro dei, il Medioevo i suoi santi e noi glorificheremo la Natura nei suoi spettacoli più grandiosi, nelle sue forme più tipiche”[6]. Un soggetto, quello de Il Ponte, che scaturisce da una suggestione di fronte al paesaggio – in una sorta di mistica esperienza di disvelamento[7] – ma viene poi rimeditato, organizzato, allestito, attraverso l’unione conveniente di realtà disparate preventivamente catturate dall’obiettivo fotografico. Documenti imprescindibili si dimostrano le lastre e le relative stampe – alcune forse personalmente eseguite da Pellizza che immortala il ponte sul Curone fra Casalnoceto e Castellar Guidobono, altre di mano del fotografo tortonese Fausto Bellagamba che ferma l’immagine, in diverso punto del fiume, di Teresa, moglie del pittore, la figlia Maria e un terzo individuo in posa per le figure del quadro – poi fuse nel dipinto in unica visione a calibrare attentamente gli elementi della scena.

Pellizza comincia a lavorare alla redazione finale dell’opera nel giugno del 1903 su una tela di notevoli dimensioni a marcato andamento orizzontale; la composizione è imperniata sulla solida struttura lineare del ponte, che percorre l’intera lunghezza della superficie, e sulla curvatura ad esse che lo interseca al centro formata dal letto del torrente, sulla terra, e dalla traiettoria della nuvola, in cielo. Collocate nel piano mediano verso destra, le tre sagome in controluce di un uomo prono sull’acqua a dissetarsi e di una donna con in braccio un bambino, poco più in là un pastore che si allontana con lo sparuto gregge appena visibile nella penombra. Tutto intorno, il nulla: solo la pace silenziosa della sera che cala lenta e inevitabile su una distesa di ciottoli violacei e radi arbusti emergenti a ciuffi, mentre qualche pietra più consistente affiora in primo piano a carpire il posto dell’umanità affaticata che domina il bozzetto. L’assetto cromatico della tela è frutto di una serie di migliorie apportate dal Pellizza dopo la non entusiastica accoglienza del quadro alla Biennale di Venezia del 1905, una vera e propria revisione generale di quelle che erano “le deficienze”[8] riscontrate dallo stesso artista nell’opera tutta. Fondamentale ai fini del perfezionamento del tono del dipinto dovette essere il largo utilizzo della lacca di garanza, il cui rosso acceso e vibrante spicca a tratti sulla muratura del ponte a confrontarsi con un rinnovato e più rilevato profilo della catena montuosa sullo sfondo, omaggio ai temi e modi di Giovanni Segantini cui Pellizza con più forza si accosta tra il 1904 e il 1906 grazie a due viaggi in Engadina.  La stesura tormentata che satura di calde tinte la geometria regolare della maestosa costruzione, colta nel controluce del tramonto, si misura con il viola del frastagliato contorno delle alture, materico quanto dinamico e luminosissimo nelle graffiature che scoprono i chiarori dello strato sottostante e bene imitano le asperità alpine.  Analoghe gamme di colore e simili espedienti tecnici sono rintracciabili nel non finito Membra stanche[9], in fase di lavorazione fra il 1903 e il 1907, straordinariamente coerente con Il Ponte per ambientazioni e atmosfere.

Bibliografia di riferimento

Sesta Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia 1905, catalogo della mostra,

Premiato stabilimento Carlo Ferrari, Venezia, 1905

Pilo, La sesta esposizione d’arte a Venezia. Impressioni ed appunti, Rivista popolare, Roma, Napoli, 1906

Ojetti, a cura di, Mostra individuale di G. Pellizza da Volpedo, catalogo della mostra (Milano, Galleria Pesaro, gennaio-febbraio 1920), Alfieri & Lacroix, Milano, 1920

Sapori, Giuseppe Pellizza pittore, 1868-1907, Edizioni D’arte E. Celanza, Torino, 1920

La raccolta Sacchi, Bestetti & Tumminelli, Milano-Roma, 1927

Catalogo della vendita all’asta della raccolta Carlo Sacchi (Galleria Pesaro, Milano, aprile 1927), Bestetti & Tumminelli, Milano 1927

Bernardi, Ottocento piemontese: scritti d’arte, Edizioni palatine di Renzo Pezzani, Torino, 1946

Dragone, J. Dragone Conti, I paesisti piemontesi dell’Ottocento, Istituto grafico Bertieri, Milano, 1947

Arlandi, La problematica di Pellizza da Volpedo, 1968

Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

Fisionomia delle gallerie torinesi, catalogo della mostra (Torino, Salone delle mostre dell’Istituto bancario San Paolo di Torino, maggio-giugno 1969), La Nuova Grafica, Torino, 1969

Carluccio, a cura di, The Sacred and the Profane in the Symbolist Art, catalogo della mostra (Toronto, Art Gallery of Ontario, 1-26 novembre 1969), Toronto, 1969

Mostra del Divisionismo Italiano, catalogo della mostra (Milano, Palazzo della Permanente, marzo-aprile 1970), Arti Grafiche E. Gualdoni, Milano, 1970

Poggialini Tominetti, La mostra del divisionismo alla Permanente, estratto da “Arte lombarda”, anno XV, La Rete, Milano, 1970

Pittori dell’Ottocento, catalogo della mostra (Torino, Galleria Fogliato, 1970), Tip. Impronta, Torino, 1970

Galvani, a cura di, Pittori tortonesi fra l’800 e il 900. Pellizza da Volpedo, Cesare Saccaggi, Angelo Barabino, Mario Patri, catalogo della mostra (Tortona, Biblioteca Civica, 17-28 maggio 1970), Tip. Ferrari Occella, Alessandria, 1970

Scotti, a cura di, Catalogo dei manoscritti di Giuseppe Pellizza da Volpedo provenienti dalla donazione Eredi Pellizza, Tortona, 1974

D.E. Gordon, Modern Art Exhibition 1900-1916, Selected Catalogue Documentation, München, 1974

Monteverdi, a cura di, Storia della pittura italiana dell’Ottocento, Bramante, Busto Arsizio, 1975

Scotti, a cura di, Il Quarto Stato, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Mazzotta, Milano, 1976

Scotti, Pellizza da Volpedo: catalogo generale, Cassa di Risparmio Tortona, Tortona, 1986

Divisionismo italiano, catalogo della mostra (Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile-15 luglio 1990), Electa, Milano, 1990

Scotti Tosini, P. Pernigotti, Lo studio-museo di Giuseppe Pellizza da Volpedo e i luoghi pellizziani. Guida alla visita, Regione Piemonte, Torino, 1996

Scotti Tosini a cura di, Giuseppe Pellizza da Volpedo. Disegni. Lo studio dell’uomo mi condusse alla natura, catalogo della mostra (Garbagnate Milanese, Corte Valenti, 3 marzo-2 maggio 1996), Mazzotta, Milano, 1996

Scotti Tosini, a cura di, Giuseppe Pellizza da Volpedo, catalogo della mostra (Torino, GAM, 18 settembre 1999-6 gennaio 2000), Hopefulmonster, Torino, 1999

Scotti, a cura di, Giuseppe Pellizza da Volpedo: Quarto Stato, Skira, Milano, 2000

Dragone, Pittori dell’Ottocento in Piemonte. Arte e cultura figurativa 1895-1920, Unicredit, Torino, 2003

Scotti Tosini, a cura di, Pellizza e i Grubicy: il carteggio di Giuseppe Pellizza da Volpedo con Vittore e Alberto Grubicy De Dragon, Edizioni Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Tortona, 2006

Pellizza e la fotografia: il fondo fotografico, Edizioni Fondazione Cassa di risparmio di Tortona, Edo edizioni Oltrepo, Voghera, 2007

Scotti Tosini, a cura di, La costruzione di un capolavoro. Il Ponte di Pellizza da Volpedo, catalogo della mostra (Volpedo, Studio del pittore, 6 maggio-25 giugno 2017), 2017

Note

[1] Il ponte della Diletta (primo schizzo), 1898, matita su carta, 10,9×16 cm, cat.1000

[2] Il ponte, 1899, olio su cartone, 34,2×60,5 cm, cat.1032

[3] Copialettere e minutari dell’anno 1903, f.52, notazione del 29 agosto, in A. Scotti, a cura di, Catalogo dei manoscritti di Giuseppe Pellizza da Volpedo provenienti dalla donazione Eredi Pellizza, Tortona, 1974, p.109

[4] Copialettere e minutari dell’anno 1903, ff.48-49, notazione del 17 agosto, ibidem, p.108

[5] Copialettere e minutari dell’anno 1906, f.3, lettera di G. Pellizza a A. Rigotti del 6 gennaio, ibidem, p.130

[6] Copialettere e minutari dell’anno 1904, f.51, lettera di G. Pellizza a M. Olivero del 28 ottobre, ibidem, p.117

[7] Emblematiche di questo aspetto della poetica pellizziana sono le affermazioni del pittore circa la genesi di Processione (1892 -1895): “Fu in me il viale ombrato di pioppi che fece sorgere in me l’idea della Processione perché appunto mi pareva che niun altro soggetto sarebbe stato adatto in quel luogo e in quell’ora”(Copialettere e minutari dell’anno 1897, f.27, lettera di G. Pellizza a A. Luzzati del 6 aprile, ibidem, pp.50-51)

[8] “A Venezia io m’ebbi molte sferzate, ma se i miei critici più feroci venissero ora nel mio studio resterebbero con un palmo di naso di fronte al Ponte. Vidi questo mio quadro all’Esposizione e ne compresi le deficienze; ora è avviato diggià verso ben altra perfezione” (Copialettere e minutari dell’anno 1906, f.2, lettera di G. Pellizza a L. Onetti del 1 gennaio, ibidem, p.129-130)

[9] Membra stanche (Famiglia di emigranti), 1903-1907, olio su tela, 127×164 cm, cat.1347