Mattino di maggio o Alberi e nubi - Pellizza da Volpedo

GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO

(Volpedo, 1868-1907)

Mattino di maggio o Alberi e nubi, 1903

Olio su tela applicata su tavola, 40×59 cm (irregolare)

Provenienza

collezione Mario Maria Martini (1920); collezione Arcangeli, Varese; collezione Mario Borgiotti, Milano; Emilio Gagliardini, Como; In cammino con l’Ottocento italiano, Milano, Galleria S. Ambrogio, 11-30 gennaio 1968 (n.40, ripr.); Il paesaggio nell’arte del nostro Ottocento pittorico, Milano, Galleria S. Ambrogio, 20 ottobre-12 novembre 1970 (n.41, tav. IV) (Paesaggio al molinetto); collezione privata; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Società Promotrice di Belle Arti. LIII Esposizione, Torino, Società Promotrice di Belle Arti, 1904 (n. 170);

Exposition du Congrès des Beaux-Arts, Angers, 1905 (n. 71);

LXXVI Esposizione Internazionale di Belle Arti della Società Amatori e Cultori di Belle Arti in Roma. Anno 1906. Catalogo, Roma, Società Amatori e Cultori di Belle Arti, 1906 (p.8, sala C, n.47);

Mostra individuale di G. Pellizza da Volpedo, Milano, Galleria Pesaro, gennaio-febbraio 1920 (p. 13, n. 13);

50 anni d’arte a Milano. Dal Divisionismo ad oggi, Milano, Palazzo della Permanente, 31 gennaio-15 marzo 1959 (p. 13, n. 9, tav. IV, ripr.);

Mostra del Divisionismo italiano, Milano, Palazzo della Permanente, marzo-aprile 1970 (p.102, n.68).

Bibliografia

J. Bocchialini in “Il Momento”, 11 maggio 1904; s.a., in “L’Arena”, 17 maggio 1904;

R.N. Raimbault, Le Salon du Congrès d’Angers, in “Tendences Nouvelles”, n. 11, 1905;

G. Stiavelli, All’Esposizione di Belle Arti di Roma, in “Domani”, 9 giugno 1906;

S. Zelaschi, Un esaltatore della libertà. Pellizza da Volpedo, in “Emporium”, Vol. LI, n. 301, gennaio 1920, p. 44 ripr. (Mattino di primavera);

F. Sapori, Giuseppe Pellizza, Torino, 1920, ripr. (Paesaggio al Molinetto);

F. Bellonzi, T. Fiori, Archivi del Divisionismo, Roma 1969, vol. II, pp. 103-104, n. 1390, ripr., V. 269 (Paesaggio al Molinetto);

A.M. Comanducci, Dizionario illustrato dei Pittori e Incisori Italiani Moderni e Contemporanei, Milano 1973, vol. IV, p. 2405, ripr. (L’incanto del lago);

A. Scotti, a cura di, Catalogo dei Manoscritti di Giuseppe Pellizza provenienti dalla donazione eredi Pellizza, Tortona 1974, pp. 106, 125, 137;

A. Scotti, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato, Milano 1976, p. 208, fig. 102, ripr.;

Bolaffi. Catalogo dell’arte italiana dell’Ottocento n.12, Milano 1983, p. 271, ripr. (Paesaggio al Molinetto);

A. Scotti, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Milano 1986, p. 443, n.1185;

B. Galvani, Riverberi socio-culturali nell’opera pittorica di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Tortona 1996, p. 61, tav. 9 (con vecchie misure);

AA.VV., Pellizza e la fotografia il fondo fotografico, Voghera 2007, p. 134, n. 221-221a, ripr. p. 179, n. 221-221a;

Il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Tortona 2012, pp. 26, 181, n. 65, pp. 74-77, 160, ripr.;

F. Caroli, a cura di, il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Electa, Milano 2015, pp. 124-127, ripr., n. 44, p. 222 e ripr.

Note critiche

Intorno all’inizio del Novecento, reduce dalla totalizzante esperienza dell’esecuzione del Quarto Stato, apice della sua produzione artistica e massima espressione della tecnica divisionista e degli ideali socialisti, Giuseppe Pellizza sembra avere dei ripensamenti rispetto al ruolo dell’arte, discostandosi da contenuti politici e umanitari per ritornare a concentrarsi sulla natura. Gli anni a cavallo del nuovo secolo sono fondamentali per questa svolta, che si compie a partire da alcuni avvenimenti cruciali. Se la morte di Segantini nel 1899 spinge Pellizza a riavvicinarsi alle tematiche paesaggistiche – fino alla decisione di organizzare, nel 1906, un vero e proprio pellegrinaggio in Engadina nel tentativo di ricostituire quella strettissima relazione con la natura che il maestro di Arco aveva in quei luoghi a lungo vagheggiato – l’illuminante soggiorno a Parigi durante l’Esposizione Universale del 1900, dove può vedere da vicino Pomeriggio alla Grande Jatte di Seurat,manifesto della tecnica puntinista e del rapporto uomo-natura nella società moderna, scatena sicure riflessioni sull’utilizzo del colore diviso e sull’opportunità della scelta del soggetto. Infine la visita alla Biennale di Venezia del 1901, che dedicava una rassegna alla Scuola di Barbizon, è determinante per il nuovo orientamento versoil paesaggio puro, quella “campagna ricreatrice dello spirito”[1] che il volpedese ritrovava nei dintorni del suo paese natale e che era solito dipingere dal vero, una pratica, quella della pittura en plein air, per cui affermava di sentirsi nato[2]. “Decisamente sarò paesista”[3]– scrive entusiasticamente a Morbelli nel 1903 –“Alcuni piccoli paesaggi sono quelli che più soddisfano le mie aspirazioni di pittura […] Fontanesi m’aiuta a trovar me stesso; che altro non sono se un solitario amante della vergine natura selvaggia diffondentesi nella luce”[4] – annota ancora nel 1905 – chiarendo così il nuovo indirizzo della sua ricerca, combattuta fra la stretta aderenza al dato reale e luminoso, colto direttamente sul motivo, e la sperimentazione in chiave divisionista, che prevedeva una rielaborazione in studio conducendo di fatto a risultati opposti.

L’opera Mattino di maggio o Alberi e nubi è databile al 1903, periodo in cui Pellizza si allontana dai soggetti impegnati legati alla stretta attualità – che “invecchian nel volger di poco”[5] – per dedicarsi alla “natura semplice e schietta,fonte di sentimento e di poesia”[6]. La tela, originariamente quadrata così come appare nella riproduzione pubblicata dal Sapori nella monografia del 1920, dove è identificata con il titolo Paesaggio al Molinetto, viene poi privata di circa dieci centimetri nella parte inferiore, a sottrarre un’ampia fascia di terreno ed abbassare l’orizzonte. Il dipinto potrebbe corrispondere a quel “paesaggio mattinale”[7]che Pellizza segnala in fase di lavorazione in una notadel 20 maggio 1903, confermando l’impressione che si tratti di una veduta di campagna in primavera inoltrata, quando la vegetazione rigogliosa è nel pieno del suo splendore e il cielo mattutino è ancora annuvolato, carico della frescura dei temporali. Lo sguardo è attirato in profondità dai due alberi centrali agitati dal vento, incorniciati dai rami floridi che si dipartono dai tronchi in primo piano. La luce diffusa è resa da segni fitti, allungati e direzionati in senso orizzontale nel cielo, e da tocchi più rapidi, minuti e difformi nelle foglie che in esso trascolorano,distribuiti secondo le norme ormai padroneggiate di una tecnica divisionista che “va diventando sempre più facile e sbrigativa come occorre per poter tradurre gli effetti fugaci della natura veduti all’aria aperta”[8], e che sfrutta la mutevolezza di una stesura che “non dovrebbe essere né tutta a puntini né tutta a lineette, né tutta ad impasto; e nemmeno tutta liscia o tutta scabrosa; ma varia come sono le apparenze degli oggetti e della natura”[9].

Bibliografia di riferimento

Mostra individuale di G. Pellizza da Volpedo, Galleria Pesaro, Milano, 1920

Sapori, Giuseppe Pellizza, Edizioni d’arte E.Celanza, Torino, 1920

Bernardi, Ottocento piemontese: scritti d’arte, Edizioni palatine di Renzo Pezzani, Torino, 1946

50 anni d’arte a Milano dal divisionismo ad oggi, catalogo della mostra (Milano, Società per le belle arti ed Esposizione permanente, Palazzo sociale, 31 gennaio-15 marzo 1959),A. Vallardi, Ediz. della Permanente, Milano, 1959

Tea, Angelo Barabino, edito a cura della società “Pro Julia Dertona” per gli studi di storia, arte ed economia nel Tortonese, Tip. Colombi, Milano, 1961

G.Arlandi, La problematica di Pellizza da Volpedo, 1968

T.Fiori, F.Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

Mostra del Divisionismo Italiano, catalogo della mostra (Milano, Palazzo della Permanente, marzo-aprile 1970), Arti Grafiche E.Gualdoni, Milano, 1970

A.M. Comanducci, Dizionario illustrato dei pittori, disegnatori e incisori italiani moderni e contemporanei, IV, L. Patuzzi, Milano, 1973

Scotti, a cura di, Catalogo dei manoscritti di Giuseppe Pellizza da Volpedo provenienti dalla donazione Eredi Pellizza, Tortona, 1974

Scotti, Giuseppe Pellizza a Parigi nel 1889, 1974

Scotti, a cura di, Il Quarto Stato, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Mazzotta, Milano, 1976

Bolaffi, Catalogo Bolaffi della pittura italiana dell’Ottocento, n. 12, Torino, 1983

Scotti, Pellizza da Volpedo: catalogo generale, Electa, Milano, 1986

Galvani, Riverberi socio-culturali nell’opera pittorica di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Tortona, Associazione ex Allievi del Liceo Classico “Carlo Varese”, 1996

Scotti Tosini, a cura di, Giuseppe Pellizza da Volpedo, catalogo della mostra tenuta alla GAM di Torino nel 1999-2000, Hopefulmonster, Torino, 1999

Scotti, a cura di, Giuseppe Pellizza da Volpedo: Quarto Stato, Skira, Milano, 2000

Scotti Tosini, a cura di, Pellizza e i Grubicy: il carteggio di Giuseppe Pellizza da Volpedo con Vittore e Alberto Grubicy De Dragon, Edizioni Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Tortona, 2006

Luce, controluce, iridescenze: Pellizza e gli amici divisionisti, mostra a cura di Aurora Scotti Tosini

(Volpedo e Tortona, 2 settembre-21 ottobre 2007), Edo, Tortona, Volpedo, 2007

Scotti Tosini, a cura di, Il colore dei divisionisti: tecnica e teoria, analisi e prospettive di ricerca: atti del Convegno internazionale di studio, Tortona e Volpedo, 30 settembre-1 ottobre 2005, Edizioni Fondazione Cassa di risparmio di Tortona, Associazione Pellizza da Volpedo, Tortona, 2007

Pellizza e la fotografia: il fondo fotografico, Edizioni Fondazione Cassa di risparmio di Tortona, Edo edizioni Oltrepo, Voghera, 2007

Note

[1] Lettera di G. PellizzaaA. Morbelli, [Volpedo, prima del 15 febbraio 1896], in T.Fiori, F.Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969, vol.I,pag.185.

[2] “Quel plein air per cui mi sento nato”cit. G. Pellizzain lettera aA. Morbelli, Volpedo 12 maggio 1905, in T.Fiori, F.Bellonzi, 1969, op. cit., vol.I,pag. 238.

[3] Lettera di G. PellizzaaA. Morbelli, Volpedo 6 dicembre 1903, in T.Fiori, F.Bellonzi, 1969, op. cit., vol.I, pag. 234.

[4]Lettera di G. PellizzaaA. Morbelli, Volpedo 12 maggio 1905, in T.Fiori, F.Bellonzi, 1969, op. cit., vol.I,pag.238.

[5]Lettera Di G. PellizzaaA. Fradeletto, in Copialettere e minutari per l’anno 1903, 13 aprile, f.6, pag. 104, in A. Scotti, a cura di, Catalogo dei manoscritti di Giuseppe Pellizza da Volpedo provenienti dalla donazione Eredi Pellizza, Tortona, 1974, pag.104.

[6]Lettera di G. Pellizzaa Lipparini, in Copialettere e minutari per l’anno 1903, 6 gennaio, f.3, pag. 103, in A. Scotti, 1974, op. cit., pag.103.

[7]A. Scotti, 1974, op. cit., pag,106

[8]Lettera di G. Pellizza a A.Morbelli, Volpedo 21 ottobre 1902, in T.Fiori, F.Bellonzi, 1969,op. cit.,  vol.I, pag.231

[9] Lettera di G. Pellizzaa A.M. Mucchi, Volpedo, 18 maggio 1898, in T.Fiori, F.Bellonzi, 1969, op. cit. vol.I,  pag.211