Pascolo in alta montagna - Ferdinando Ramponi

FERDINANDO RAMPONI

(Les Abrets, Francia, 1884 – Saint-Soupplets, Francia, 1916)

Paesaggio alpestre, 1908 circa

Olio su tela, 38×82 cm

Firmato in basso a destra: Ramponi

Sul retro del telaio in alto a destra etichetta dattiloscritta: 1463

Sul retro del telaio in alto a sinistra timbro: N°1463

Provenienza

Collezione privata.

Esposizioni

Bibliografia

Note critiche

Nato a Les Abrets nel 1884 da madre francese e padre ticinese, Ferdinando Ramponi si avvicina al Divisionismo intorno al 1906, quando entra in contatto con Alberto Grubicy e decide di abbandonare dopo un solo biennio gli studi accademici a Brera per continuare la sua formazione in autonomia. Il gallerista milanese, alla costante ricerca di nuovi talenti che potessero sopperire alla carenza sul mercato delle ormai richiestissime tele di Giovanni Segantini, prematuramente scomparso nel 1899, introduce Ramponi nel suo circuito espositivo, annoverandolo fra i protagonisti del Salon des Peintres Divisionnistes Italiens di Parigi, la rassegna che nel 1907 impone il Divisionismo all’attenzione internazionale: “Nella prima sala […] erano collocate le opere degli artisti più giovani […] Un […] organo della colonia italiana a Parigi, dedicò alla mostra una serie di articoli dettagliati, dovuti alla penna di Mario Buggelli, il quale non dimenticò, fra i giovani di questa prima sala l’opera di Ferdinando Ramponi. Italia – scorgiamo la lotta di uno spirito che ancora non ha saputo vincere il vincolo della tecnica, ed alla quale però non ha voluto cedere; così l’opera sua non completa, dà affidamento che il giovane possa spingersi molto più avanti nella conquista dell’arte>. Aggiungiamo che, per quanto riguarda il Ramponi, il critico del giornale marsigliese “La Vie Marsaillase”, il dottor Reynes, credette a sua volta all’avvenire che l’arte riserva a questo pittore, poiché volle acquistare il suo quadro Village des Alpes.”[1] I favorevolissimi giudizi accordati all’esordiente auspicano un futuro che al Ramponi e alla sua arte sarà negato. Arruolatosi volontario nel 1914 nelle truppe francesi, ferito in battaglia e insignito di due medaglie al Valore Militare, muore trentunenne in un combattimento eroico nel settembre del 1916, lasciando una produzione di circa settanta disegni, dipinti e notevoli sculture in bronzo, la cui dispersione odierna rende arduo un esaustivo scandaglio del suo lavoro. Grubicy gli dedica una personale nella sede parigina della sua galleria nel 1921 – “Parmi les nombreux Salons et expositions de cette année à Paris, la rétrospective de Ramponi fut assurément la manifestation d’art la plus saillante, celle qui retint le plus fortement l’attention de la critique […] probabilment l’une des dernières manifestations, à Paris, de l’art divisionniste italien”[2] – presentando la gran parte delle opere del Ramponi, già reputato “parmi les plus fervents disciples de Segantini. Comme son maître immortel, il travaillait de longues journées en plein air, dans les neiges”[3]. “Peintre des sites alpestres”[4], “bizzarro spirito di montanaro”[5], Ramponi dipinge i paesaggi dell’Alta Valtellina trovando nel borgo di Oga, sopra Bormio, la sua patria d’adozione dal 1909. L’approccio alla scomposizione del colore si allinea alla rimeditazione dei modi segantiniani propria di Carlo Formara, che dopo la morte del maestro di Arco ne aveva raccolto l’eredità divenendo figura di spicco della scuderia Grubicy. In particolare i quadri del Ramponi guardano a quelli del vigezzino posteriori al 1900 – fra cui il pregevole Ultimi pascoli[6] del Museo del Divisionismo tortonese – dove l’intricato tessuto pittorico si accende di cromatismi vigorosi.

Paesaggio alpestre – un titolo e una tematica ricorrente in Ramponi che in mancanza di dati precisi ne impedisce l’identificazione con uno dei tanti omonimi inclusi nelle collettive divisioniste ordinate da Grubicy – è olio su tela di medio formato inserito in cornice centinata a movimentare il severo andamento orizzontale della composizione, che organizza la prospettiva grandangolare di un alpeggio in un’atmosfera tardo estiva. A partire da sinistra, una capanna con recinto, un piccolo nucleo di baite e due gruppi di bovini, si dispongono a distanza in un percorso a zigzag che conduce al laghetto all’estremità opposta, dove le alture si spezzano in un mosaico geometrico di tinte antinaturalistiche e il cielo cobalto, citazione segantiniana, si gonfia di cumuli. La trama di pigmenti ricchi e pastosi, distribuiti in pennellate filamentose variamente direzionate a suggerire la placidità dell’aria, il turbinio delle nuvole, le asperità delle cime e l’ondulata morbidezza dei prati, è sviluppata attraverso una tecnica padroneggiata con destrezza, talvolta già rielaborata rispetto ai modelli di riferimento. Per struttura e impianto cromatico l’opera è affine a La raccolta del fieno[7], di dimensioni maggiori, una fra le più rappresentative del Ramponi, esposta a Parigi nella sezione italiana del Salon d’Automne del 1909 e ancora alla retrospettiva del 1921, acquisita nel 1923 per legato di Alberto Grubicy dalla Galleria di Arte Moderna di Roma dove è tuttora conservata. Ascrivibile tra il 1908 e il 1909, quest’ultima offre una visione ravvicinata del paesino di Oga animato da alcune donne al lavoro in primo piano. Pascolo alpestre, che per le assonanze descritte potrebbe risalire allo stesso arco temporale, sembra essere ambientato nei medesimi luoghi, ma è privo del carattere narrativo, ai limiti del naif, proprio della tela romana, con invece una maggiore cura riservata alla resa del panorama costruito per via di una materia che è colore e luce. L’ipotesi di datazione è altresì supportata dalla firma “Ramponi”, sostituita verso il 1912 da “Rampony”.

Bibliografia di riferimento

Locatelli Milesi, Catalogue du Salon des Peintres Divisionnistes Italiens organisé par la Galerie d’Art A. Grubicy de Milan, Société Dante Alighieri (Comité de Paris), Paris, 1907

Rossi-Sacchetti, I pittori divisionisti italiani a Parigi, settembre-ottobre 1907, Società Dante Alighieri (Comitato di Parigi), Stab. Tip. Italiano Murace, Puteaux, 1907

Locatelli Milesi, Ausstellung pro Museum Segantini. Welches in St. Moritz am 28 September eroffuet Wird, St. Moritz, 1908

Catalogue du Salon pro-Musée Segantini à Saint-Moritz. Organisé dans la Galerie d’Art Italien A. Grubicy, 14, Rue de Richelieu, Paris, le 16 décembre 1908, Imp. Murace, Puteaux, 1908

Section d’art moderne italien au Salon d’automne 1909. Catalogue de peinture, dessin, sculpture… exposés au Grand Palais des Champs-Elysées du 1 octobre au 8 novembre 1909, Paris, 1909

Katalog zur Gemälde-Ausstellung Italienischer Divisionisten aus der Gallerie A. Grubicy Paris 14, Rue Richelieu im grossen Saal des St. Moritzer Gemeindehauses veranstaltet zu Gunsten des Segantini-Museums, 15 August bis 10 September 1911, Ebner & c.ie, St. Moritz, 1911

Exposition des dernières oeuvres des artistes divisionnistes italiens, Galerie Grubicy (6 fevrier au 6 mars 1912), Paris, 1912

Buffoni, Ferdinando Ramponi, pittore, scultore. Esposizione individuale. (famiglia artistica di Milano), Alfieri e Lacroix, Milano, 1914

Gli artisti e la guerra, in “Vita d’Arte”, n.1, 1916

Gli artisti morti in guerra. I. I pittori, in “Vita d’Arte”, n.5, 1919

Exposition des oeuvres du peintre et sculpteur milanais Ferdinando Ramponi, engagé volontaire pour la France en 1914, mort au champ d’honneur, Galerie Grubicy, Paris, 1921

Hesset, Ferdinand Ramponi et le Divisionnisme, in “La Revue Moderne des Arts et de la Vie”, 21 Année, n.8, 30 aprile 1921

Archivi di Arte Italiana Contemporanea – Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Pittura e Scultura del XX Secolo – 1894 – 1910, De Luca Editore, Roma, 1981

Monteforte, a cura di, Il paesaggio valtellinese dal romanticismo all’astrattismo, catalogo della mostra (Sondrio, Milano, 1990), Mondadori Arte, Milano, 1990

V. Casa, D. Rocca, Il pitór de Oga in “Bollettino storico Alta Valtellina”, n.5, 2002.

Note

[1] V. Rossi-Sacchetti, I pittori divisionisti italiani a Parigi, settembre-ottobre 1907, Società Dante Alighieri (Comitato di Parigi), Stab. Tip. Italiano Murace, Puteaux, 1907, p.5.

[2] “Tra i molti Salons e mostre quest’anno a Parigi, la retrospettiva di Ramponi è stata indubbiamente l’evento artistico più importante, quello che più ha attirato l’attenzione della critica […] probabilmente uno degli ultimi eventi, a Parigi, dell’arte divisionista italiana” (C. Hesset, Ferdinand Ramponi et le Divisionnisme, in “La Revue Moderne des Arts & de la Vie”, 21 Année, n.8, 30 aprile 1921, pp.7-10).

[3] “tra i più ferventi seguaci di Segantini. Come il suo maestro immortale, ha lavorato lunghe giornate all’aperto, nella neve” (“Don Quichotte”, 13-14 febbraio 1921, Ibidem p.8).

[4] “Pittore di siti alpini” (C. Hesset, op.cit. 1921, p.7).

[5] Gli artisti morti in guerra. I. I pittori, in “Vita d’Arte”, n.5, 1919 fascicolo 137, p.77.

[6] Carlo Fornara, Ultimi pascoli, 1904 circa, olio su tela, 146×188 cm.

[7] Ferdinando Ramponi, La raccolta del fieno, 1908, olio su tela, 59×170 cm.