Meriggio d’autunno - Terzi

ALEARDO TERZI

(Palermo, 1870 – Castelletto sopra Ticino, 1943)

Meriggio d’autunno, 1913

Olio su tela, 100,5×90,5 cm

Firmato e datato in basso a sinistra: A TERZI 1913

Provenienza

collezione privata; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Prima esposizione internazionale d’arte della Secessione, Roma, Palazzo delle Esposizioni, 1913, sala 1 n. 11;

Pittori italiani del primo ‘900, Bologna, Galleria Giordani, 1997;

Società degli amatori e cultori fra Otto e Novecento, Roma, Galleria Campo dei Fiori, 1998;

Luce e pittura in Italia 1850-1914, Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, 23 gennaio-4 maggio 2003, (p. 150);

Painting light. Italian Divisionism 1885-1910, R. Miracco, a cura di, catalogo mostra, Londra, Estorick Collection of modern italian art, 4 giugno – 7 settembre 2003, Mazzotta, Milano, 2003, (p. 44 ripr.);

L’elogio della tavola tra conversazione, cibo e mondanità, Modena, Quartiere fieristico, 17-25 febbraio 2007, n. 35;

Secessioni europee. Monaco, Vienna, Praga, Roma, catalogo mostra, F. Parisi, a cura di, Rovigo, Palazzo Roverella, 23 settembre 2017-21 gennaio 2018, Cinisello Balsamo, Milano Silvana Ed., 2017, (p. 241, n. 4.8, ripr., p. 328, n. 208).

Bibliografia

Prima esposizione internazionale d’arte della Secessione, Roma, 1913, catalogo illustrato, Tipografia dell’Unione, Roma 1913, n. 11, tav. XXI p. 21;

L. Càllari, Passeggiata al “Salon” romano – Amatori e Cultori e Secessionisti, in “Noi e il Mondo”, III, 1913, 6 giugno, pp. 537-563;

A. Colasanti, Le Esposizioni di Belle Arti a Roma, in “Emporium” n. 222, giugno 1913, p. 437;

M. P. Maino, M. Quesada, a cura di,  Aleardo Terzi 1870-1943, catalogo della mostra (Roma, Emporio Floreale, 1981), s.p.;

M. Quesada, Aleardo Terzi tra Liberty e Deco, Novecento, Palermo 1982, p. 42, p. 83 ripr.;

Pittori italiani del primo ‘900, catalogo della mostra (Bologna, Galleria Giordani, 1997);

P. Spadini, L. Djokic, a cura di, Società degli amatori e cultori fra Otto e Novecento, catalogo della mostra (Roma, Galleria Campo dei Fiori, 1998), Tip. Org. Essetre, Roma, 1998;

R. Miracco, a cura di, Luce e pittura in Italia 1850-1914, catalogo della mostra (Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, 23 gennaio-4 maggio 2003), Mazzotta, Milano, 2003, p. 150 ripr.;

R. Miracco, a cura di, Painting light. Italian Divisionism 1885-1910, catalogo mostra, Londra, Estorick Collection of modern italian art, 4 giugno – 7 settembre 2003, Mazzotta, Milano, 2003, p. 44 ripr.;

F. Cagianelli, D. Matteoni, a cura di, L’elogio della tavola tra conversazione, cibo e mondanità, catalogo della mostra (Modena, Quartiere fieristico, 17-25 febbraio 2007), Silvana, Cinisello Balsamo 2007, pp. 9, 108-109 ripr., copertina;

M. Carrera, in Secessione e avanguardia: l’arte in Italia prima della grande guerra 1905-1915, a cura di S. Frezzotti, catalogo mostra (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, 2014-2015), Milano 2014, p. 167;

F. Tedeschi, a cura di, Incontri. Nuove esplorazioni nel Divisionismo, Milano Electa 2017, pp. 92-95, ripr.

F. Parisi, a cura di, Secessioni europee. Monaco, Vienna, Praga, Roma, catalogo mostra, Rovigo, Palazzo Roverella, 23 settembre 2017-21 gennaio 2018, Cinisello Balsamo, Milano Silvana Ed., 2017, p. 241, n. 4.8, ripr., p. 328, n. 208.

Note critiche

Presentato alla rassegna d’esordio della Secessione con il suo pendant Mattino d’estate[1], di identico formato, tecnica similare e atmosfere di più sottile sensibilità luminosa, Meriggio d’autunno è fra i maggiori risultati del divisionismo di Terzi, evolutosi per circa un decennio a partire dagli anni dieci del Novecento attraverso una tavolozza audace e una pennellata discontinua e dinamica, che Mario Quesada individua in germe nel pittoricismo di alcune locandine realizzate dall’artista già nel 1900[2]. La composizione, piuttosto scarna ed essenziale, verte sul mezzobusto di una donna seduta in un interno borghese – la figura femminile è protagonista assoluta dell’intera opera del palermitano – che asseconda il gusto dei secessionisti Enrico Lionne, Arturo Noci e Camillo Innocenti, a loro volta condizionati nella scelta di soggetti e ambientazioni dai modelli postimpressionisti e nabis. Pur conforme alle tematiche mondane nell’evocazione dell’intimità domestica di una giovane di bell’aspetto, il quadro è però lontano sia dall’esasperata raffinatezza di Innocenti che dalla provocante sensualità di Lionne – cui invece Terzi si accosterà con decisione nell’intrigante e veemente Le amiche[3] – restituendo l’immagine non già di una femme fatale ma di un’anima pacata, fragile e sognante, suggerita dall’espressione incantata e lieta del viso della protagonista, rapita da teneri pensieri forse nell’attesa di un ospite per il the pomeridiano. L’influsso della scuola francese coeva, ampiamente documentata nella “Sala degli Impressionisti” allestita nell’ambito della Secessione del 1913 (la cui decorazione viene peraltro ideata da Terzi), è fondamentale per decifrare la struttura cromatica del dipinto, concepita su una gamma di toni freddi riscaldati dall’unica fonte di luce del lampadario e ottenuta tramite una pennellata intrecciata, ritmica e minuta, uniformemente distribuita ad invadere la totalità della superficie della tela. Avulsi dai temi sociali dei colleghi settentrionali, i “divisionisti intimisti” romani, in bilico fra decadentismo e avanguardia, si configurano nel panorama artistico italiano del primo Novecento come l’anello di congiunzione fra la tradizione tardo ottocentesca, cui si ancora la Società degli Amatori e Cultori, e il nascente Futurismo, che vede in Giacomo Balla un personaggio chiave. La stabile presenza a Roma, dal 1895, del maestro torinese, nello studio del quale transitano gli stessi Noci e Innocenti, e i più giovani Umberto Boccioni e Gino Severini, è sostanziale anche per Terzi, che in Meriggio d’autunno utilizza tasselli di colore dagli accenti fauve di cui Balla è pioniere nella celebre Bambina che corre sul balcone[4], e si cimenta nella resa della luce artificiale già sperimentata dal piemontese nel paradigmatico Lampada ad arco[5].

Bibliografia d riferimento

Prima esposizione internazionale d’arte della Secessione, Roma, 1913, catalogo illustrato, Tipografia dell’Unione, Roma, 1913

Colasanti, Le Esposizioni di Belle Arti a Roma, in “Emporium” n.222, giugno 1913

P. Maino, M. Quesada, a cura di, Aleardo Terzi: 1870-1943, catalogo della mostra (Roma, Emporio Floreale, 1981)

Quesada, Aleardo Terzi tra Liberty e Deco, Novecento, Palermo, 1982

Bossaglia, M. Quesada, P. Spadini, a cura di, Secessione romana 1913-1916, F.lli Palombi, Roma, 1987

Divisionismo italiano, catalogo della mostra (Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile-15 luglio 1990), Electa, Milano, 1990

Pittori italiani del primo ‘900, catalogo della mostra (Bologna, Galleria Giordani, 1997)

Spadini, L. Djokic, a cura di, Società degli amatori e cultori fra Otto e Novecento, catalogo della mostra (Roma, Galleria Campo dei Fiori, 1998), Tip. Org. Essetre, Roma, 1998

Miracco, a cura di, Luce e pittura in Italia 1850-1914, catalogo della mostra (Livorno, Museo Civico Giovanni Fattori, 23 gennaio-4 maggio 2003), Mazzotta, Milano, 2003

Cagianelli, D. Matteoni, a cura di, L’ elogio della tavola tra conversazione, cibo e mondanità, catalogo della mostra (Modena, Quartiere fieristico, 17 febbraio-25 febbraio 2007), Silvana, Cinisello Balsamo, 2007

Colombo, A. Masoero, S. Ragionieri, a cura di, Prima e dopo la Secessione Romana. Pittura in Italia 1900-1935, catalogo della mostra (Viareggio, 10 luglio-3 novembre 2013), Fondazione Centro Matteucci, Viareggio, 2013

Carrera, J. Nigro Covre, Secessione romana 1913-2013. Temi e problemi, Il Bagatto, Roma, 2013

Note

[1] A. Terzi, Mattino d’estate, 1913, olio su tela, 100×90 cm.

[2] A. Terzi, Wanda, Grande stabilimento di Bagni, Savona, 1900, Tip. Arti Grafiche, Bergamo: “Wanda […] costituisce una traccia preziosa di quel suo divisionismo frammentato, di gusto settentrionale, che poi si evolverà in una fattura più rapida e decisa” M. Quesada, op.cit. 1982, pp.28-29.

[3] Aleardo Terzi, Le amiche, 1913 circa, olio su tela, 116×127 cm.

[4] Giacomo Balla, Bambina che corre sul balcone, 1912, olio su tela, 125×125 cm.

[5] Giacomo Balla, Lampada ad arco, 1909-1911, olio su tela, 174,7×114,7 cm.