Le gremignaie - Lloyd

LLEWELYN LLOYD

(Livorno, 1879 – Firenze, 1949)

Le gremignaie, 1906

olio su tela, 47,5×100 cm

Firmato e datato in basso a destra: Llewelyn Lloyd 906

Firmato in basso a sinistra: LLEWELYN LLOYD

Sul retro del telaio in alto, centrale, etichetta scritta a mano: (intestazione illeggibile per gravi lacune)/Esposto a Roma nel 1908/Esposto a Firenze nel 1907./ esposizione individuale

Sul retro del telaio in alto, centrale, scritta a mano: ANTIGNANO 1906 16 Agosto 906 ore 7 1/2

Sul retro del telaio in basso, centrale, scritta a mano: Ambrogio Lorenzetti

Sul retro del telaio a destra, in basso, scritta a mano: Esposto/a Roma/nel 1908/a Firenze/nel 1907

Sul retro del telaio a sinistra, centrale, scritta a mano: Donatello

Sul retro del telaio a destra, centrale, scritta a mano: Donatello

Provenienza

Collezione Ploech; Galleria Cerruti, Milano; Franco Vercelotti, Verbania Pallanza; Giuliano Matteucci, Viareggio; collezione privata, Livorno; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Esposizione Annuale della Società delle Belle Arti in Firenze nell’anno 1907, sala settima (Il disco del sole);

Esposizione Internazionale di Belle Arti della Società “Amatori e cultori di Belle Arti in Roma, 1908, sala N (Il disco del sole);

Pittura toscana dell’Ottocento, Firenze, Galleria Cancelli, 27 settembre-23 ottobre 1980 (La raccolta del grano);

Prima dell’avanguardia: da Fattori a Modigliani, Aosta, 1985 – 1986 e Tolosa, 1986 (Le gramignaie);

I postmacchiaioli, Roma, Palazzo Ruspoli, dicembre 1993-28 febbraio 1994 (Le gramignaie);

I postmacchiaioli, Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, Villa Mimbelli, 8 luglio-4 settembre 1994 (Le gramignaie);

Il Divisionismo toscano, Livorno, Museo Civico Giovani Fattori, Villa Mimbelli, 28 luglio-31 ottobre 1995 (Le gremignaie);

Luce e pittura in Italia: 1850-1914, Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, Villa Mimbelli, 24 gennaio-4 maggio 2003, (p. 117 ripr.);

Painting light. Italian Divisionism 1885-1910, R. Miracco, a cura di, catalogo mostra, Londra, Estorick Collection of modern italian art, 4 giugno – 7 settembre 2003, Mazzotta, Milano, 2003, (p. 32 ripr.) (Il disco del sole);

La scuola di Micheli: da Modigliani a Lloyd, Marina di Pietrasanta, Villa La Versiliana, 3 luglio-29 agosto 2004, Livorno, Granai di Villa Mimbelli, 19 settembre-21 novembre 2004;

Due capolavori ritrovati: Llewelyn Lloyd e Lodovico Tommasi nelle raccolte della Fondazione della Cassa di Risparmi di Livorno, Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, Villa Mimbelli, 8 marzo-6 aprile 2008 [Gramignaie (Il disco del sole)].

Bibliografia

Catalogo delle opere ammesse alla 60. Esposizione Annuale della Società delle Belle Arti in Firenze nell’anno 1907, Società per le Industrie Grafiche G. Spinelli, Firenze, 1907, p. 45, n. 731 (Il disco del sole);

Esposizione Internazionale di Belle Arti della Società “Amatori e cultori di Belle Arti in Roma”, Tipografia dell’Unione Coop. Edit. 1908, p. 29, n. 298 (Il disco del sole);

A. Conti, a cura di, Pittura toscana dell’Ottocento, catalogo della mostra (Firenze, Galleria Cancelli, 27 settembre – 23 ottobre 1980), Arti Grafiche “Il Torchio”, Firenze, 1980, tav. 7 (La raccolta del grano);

L. Lloyd, Tempi andati, Vallecchi, Firenze 1951, p. 145 [Gremignaie (con disco di sole)];

Catalogo Bolaffi della Pittura Italiana dell’Ottocento, n. 14, Mondadori, Milano 1985, p. 297 ripr. (Le gremignaie);

R. Monti, G. Matteucci, a cura di, Prima dell’avanguardia: da Fattori a Modigliani, catalogo della mostra (Aosta, 1985 – 1986 e Tolosa, 1986), Artificio, Firenze 1985, p. 132, tav. 77 (Le gramignaie)

M.P. Winspeare, Gli inizi divisionisti di Llewelyn Lloyd, in “Critica d’Arte”, Firenze, ottobre-dicembre 1990, pp. 62-67, 89-96;

R. Monti, Raffaele, I postmacchiaioli, Leonardo – De Luca, Roma 1991, cit. pp. 103, 196, p. 97, fig. 139 (Le gramignaie);

R. Monti, G. Matteucci, a cura di, I postmacchiaioli, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Ruspoli, dicembre 1993 – 28 febbraio 1994), De Luca, Roma, 1993, p. 128, tav. 105 (Le gramignaie);

R. Monti, G. Matteucci, a cura di, I postmacchiaioli, catalogo della mostra (Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, Villa Mimbelli, 8 luglio – 4 settembre 1994), De Luca, Roma 1994, p. 128, tav. 107 (Le gramignamie);

F. Donzelli, Llewelyn Lloyd: 1879-1949, EDICART, Legnano 1995, cit. p. 61, p. 261, tav. VIII B (Le gramignaie o Il disco del sole);

R. Monti, a cura di, Il Divisionismo toscano, catalogo della mostra (Livorno, Museo Civico Giovani Fattori, Villa Mimbelli, 28 luglio-31 ottobre 1995), De Luca, Roma, 1995, p. 64 n. 37 (Le gremignaie);

R. Miracco, a cura di, Luce e pittura in Italia: 1850-1914, catalogo della mostra (Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, Villa Mimbelli, 24 gennaio-4 maggio 2003), Mazzotta, Milano, 2003, p. 117;

R. Miracco, a cura di, Painting light. Italian Divisionism 1885-1910, catalogo mostra, Londra, Estorick Collection of modern italian art, 4 giugno – 7 settembre 2003, Mazzotta, Milano, 2003, (p. 32 ripr.);

F. Sborgi, a cura di, La scuola di Micheli: da Modigliani a Lloyd, catalogo della mostra (Marina di Pietrasanta, Villa La Versiliana, 3 luglio-29 agosto 2004, Livorno, Granai di Villa Mimbelli, 19 settembre-21 novembre 2004), Pegaso, 2004, p. 79, tav. 40;

L. Lloyd, Tempi andati, L. S. Olschki, Firenze, 2007, cit. p. 114, tav. XX [Gremignaie (con disco di sole)];

V. Farinella, a cura di, Due capolavori ritrovati: Llewelyn Lloyd e Lodovico Tommasi nelle raccolte della Fondazione della Cassa di Risparmi di Livorno, catalogo della mostra (Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, Villa Mimbelli, 8 marzo-6 aprile 2008), Officina Libraria, Milano, 2008, cit. pp. 12, 18, 24-25, p. 14, fig. 4, pp. 34-35, tav. 2 [Gramignaie (Il disco del sole)];

S. Fraddanni, a cura di, Fondazione Cassa di risparmi di Livorno 1992/2012 – Nascita di una collezione, Fondazione Cassa di risparmi di Livorno, Pacini, Pisa, 2013, p.157 cit.;

F. Tedeschi, a cura di, Incontri. Nuove esplorazioni nel Divisionismo, Milano Electa 2017, pp. 48-51, ripr.

Note critiche

Presentato nel 1907 alla LX Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti di Firenze – rassegna che vede Llewelyn Lloyd, Oscar Ghiglia, Adolfo de Carolis, Giuseppe Graziosi e Romeo Costetti riuniti nella stessa sala a sfidare con rinnovata energia creativa le convenzioni stantie delle mostre ufficiali – il dipinto Le gremignaie, spesso identificato altresì dal titolo Il disco del sole, costituisce uno dei più alti traguardi della fase divisionista dell’itinerario artistico del Lloyd, protagonista della manifestazione fiorentina con ben sedici opere di straordinaria coerenza tematica e stilistica che attestano l’ormai raggiunta maturità di un pittore “a quell’epoca violento impressionista e divisionista”[1]. Di formazione macchiaiola, allievo a Livorno di Guglielmo Micheli, il giovane, nato da padre inglese e madre italiana, era entrato in contatto con le novità dell’arte italiana e internazionale già negli anni Novanta dell’Ottocento; in visita alla fiorentina Festa dell’Arte e dei Fiori del 1896 vi aveva potuto ammirare dal vivo l’impressionismo di Claude Monet e gli sviluppi del neonato Divisionismo, rappresentati dai recenti capolavori di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, Giovanni Segantini, Vittore Grubicy e dai fondamentali modelli dei conterranei Alfredo Müller, così fortemente intriso della lezione francese, Plinio Nomellini e Giorgio Kienerk, nel pieno delle sperimentazioni divisioniste. E’ solo dal 1903 tuttavia che l’approccio alla scomposizione cromatica diviene sistematico, quando, insieme ai colleghi Amedeo Lori e Antonio Discovolo, che già si muovevano in questa direzione, Lloyd comincia a dipingere nei dintorni di Porto Venere con particolare attenzione per le bellezze di Manarola, sempre inseguendo i mutevoli effetti della calda luce mediterranea sui colori del cielo, del mare e della lussureggiante vegetazione ligure. Dalle frequenti e tenaci giornate di lavoro alle Cinque Terre, nonché nella campagna livornese e pisana, nascono in questi anni una serie di capolavori – Tramonto infuocato, compiuto nei pressi di Tombolo nel 1903, Tramonto a Manarola, Veduta di Palaia e Sera a Palaia, del 1904, Alba ad Antignano, Le gremignaie e Ritorno dai campi, del 1906 – in cui la tensione naturalista sempre vivissima nutre una tavolozza dai contrasti accesi di stampo espressionista, definiti da un’alternanza di zone a fitta puntinatura ed aree qualificate da un più tradizionale impasto, peculiarità di “un divisionismo fatto per intuizione più che per dettato di teorie fisiche”[2] dove “l’Arte, come ognuno sa, non è solo gretta imitazione o meglio riproduzione del vero. E’ esaltazione, interpretazione, glorificazione di esso”[3].

Nell’opera Le gremignaie, dipinta ad Antignano nelle vicinanze di Livorno – notizia specificata dalle numerose scritte autografe sul retro del telaio che informano anche sulla data di esecuzione, 16 agosto 906 – l’interesse per la restituzione del fenomeno luminoso si concreta in una ricca e dinamica trama cromatica variamente strutturata, dal puntinismo vibrante del cielo colto nell’ora di un rovente tramonto, alla pennellata breve e filiforme dell’erba del campo, fino alla resa più densa e compatta delle braccianti e degli alberi stagliati in un vigoroso controluce memore di Benvenuto Benvenuti (che assiduamente soggiornava ad Antignano, e proprio nei primi del Novecento in compagnia di Vittore Gubicy de Dragon). Dominato dal semicerchio del sole tuffato nel mare, che richiama lo sguardo in profondità con il suo prepotente chiarore aranciato per poi respingerlo sulle figure chine che lo incorniciano come una scenografia – una più avanzata centrale, le altre tre arretrate, distribuite sapientemente come in sorta di partitura musicale – il  quadro non è estraneo all’ormai inevitabile influenza a quelle date del noto Sole nascente di Pellizza da Volpedo, terminato nel 1904 ed esposto a Milano nel 1906, riferimento per tutte le coeve ricerche in ambito divisionista. Sebbene privo dell’oggettività pellizziana, capace di far convergere ragioni naturalistiche e simboliche senza contraddizione, il dipinto del Lloyd evita qualsiasi tentazione retorica e aneddotica assimilando le silhouette delle contadine curve al paesaggio stesso, di cui divengono parte inscindibile al pari degli alberi, dei solchi nella terra arata, dei mucchi di gramigna accatastati intorno. Riproposta nel 1908 alla mostra romana della Società Amatori e Cultori di Belle Arti, la pregevole scena agreste, che guarda al realismo francese evitando sia l’eroica idealizzazione di Millet che l’edulcorata visione di Breton, conferma la convinta adesione all’insegnamento fattoriano, rintracciabile nel rigoroso disegno strutturale e nella calibratissima composizione a sicuro sviluppo orizzontale che invita l’occhio ad una lenta e prolungata osservazione. Il naturalismo della tela, concepita sul motivo ma frutto di rielaborazioni successive in studio, è mitigato da una sintesi formale e spaziale dai connotati geometrizzanti che trova altresì significativi riscontri nella pittura senese trecentesca, indicata dal Lloyd nel suo volume La pittura dell’Ottocento in Italia – pubblicato nel 1929 – come la matrice imprescindibile dei linguaggi artistici contemporanei; non trascurabile in questo senso la colta citazione di alcuni dettagli del celebre affresco Effetti del buon governo in città e in campagna realizzato nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena da Ambrogio Lorenzetti, nome trascritto dalla stessa mano del Lloyd, come una sorta di annotazione o promemoria, sulle assi del telaio.[4]

Affine per tematica, atmosfera, toni e trattamento delle superfici, e analogo per ambientazione, si segnala il coevo olio Ritorno dai campi, che potrebbe essere identificato con quello esposto insieme a Le gremignaie alla Promotrice fiorentina del 1907 (riportato in catalogo con il titolo Mesto crepuscolo), in cui le figure maggiormente rilevate e caratterizzate spiccano scure contro un cielo di fuoco minutamente puntinato sullo sfondo del paese di Antignano.

Bibliografia di riferimento

Catalogo delle opere ammesse alla 60. Esposizione Annuale della Società delle Belle Arti in Firenze nell’anno 1907, Società per le Industrie Grafiche G. Spinelli, Firenze, 1907

Esposizione Internazionale di Belle Arti della Società “Amatori e cultori di Belle Arti in Roma, Tipografia dell’Unione Coop. Edit., 1908

Lloyd, La pittura dell’Ottocento in Italia, Novissima Enciclopedia Monografica Illustrata, Alfani e Venturi, Firenze, 1929

Lloyd, Tempi andati, Vallecchi, Firenze, 1951

Conti, a cura di, Pittura toscana dell’Ottocento, catalogo della mostra (Firenze, Galleria Cancelli, 27 settembre – 23 ottobre 1980), Arti Grafiche “Il Torchio”, Firenze, 1980

Catalogo Bolaffi della Pittura Italiana dell’Ottocento, n.14, Mondadori, Milano, 1985

Monti, G. Matteucci, a cura di, Prima dell’avanguardia: da Fattori a Modigliani, catalogo della mostra (Aosta, 1985 – 1986 e Tolosa, 1986), Artificio, Firenze, 1985

M.P. Winspeare, Gli inizi divisionisti di Llewelyn Lloyd, in “Critica d’Arte”, Firenze, ottobre-dicembre 1990

Monti, Raffaele, I postmacchiaioli, Leonardo – De Luca, Roma, 1991

Monti, G. Matteucci, a cura di, I postmacchiaioli, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Ruspoli, dicembre 1993 – 28 febbraio 1994), De Luca, Roma, 1993

Monti, G. Matteucci, a cura di, I postmacchiaioli, catalogo della mostra (Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, Villa Mimbelli, 8 luglio – 4 settembre 1994), De Luca, Roma, 1994

Donzelli, Llewelyn Lloyd: 1879-1949, EDICART, Legnano, 1995

Monti, a cura di, Il Divisionismo toscano, catalogo della mostra (Livorno, Museo Civico Giovani Fattori, Villa Mimbelli, 28 luglio – 31 ottobre 1995), De Luca, Roma, 1995

Miracco, a cura di, Luce e pittura in Italia: 1850-1914, catalogo della mostra (Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, Villa Mimbelli, 24 gennaio – 4 maggio 2003), Mazzotta, Milano, 2003

Sborgi, a cura di, La scuola di Micheli: da Modigliani a Lloyd, catalogo della mostra (Marina di Pietrasanta, Villa La Versiliana, 3 luglio – 29 agosto 2004, Livorno, Granai di Villa Mimbelli, 19 settembre – 21 novembre 2004), Pegaso, 2004

Lloyd, Tempi andati, L. S. Olschki, Firenze, 2007

Farinella, a cura di, Due capolavori ritrovati: Llewelyn Lloyd e Lodovico Tommasi nelle raccolte della Fondazione della Cassa di Risparmi di Livorno, catalogo della mostra (Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, Villa Mimbelli, 8 marzo – 6 aprile 2008), Officina Libraria, Milano, 2008

Fraddanni, a cura di, Fondazione Cassa di risparmi di Livorno 1992/2012 – Nascita di una collezione, Fondazione Cassa di risparmi di Livorno, Pacini, Pisa, 2013

Note

[1] L. Lloyd, Tempi andati, Vallecchi, Firenze, 1951, p.106

[2] L. Lloyd, 1951, op.cit., p.135

[3] L. Lloyd, La pittura dell’Ottocento in Italia, Novissima Enciclopedia Monografica Illustrata, Alfani e Venturi, Firenze, 1929 , p.13

[4] Cfr V. Farinella, Spunti per un novecento labronico in V. Farinella, a cura di, Due capolavori ritrovati: Llewelyn Lloyd e Lodovico Tommasi nelle raccolte della Fondazione della Cassa di Risparmi di Livorno, catalogo della mostra (Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, Villa Mimbelli, 8 marzo – 6 aprile 2008), Officina Libraria, Milano, 2008