Ritratto del signor Battegazzorre - Giuseppe Pellizza da Volpedo

GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO

(Volpedo, 1868-1907)

Ritratto del signor Battegazzore, 1893

Olio su tela, 73,5×57 cm

Firmato e datato al centro verso destra: G. Pelizza/da Volpedo 1893

Sul retro della tela al centro ulteriore firma: Pellizza da Volpedo/fece 1893

Sul retro della tela in alto al centro, etichetta dattiloscritta Mostra di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Alessandria 1954

Sul retro del telaio in alto al centro, ulteriore firma: Giuseppe Pellizza da Volpedo

Sul retro del telaio in alto a destra, scritta a mano: 139-5

Sul retro del telaio a destra in alto, scritta a mano: 139-5

Provenienza

Famiglia Battegazzore, Mombisaggio; collezione privata, Tortona poi Carbonara Scrivia (1977); collezione privata, Carbonara Scrivia (1981); collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Tortona, Caffè Banchieri, 1893;

Esposizioni Riunite. Esposizione Triennale della Reale Accademia di Brera, Milano, Castello Sforzesco, 6 maggio – 5 ottobre 1894, sala j, n.888 (Ritratto di un campagnolo proprietario);

Esposizione annuale, Firenze, 1895-1896, sala VI n.234; Mostra del pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo, 1868-1907 ordinata nella Pinacoteca Civica di Alessandria, 12 giugno-30 settembre 1954 (opera fuori catalogo);

Pellizza da Volpedo. Ritratti dal 1885 al 1895, Milano, Circolo della Stampa, 11 ottobre – 12 novembre 1983, n.23; Pellizza 1893-1895. Ritratti divisionisti, Volpedo, Studio del pittore, 1 – 29 settembre 2019, n.4.

Bibliografia

Catalogo della esposizione triennale della R. Accademia di Brera (Milano, Castello Sforzesco, 6 maggio – 5 ottobre 1894), Belle Arti, Esposizioni Riunite, Milano, 1894;

Catalogo dell’esposizione annuale, Società Promotrice di Belle Arti, Firenze, 1895; S. Becchia, Belle Arti. VI, in “Le Esposizioni Riunite di Milano”, Milano, fascicolo n.7, 1894, p.55;

C. Bozzi, Le Esposizioni Riunite. Pittura I: Il ritratto, in “L’Italia del popolo”, Milano, 24 – 25 giugno 1894;

F. Sapori, Pellizza pittore, in “I maestri dell’arte. Monografie di artisti italiani moderni”, n.19, Torino, 1920, tav.6; T. Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969, vol.I, p.172, nota 5, vol.II, V.115 p.94, n.1246 p.248 ripr.;

A. Scotti, Catalogo dei manoscritti di Giuseppe Pellizza da Volpedo provenienti dalla donazione Eredi Pellizza, Tortona, 1974, p.34 nota 2;

A. Scotti, a cura di, Pellizza da Volpedo. Ritratti dal 1885 al 1895, catalogo della mostra (Milano, Circolo della Stampa, 11 ottobre – 12 novembre 1983), Comune di Milano, Ripartizione cultura e spettacolo, Circolo della Stampa, 1983, ripr. s.p.; A. Scotti, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Electa, Milano, 1986, n.786 p.310 ripr.;

A. Scotti Tosini, a cura di, Pellizza 1893-1895. Ritratti divisionisti, catalogo della mostra (Volpedo, Studio del pittore, 1 – 29 settembre 2019), Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Associazione Pellizza da Volpedo onlus, Tipografia Fadia, Castelnuovo Scrivia (Al), 2019, pp.47-48 ripr., pp.8,19,73-83 ripr., pp.9,17-18,21,39.

Note critiche

Reduce da un primo soggiorno di studi a Firenze, dove arriva nel gennaio 1888, e dall’apprendistato presso Cesare Tallone all’Accademia Carrara di Bergamo, che data il suo inizio nel novembre dello stesso anno, Giuseppe Pellizza si dedica alla ritrattistica con grande slancio, firmando già nel 1889 un capolavoro del genere, quel celebre Ricordo di un dolore[1] in cui l’impostazione talloniana della figura sposa l’impianto cromatico di scuola macchiaiola e l’innata attitudine fisiognomica propria dell’artista. Ancora nel 1891 in Ritratto del signor Giuseppe Giani, mediatore[2] e in Ritratto di giovane donna[3], la posa frontale e la scelta di un fondale chiaro, a vivificare il soggetto, rimandano alle medesime influenze prive di tracce di divisionismo, cui Pellizza si avvicina negli anni a seguire grazie ai nuovi contatti con Plinio Nomellini, già conosciuto a Firenze, e Angelo Morbelli, sostanziali per l’evoluzione della pittura del volpedese. “Mi porterai un Rood; se a Milano in qualche libreria potrai trovarmelo: così avrò agio di studiare, più profondamente di quel che non posso col Guaita e col Bellotti, la teoria dei complementari”[4] scrive Pellizza a Morbelli nel dicembre del 1894 in previsione di un’imminente trasferta dell’amico a Volpedo. Il carteggio è significativo per individuare la natura di una formazione che si andava perfezionando sui maggiori testi italiani e stranieri in materia di scienza del colore, e nello specifico attraverso le pagine di Modern Chromatics, with Applications to Art and Industry del fisico americano Ogden Rood, lodato nelle successive lettere per “l’esposizione che l’autore fa della teoria […] semplice e piana, accessibile […] anche ad una mente non ancora approfondita a studi scientifici”[5].

In parallelo alla lenta e ponderata elaborazione delle prime compiute opere divisioniste – da Il Fienile[6], del 1892, a La Processione[7], terminata entro il 1895 – Pellizza attende ad alcuni importanti ritratti su commissione, che si moltiplicano con l’accrescimento della sua fama nei dintorni di Volpedo. Nel 1893 è Pietro Berutti[8] di Mombisaggio a posare per l’artista, al quale è legato da vincoli di parentela; sfruttando le potenzialità del fondo bruno per esaltare la luminosità vibrante degli incarnati, concepiti con un impiego sempre più diffuso e coerente del divisionismo, il volto dell’anziano spicca nel buio, marcato dai solchi del tempo che circondano gli occhi vigili e pacati, fissi sullo spettatore. Pienamente consonante con quest’ultimo è il coevo Ritratto del signor Battegazzore, residente a Mombisaggio proprio come il signor Berutti, e di cui i Battegazzore, amici di famiglia, dovevano aver visto la bella effigie e deciso anch’essi di ingaggiare il Pellizza. Il dipinto viene eseguito nell’autunno del 1893, una cronologia dedotta dal documento rinvenuto fra i conteggi del pittore che attesta in ottobre il pagamento a beneficio del falegname del telaio relativo, nonché dalla missiva del 15 dicembre, in cui il figlio di Pietro Berutti riporta al Pellizza le impressioni suscitate dalla primissima presentazione al pubblico del quadro: “in quanto ai tuoi ritratti, cioè quello di mio padre e del Battegazzore, sono stati esposti 4 giorni in Tortona al Caffè Banchieri e tutti i visitatori hanno dichiarato il giudizio in tuo favore, facendoti tanti elogi.”[9] Emergente da un’oscurità compatta, quasi impercettibilmente ruotato verso destra, il viso è risolto con ampie aree a divisione costruite per via di una trama di tinte che richiama l’abito, dal blu-grigio della giacca, al beige del panciotto, al bianco della camicia sino all’azzurro cangiante del cravattino ordito da tocchi di pigmento separati, che rimbalza per assonanza di toni sullo sguardo celeste velato dall’età, sulle rughe e sui capelli candidi screziati di riflessi. Il naturalismo del volto è esasperato fin nelle più minute imperfezioni della pelle, mentre altrettanta cura è riservata alla resa virtuosistica dei bottoni madreperlacei e della catena dell’orologio da taschino, dettagli raffinati che sottolineano la classe sociale dell’uomo, un benestante proprietario terriero della zona, eternandone la memoria. Ad aumentare il prestigio del dipinto è il percorso espositivo che precede la definitiva consegna al committente, presumibilmente avvenuta nella seconda metà del 1895 se in una lettera dell’11 agosto di quell’anno Pellizza ne fa cenno affermando che si trovi nel suo atelier[10]. In mostra nel 1894 alle Esposizioni Riunite di Milano nella sede del Castello Sforzesco – dove il giovane Pellizza si distingue con tre fra le opere fino a quel momento più impegnative, Il Fienile, Speranze deluse[11] e Mammine[12] – è riproposto alla Promotrice di Firenze del 1895 insieme al suo pendant appena completato, il Ritratto della signora Battegazzore più audace nello sfondo animato da una pennellata d’impronta divisionista.

Bibliografia di riferimento

Catalogo della esposizione triennale della R. Accademia di Brera (Milano, Castello Sforzesco, 6 maggio – 5 ottobre 1894), Belle Arti, Esposizioni Riunite, Milano, 1894

“Le Esposizioni Riunite di Milano”, Milano, fascicolo n.7, 1894

“L’Italia del popolo”, Milano, 24 – 25 giugno 1894

Catalogo dell’esposizione annuale, Società Promotrice di Belle Arti, Firenze, 1895

Quarta esposizione triennale 1900, catalogo della mostra, Milano, R. Accademia di Brera, Treves, Milano, 1900

Ottava Esposizione Internazionale d’Arte della città di Venezia, catalogo della mostra (Venezia, Palazzo dell’Esposizione, 22 aprile – 31 ottobre 1909), Ferrari, Venezia, 1909

“I maestri dell’arte. Monografie di artisti italiani moderni”, n.19, Torino, 1920

Mensi, a cura di, Mostra del pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo, 1868-1907 ordinata nella Pinacoteca Civica di Alessandria, catalogo della mostra (Alessandria, Pinacoteca Civica, 12 giugno – 30 settembre 1954), tip. Ferrari, Occella e C., Alessandria, 1954

Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

Scotti, Catalogo dei manoscritti di Giuseppe Pellizza da Volpedo provenienti dalla donazione Eredi Pellizza, Tortona, 1974

Scotti, a cura di, Pellizza da Volpedo. Ritratti dal 1885 al 1895, catalogo della mostra (Milano, Circolo della Stampa, 11 ottobre – 12 novembre 1983), Comune di Milano, Ripartizione cultura e spettacolo, Circolo della Stampa, 1983

Scotti, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Electa, Milano, 1986

Scotti Tosini, a cura di, Giuseppe Pellizza da Volpedo, catalogo della mostra (Torino, GAM, 18 settembre 1999 – 6 gennaio 2000), Hopefulmonster, Torino, 1999

Scotti, coordinamento scientifico, Pellizza e la fotografia: il fondo fotografico, “Album della Stanza” n. 3, Tortona, Fondazione C.R. Tortona, Voghera, Edo, 2007

Carechino, A. Scotti, M. Vinardi, a cura di, Pellizza e le amicizie fiorentine negli anni del primo Marzocco. Corrispondenza fra Giuseppe Pellizza e Domenico Tumiati, Pier Ludovico Occhini, Angiolo Orvieto, Ugo Ojetti, Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Tortona 2012

Enrico, F.L. Maspes, a cura di, G. Pellizza da Volpedo, catalogo della mostra (Milano, Genova, Enrico Gallerie d’Arte; Milano, Galleria Maspes, 2018), Antiga, Crocetta del Montello, 2018

1895. Scotti, a cura di, Pellizza 1893-1895. Ritratti divisionisti, catalogo della mostra (Volpedo, Studio del pittore, 1 – 29 settembre 2019), Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Associazione Pellizza da Volpedo onlus, Tipografia Fadia, Castelnuovo Scrivia (Al), 2019.

Note

[1] Giuseppe Pellizza da Volpedo, Ricordo di un dolore (Ritratto di Santina Negri), 1889, olio su tela, 107×81 cm.

[2] Giuseppe Pellizza da Volpedo, Ritratto del signor Giuseppe Giani, mediatore, 1891, olio su tela, 120×93 cm.

[3] Giuseppe Pellizza da Volpedo, Ritratto di giovane donna (maternità incipiente), 1891 circa, olio su tela, 90,3×53,3 cm.

[4] Lettera di Giuseppe Pellizza a Angelo Morbelli, 5 dicembre 1894 da Volpedo, in T. Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969, vol. I, p 172.

[5] Lettera di Giuseppe Pellizza a Angelo Morbelli, 18 gennaio 1894 da Volpedo, ibidem, p.175.

[6] Giuseppe Pellizza da Volpedo, Sul fienile, 1893, olio su tela, 133×243,5 cm.

[7] Giuseppe Pellizza da Volpedo, La processione, 1892-1895, olio su tela, 84×156 cm.

[8] Giuseppe Pellizza da Volpedo, Ritratto del signor Pietro Berutti, 1893, olio su tela, 72×55 cm.

[9] Lettera di Agostino Berutti a Giuseppe Pellizza, 15 dicembre 1893, Volpedo, Studio Pellizza, Corrispondenza B 163, in A. Scotti, a cura di, Pellizza 1893-1895. Ritratti divisionisti, catalogo della mostra (Volpedo, Studio del pittore, 1 – 29 settembre 2019), Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Associazione Pellizza da Volpedo onlus, Tipografia Fadia, Castelnuovo Scrivia (Al), pp.47-48.

[10] Lettera di Giuseppe Pellizza a Agostino Berutti, 11 agosto 1895 da Volpedo, Archivio Cassa di Risparmio di Tortona, Ibidem.

[11] Giuseppe Pellizza da Volpedo, Speranze deluse, 1894, olio su tela, 110×170 cm.

[12] Giuseppe Pellizza da Volpedo, Mammine, 1892, olio su tela, 213×203 cm.