LUIGI CONCONI

(Milano, 1852 – 1917)

Motivo medievale (I novellieri), 1888

Olio su tela, 76,3×144,5 cm

Firmato in basso a destra: LConconi

Sul retro del telaio in alto al centro etichetta a stampa: Barasso/Grande velocità 21/Milano

Sul retro del telaio scritta in matita rossa: 64 e 9885

Sul retro del telaio scritta a matita: 5 e 1183

Provenienza

Collezione Gustavo Botta; Galleria Scopinich, Milano (1934); Sotheby’s, Milano (2011); collezione privata; Pandolfini Casa d’Aste, Firenze (2020): collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

R. Accademia Belle Arti in Milano. Esposizione 1888, n. 145 (Motivo medievale) [?];

Vendita all’asta della collezione Botta, Milano, Galleria Scopinich, 2 – 6 aprile 1934, asta del 9 aprile 1934, n. 64 (I novellieri);

Dipinti antichi, dipinti del secolo XIX, libri antichi, arredi, giade, oggetti d’arte e la collezione del marchese Nicola Santangelo, Milano, Sotheby’s, 14 – 15 giugno 2011, n. 94;

Dal Rinascimento al Primo ‘900. Percorso attraverso 5 secoli di pittura. Dipinti del secolo XIX, Firenze, Pandolfini, 26 – 29 giugno 2020, asta del 1° luglio 2020, n. 69.

Bibliografia

R. Accademia Belle Arti in Milano. Esposizione 1888. Catalogo ufficiale, Tipografia Bortolotti di Giuseppe Prato, Milano 1888, n. 145, p. 14 [?];

R. Giolli, Luigi Conconi, prospetto biografico-critico, con numerosi documenti inediti e ottantacinque illustrazioni intercalate e in tavole fuori testo, Alfieri & Lacroix, Roma, 1921, pp. 54-55, tav. XXIV p. 64, p. 115;

E. Somarè, Vendita all’asta della collezione Botta, catalogo dell’asta (Milano, Galleria Scopinich, 2 – 6 aprile 1934 esp.;

9 aprile 1934 asta), Rizzoli, Milano 1934, p. 14, n. 64 s.p., tav. XLI s.p.;

S. Pagani, La pittura lombarda della Scapigliatura, Società Editrice Libraria, Milano 1955, p. 182, p. 185 ripr.; Dipinti antichi, dipinti del secolo XIX, libri antichi, arredi, giade, oggetti d’arte e la collezione del marchese Nicola Santangelo, catalogo dell’asta (Milano, Sotheby’s, 14 – 15 Giugno 2011), 2011, n. 94;

Dal Rinascimento al Primo ‘900 Percorso attraverso 5 secoli di pittura. Dipinti del secolo XIX, catalogo dell’asta (Firenze, Pandolfini Casa d’Aste, 26 – 29 giugno 2020; esp.; 1° luglio 2020 asta), 2020, n. 69 pp. 152-155 ripr., retrocopertina.

Note critiche

Citata nella monografia che nel 1921 Raffaello Giolli dedica alla figura di Luigi Conconi – il testo è tuttora il documento più completo sul pittore milanese –, l’opera vi è riprodotta con il titolo I novellieri e segnalata come elemento centrale di un progetto di polittico denominato dall’artista Fiabe e Leggende, in riferimento all’omonimo libro di poesie di Emilio Praga[1] , comprendente altre cinque tele di analogo tema boccaccesco: Fiammetta, Meriggio: al nido della fata, Notte: gli amanti, Vespero: Nastagio degli onesti, Alba: la castellana. Il dipinto è appartenuto a Gustavo Botta, scrittore, critico e lungimirante collezionista attratto dalla Scapigliatura, che dello stesso autore già possedeva Ragazzi in giardino[2] , del 1879, un primo compiuto e felice risultato raggiunto dall’allora giovane architetto sotto la guida del maestro Tranquillo Cremona – frequentato assiduamente fin da quando il Conconi era allievo al Politecnico -, la cui eco è evidentissima nell’audace fusione di soggetto e sfondo naturalistico. I novellieri risale ad un periodo intermedio dell’attività dell’artista, una fase matura in cui, assimilato ed elaborato in chiave personale il modello ranzoniano e cremoniano, tralascia il vero in favore di contenuti di genere letterario densi di lirismo, d’atmosfera visionaria e nostalgica, contraddistinti da un uso spregiudicato del colore e del segno non distante dalle coeve sperimentazioni di Gaetano Previati, con il quale fino al 1885 divide l’atelier milanese di Corso Venezia procedendo in significativa comunanza d’intenti. Nel catalogo della vendita all’asta della raccolta Botta, avvenuta nel 1934, Enrico Somarè descrive il quadro “una dilettosa scena argutamente fantastica, dell’epoca in cui tenne lo studio con Previati”[3] , nei cui dipinti della seconda maniera, come Nel prato[4] e Re Sole[5] , già intrise di un simbolismo espresso per via della tavolozza sognante e della pennellata eterea, si rilevano non trascurabili parentele con il Conconi. Nel 2011 Giovanna Ginex[6] ne propone l’identificazione con Motivo medievale, esposto all’annuale di Brera del 1888, pur senza la conferma di una relativa immagine. L’ipotesi è stata dibattuta in occasione del suo recentissimo passaggio in asta[7] , quando per l’olio viene suggerita una datazione più tarda, fondata sul riscontro di una maggiore aderenza stilistica ai lavori degli anni novanta. La mole di opere di simile soggetto e la straordinaria libertà espressiva peculiare di tutta la produzione del Conconi rendono ardua la ricostruzione di un’esatta cronologia in mancanza di fonti certe, aprendo in effetti a interpretazioni diverse. D’altronde, nella sua cronaca della manifestazione braidense, Luigi Chirtani loda la tela conconiana che esalta “le grazie della giovinezza e la venustà amabile”, pur contestandone la sostanziale indeterminatezza: “Se questi potesse dedicarsi a una grande impresa senza lasciarla lì appena cominciata, o ideata, lo vedremmo trattare l’affresco alla grande come gli antichi. Intanto per non saperla durare, ci dà degli appunti pittorici da vero artista, per sé e per gli amici conoscenti buongustai”[8] . Parole queste che potrebbero far pensare, per tematica e freschezza di esecuzione, tanto al nostro quanto a Motivo Medievale[9] della Gilgore Collection, già indicato nel 2003 da Ginex[10] come quello inviato alla rassegna di Brera del 1888.

Impostato sulla struttura inclinata del fusto a sinistra, sotto le cui fronde una fanciulla seduta intrattiene un gruppo di lieti giovani accompagnando il vivace racconto con ampi gesti delle braccia delicate, il dipinto gioca su contrasti complementari capaci di irradiare di luce l’intera superficie. Alla nota violacea, che domina l’albero e le vesti delle ragazze in ascolto, si oppone il giallo vibrante, punteggiato di bianco, del campo inondato di sole, mentre dal verde dell’erba di filamenti sottili, che riposa nella penombra, spicca il rosso degli abiti e dei cappelli dei paggi. Soluzioni non lontane da quelle impiegate in N. 317[11] della Galleria d’Arte Moderna di Milano, in mostra alla prima Triennale di Brera del 1891 e aspramente criticato per la crudezza dell’argomento affrontato senza nessun pietismo – due orfani davanti a una tomba – e per l’approssimazione della pittura tale da sembrare ancora allo stato embrionale. Se la pennellata del prato di N.317, esile e franta, è paragonabile a quella utilizzata ne I novellieri, in quest’ultimo la sintesi formale e cromatica è però ben più estrema, a restituire non già un’immagine reale quanto l’inconsistenza di un’apparizione della mente, enfatizzata dalle pose languide e dalle movenze lente delle figure, leggiadre e vaghe come illusioni emergenti da un remoto e idilliaco passato.

De I novellieri esiste un bozzetto su cartone[12] , di uguale composizione rispetto al nostro, che potrebbe essere uno studio preliminare[13] o piuttosto un d’après del 1889[14] , mentre un’ulteriore e omonima versione, oggi d’ubicazione sconosciuta, con alcune varianti ma di medesimo tono generale, è esposta alla retrospettiva postuma di Conconi organizzata alla Galleria Pesaro di Milano nel 1921[15] .

Marina Scognamiglio

Bibliografia di riferimento 

R. Accademia Belle Arti in Milano. Esposizione 1888. Catalogo ufficiale, Tipografia Bortolotti di Giuseppe Prato, Milano, 1888

L. Chirtani, L’Esposizione di Belle Arti a Brera, in “L’illustrazione italiana”, a.XV, n.39, 16 settembre 1888

G. Martinelli, Artisti contemporanei: Luigi Conconi, in “Emporium”, a.V, n.25, gennaio 1897

In memoria di Luigi Conconi, in “Vita d’Arte”, vol.16, n.109-110, gennaio 1917

P. Levi, Luigi Conconi, in “Vita d’arte”, vol.16, n.109-110, gennaio 1917

G. A. Bianchi, Luigi Conconi, in “La Lettura. Rivista mensile del Corriere della Sera”, n.3, 1° marzo 2017

L. Beltrami, L’anima e lo studio di un pittore (In memoria di Luigi Conconi), in “Emporium”, a.XLVIII, n.285, settembre 1918

Mostra individuale di Luigi Conconi, pittore-architetto, catalogo della mostra (Milano, Galleria Pesaro, dicembre 1920), Alfieri & Lacroix, Milano, 1920

R. Giolli, Luigi Conconi, prospetto biografico-critico, con numerosi documenti inediti e ottantacinque illustrazioni intercalate e in tavole fuori testo, Alfieri & Lacroix, Roma, 1921

E. Somarè, Vendita all’asta della collezione Botta, catalogo dell’asta (Milano, Galleria Scopinich, 2 – 6 aprile 1934 esp., 9 aprile 1934 asta), Rizzoli, Milano, 1934

S. Pagani, La pittura lombarda della Scapigliatura, Società Editrice Libraria, Milano, 1955

F. Licht, a cura di, Winds of change. The milanese avant-garde 1860-1900 from the Gilgore Collection. Italian art 1850-1925, catalogo della mostra (Naples, Florida, dicembre 2003), The Gilgore Collection, Naples, Florida, 2003

M. Agliati Ruggia, S. Rebora, a cura di, Il segno della Scapigliatura. Rinnovamento tra il Canton Ticino e la Lombardia nel secondo Ottocento, Silvana, Cinisello Balsamo, 2006

Dipinti antichi, dipinti del secolo XIX, libri antichi, arredi, giade, oggetti d’arte e la collezione del marchese Nicola Santangelo, catalogo dell’asta (Milano, Sotheby’s, 14 – 15 Giugno 2011), 2011

Mobili, arredi, dipinti antichi e dei secc. XIX – XX provenienti da una Collezione Milanese e da altre Proprietà Private, catalogo dell’asta (Firenze, Pandolfini Casa d’Aste, 23 – 24 maggio 2013), 2013

Dal Rinascimento al Primo ‘900 Percorso attraverso 5 secoli di pittura. Dipinti del secolo XIX, catalogo dell’asta (Firenze, Pandolfini Casa d’Aste, 26 – 29 giugno 2020), 2020

Note

[1] Il testo di Emilio Praga viene pubblicato una prima volta nel 1867 e ristampato nel 1884.

[2] Luigi Conconi, Ragazzi in giardino, 1879, olio su tela, 164 x 126 cm.

[3] E. Somarè, Vendita all’asta della collezione Botta, catalogo dell’asta (Milano, Galleria Scopinich, 2 – 6 aprile 1934 esp., 9 aprile 1934 asta), Rizzoli, Milano 1934, p. 14.

[4] Gaetano Previati, Nel prato (Il mattino), 1889-1890, olio su tela.

[5] Previati lavora al soggetto per circa un decennio fra il 1890 e il 1901.

[6] Dipinti antichi, dipinti del secolo XIX, libri antichi, arredi, giade, oggetti d’arte e la collezione del marchese Nicola Santangelo, catalogo dell’asta (Milano, Sotheby’s, 14 – 15 Giugno 2011), 2011, n. 94.

[7] Dal Rinascimento al Primo ‘900 Percorso attraverso 5 secoli di pittura. Dipinti del secolo XIX, catalogo dell’asta (Firenze, Pandolfini Casa d’Aste, 26 – 29 giugno 2020 esp.; 1° luglio 2020 asta), Firenze, 2020, n. 69 pp. 152-155.

[8] Luigi Chirtani, L’Esposizione di Belle Arti a Brera, in “L’illustrazione italiana”, a. XV, n. 39, 16 settembre 1888, p. 194.

[9] Luigi Conconi, Motivo Medievale, 1888, olio su tela, 108 x 103 cm.

[10] G. Ginex in F. Licht, a cura di, Winds of change. The milanese avant-garde 1860-1900 from the Gilgore Collection. Italian art 1850-1925, catalogo della mostra (Naples, Florida, dicembre 2003), The Gilgore Collection, Naples, Florida, 2003, p. 123.

[11] Luigi Conconi, N. 317, 1890-1891, olio su tela, 102 x 104 cm.

[12] Luigi Conconi, Bozzetto per i novellieri, olio su cartone, 36 x 70 cm.

[13] Mobili, arredi, dipinti antichi e dei secc. XIX – XX provenienti da una Collezione Milanese e da altre Proprietà Private, catalogo dell’asta (Firenze, Pandolfini Casa d’Aste, 23 – 24 maggio 2013), 2013, n. 143, p. 73.

[14] G. Ginex in op. cit., 2011.

[15]Mostra individuale di Luigi Conconi, pittore-architetto, catalogo della mostra (Milano, Galleria Pesaro, dicembre 1920), Alfieri & Lacroix, Milano, 1920, n. 78 p. 12, ripr. s.p.