Ritratto di Onorato Caetani - Giacomo Balla

GIACOMO BALLA

(Torino, 1871 – Roma, 1958)

Ritratto di Onorato Caetani, (1906-1910)

Olio su tela, 80×60 cm

Firmato in alto a sinistra: BALLA

Provenienza

Istituto Italfondiario; Christie’s, Roma (2002); Società di Belle Arti, Viareggio (2021); collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Christie’s per Italfondiario, Roma, Chistie’s, 23 gennaio 2002, n. 3 [Ritratto di Onorato Caetani (presidente dal 1907 al 1917)].;

I divisionisti piemontesi da Pellizza a Balla, Aosta, Museo Archeologico Regionale, 21 giugno – 26 ottobre 2003, n. 68.

Bibliografia

Christie’s per Italfondiario, catalogo dell’asta (Roma, 23 gennaio 2002), p. 9, pp. 16-17 ripr., copertina ripr.;

Catalogo dell’arte italiana dell’Ottocento, n. 31, Edizioni dell’Ottocento, G. Mondadori, Milano, 2002, p. 52 ripr.;

G.L. Marini, a cura di, I divisionisti piemontesi. Da Pellizza a Balla, catalogo della mostra (Aosta, Museo Archeologico Regionale, 21 giugno – 26 ottobre 2003), Silvana, Cinisello Balsamo, 2003, n. 68 p. 179 ripr., p. 190.

Note critiche

Trasferitosi da Torino a Roma all’inizio del 1895, Giacomo Balla riesce gradatamente a emergere nel panorama artistico cittadino grazie all’assidua partecipazione alle maggiori manifestazioni italiane, registrando nel 1902 un’importante affermazione all’annuale mostra degli Amatori e Cultori dove si impone all’attenzione generale con tredici opere, fra cui ben undici ritratti. Meditata sulle giovanili esperienze piemontesi – l’approccio alla tecnica fotografica e l’assimilazione del divisionismo di matrice pellizziana – e nutrita da una serie di fondamentali stimoli internazionali ricevuti durante la permanenza a Parigi fra il settembre del 1900 e il marzo del 1901, la ritrattistica ha nel primo decennio del secolo un valore capitale nella produzione di Balla, evidenziando risultati di assoluta originalità in cui ben si ravvisano i prossimi sviluppi futuristi. La scomposizione cromatica vi è utilizzata come strumento imprescindibile per ottenere più incisivi effetti luministici, esasperando le qualità di un segno deciso e nervoso, di vigore al contempo grafico e pittorico, che già programmaticamente allude alla dinamica delle masse nello spazio. Balla accoglie in questa fase influenze diverse, convogliando arditamente nel suo lavoro echi simbolisti e attitudine naturalista, vocazione analitica e sintetica, solidità plastica e disgregazione del volume nella luce e nel moto; tensioni paradossali che poco più tardi genialmente si risolveranno nell’estremo azzardo della rivoluzione futurista. É lo stesso Balla a fornire in uno scritto la breve e acuta relazione dei suoi esordi: “ARTE – I. Periodo: personale, verista, oggettiva – ribelle da scuole accademiche – Analisi della vita nostra – soluzioni ricerche divisioniste (luci, ambienti – psiche oggetti persone) – Lotte fatiche godimenti – raggiungimenti carriera gloriosa riconosciuta dal pubblico artisti critica”[1] . Al gran numero di autoritratti e di ritratti per cui posano i suoi familiari, dove l’indomita investigazione formale si arricchisce felicemente dell’emozione più genuina, mai scadendo nella retorica, si accostano quelli realizzati su commissione – basilare fonte di guadagno -, che costituiscono una variegata galleria di protagonisti della società dell’epoca.

Onorato Caetani – discendente dell’illustre casata cui apparteneva Benedetto Caetani, salito al soglio pontificio nel 1294 con il nome di Bonifacio VIII – è duca di Sermoneta e principe di Teano, figlio di Michelangelo Caetani, politico e intellettuale con spiccate inclinazioni artistiche, e della contessa polacca Calixta Rzewuska. Laureato in giurisprudenza alla Sapienza di Roma nel 1863, si perfeziona in Inghilterra dove vive a lungo e si unisce in matrimonio con la nobildonna Ada Bootle Wilbraham, per poi rientrare definitivamente in patria con la moglie. Nel 1872 viene eletto alla Camera dei deputati, dal 1890 al 1892 ricopre la carica di sindaco di Roma, nel 1896 è il ministro degli Affari Esteri del Governo Rudinì II e nel 1911 diventa senatore del Regno d’Italia. Dal 1879 al 1887 è presidente della Società Geografica Italiana, e dal 1907 al 1917, anno della sua morte, assume il medesimo ruolo presso l’Istituto Italfondiario. Uomo colto dagli interessi eclettici, appassionato di archeologia e fine conoscitore di musica, è anche presidente dell’Accademia Filarmonica Romana. Balla lo raffigura a mezzobusto, con il viso austero, incorniciato dalla capigliatura e dalla folta barba canuta risplendente di riflessi gialli, verdi e azzurri, che affiora dal cupo sfondo agitato da veloci pennellate castane a scaldarne i grigiori, mentre l’abito scuro annega nell’ombra rischiarato da tracce ocra e pervinca. Un divisionismo più minuto, articolato con maestria sugli accordi complementari, impreziosisce l’incarnato, per metà immerso nel buio, rimarcando i solchi scavati dal tempo nella ieratica fisionomia dell’allora ultrasessantenne. All’accurata descrizione delle “caratteristiche fisiche longilinee ed affilate, distintamente severe, comuni a molti membri della famiglia”[2] , Balla combina una sagace disamina dell’interiorità attraverso lo sguardo, fiero e caparbio, non nascosto ma anzi rilevato dall’alone violaceo delle piccole lenti lumeggiate di bianco. “Tra luci e ombre, Balla crea un capolavoro di striature colorate tra fondale e corpo, che dipingono l’anima, più che lo stato sociale d’un autorevole personaggio. Dall’immagine pubblica all’enigma della psiche”[3] . La citazione è desunta dalla scheda redatta da Maurizio Fagiolo dell’Arco per il catalogo dell’asta romana del gennaio 2002 di Chistie’s per Italfondiario – committente dell’opera -, in cui il dipinto è proposto insieme ad altri sei ritratti ugualmente inediti, sfuggiti alle puntuali ricognizioni del critico romano condotte con la collaborazione di Luce ed Elica Balla negli anni Sessanta. Del Ritratto di Onorato Caetani erano invece già note la versione a pastello[4] , di analoghe misure, che Balla aveva donato nel 1930 alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, dove tuttora si conserva, nonché una variante ad olio[5] di dimensioni ridotte, ad inquadrare il solo volto, entrambe elencate negli Archivi del Divisionismo e attribuite al 1904-1907. Di impostazione equivalente rispetto al nostro, il pastello se ne differenzia per l’accentuato grafismo che struttura una luminosità tagliente, smorzata nella tela gemella da una sensibilità di tocco capace di mitigare le asprezze della testa disciogliendole in una morbida gamma di sfumature. Il bozzetto ad olio è invece contraddistinto da una pittura corriva, rapida e concisa, di divisionismo intuitivo e vibrante, che pur non riduce lo spessore dell’indagine psicologica, dominante d’altronde in tutti i memorabili ritratti coevi: da quelli di Elisa[6] e di Alessandro Fortis[7] , disegnati da una monocromia accesa da veementi bagliori fotografici, a quello di Annetta Pardo[8] , di colori intensi e materia palpitante, dalle effigi di Giovanni Cena[9] e Leone Tolstoj[10] , dipinte con un più tradizionale impasto, fino a Autoritratto notturno[11] e Elisa nella luce[12] , dove la sperimentazione si fa audace nella resa delle figure, disciolte in una trama di filamenti iridescenti che le converte in diafane apparizioni.

La cronologia ipotizzata per il nostro in occasione del suo primo passaggio in asta, si allinea a quella ad oggi accreditata per il pastello della Galleria d’Arte Moderna di Roma (1906 post-1910 ante), posponendo la precedente degli Archivi del Divisionismo. Un ulteriore intreccio con la famiglia Caetani risalirebbe proprio al 1910, quando Balla esegue un pannello decorativo destinato con ogni probabilità alla sala da pranzo della dimora parigina dei neosposi Marguerite Chapin e Roffredo Caetani, stimato compositore, secondogenito di Onorato. Il grande polittico, il celebre Villa Borghese – Parco dei Daini[13] , non viene mai collocato nella sede prevista e dopo complesse vicende ritorna a Casa Balla, per essere infine acquisito, nel 1962, dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma.

Marina Scognamiglio

Bibliografia di riferimento

M. Fagiolo Dell’Arco, a cura di, Balla pre-futurista. Opere e testi, M. Bulzoni, Roma, 1968

T. Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

G. Lista, Balla, Edizioni Galleria Fonte d’Abisso, Modena, 1982

M. Fagiolo Dell’Arco, a cura di, Giacomo Balla, 1895-1911. Verso il futurismo, catalogo della mostra (Padova, Palazzo Zabarella, 15 marzo – 28 giugno 1998), Marsilio, Venezia, 1998

Giuseppe Pellizza e Giacomo Balla. Dal Divisionismo al Futurismo, catalogo della mostra (Cortina, Prato, Milano, Farsettiarte, 9 agosto – 3 settembre 2000; 14 – 22 settembre 2000; 27 settembre – 30 ottobre 2000)

Christie’s per Italfondiario, catalogo dell’asta (Roma, 23 gennaio 2002)

Catalogo dell’arte italiana dell’Ottocento, n.31, Edizioni dell’Ottocento, G. Mondadori, Milano, 2002

G.L. Marini, a cura di, I divisionisti piemontesi. Da Pellizza a Balla, catalogo della mostra (Aosta, Museo Archeologico Regionale, 21 giugno – 26 ottobre 2003), Silvana, Cinisello Balsamo, 2003

G. Bonasegale, E. Zanella, a cura di, Da Balla a Morandi. Capolavori dalla Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Palombi, Roma, 2005

G. Lista, P. Baldacci, L. Velani, a cura di, Balla. La modernità futurista, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 15 febbraio – 2 giugno 2008), Skira, Milano, 2008

G. Lista, a cura di, Giacomo Balla. Scritti futuristi, Abscondita, Milano, 2010

M. Lafranconi, a cura di, Lelia Caetani di Sermoneta. Peintre italienne à Paris, Edizioni del Borghetto, Roma, 2016

F. Benzi, a cura di, Balla dipinse. Paesaggi e figure 1907-1956, catalogo della mostra (Roma, Galleria Simone Aleandri Arte Moderna, 26 febbraio – 3 aprile 2017), Edizioni Vereia, Roma, 2017

F. Benzi, a cura di, Giacomo Balla. Ricostruzione futurista dell’universo, catalogo della mostra (Milano, Galleria Bottegantica, 11 ottobre – 2 dicembre 2018), Sagep, Milano, 2018

A. D’Amico, a cura di, Balla Boccioni Depero. Costruire lo spazio del futuro, catalogo della mostra (Domodossola, Musei Civici di Palazzo San Francesco, 22 giugno – 3 novembre 2019), Silvana editoriale, Cinisello Balsamo, 2019


Note

[1] Fu Balla e Balla futurista (Testo pubblicato nel pieghevole-catalogo della mostra personale tenuta alla Sala d’Arte Angelelli di Roma, dal 15 dicembre 1915), in G. Lista, a cura di, Giacomo Balla. Scritti futuristi, Abscondita, Milano, 2010, p.39.

[2] M. Lafranconi, a cura di, Lelia Caetani di Sermoneta. Peintre italienne à Paris, Edizioni del Borghetto, Roma, 2016, p.85.

[3] M. Fagiolo dell’Arco, Giacomo Balla un virtuoso del ritratto, in Christie’s per Italfondiario, catalogo dell’asta (Roma, 23 gennaio 2002), p.9.

[4] Giacomo Balla, Ritratto di Onorato Caetani, 1906-1910, pastello su carta, 75×52 cm

[5] Presente nell’elenco stilato negli Archivi del Divisionismo (1969) ma non corredato da una riproduzione, il dipinto (Giacomo Balla, Ritratto di Onorato Caetani (bozzetto), 1904-1907, olio su tela, 40×30 cm) vi è segnalato di proprietà di Elica e Luce Balla. Da identificarsi con ogni evidenza con l’opera ricomparsa sul mercato antiquario nel 2017 (Balla dipinse. Paesaggi e figure 1907-1956, Roma, Galleria Simone Aleandri Arte Moderna, 26 febbraio – 3 aprile 2017), il ritratto ad olio (Giacomo Balla, Ritratto del Duca Onorato Caetani, 1912, olio su tela applicata su tavola, 48×35 cm) è nell’occasione riferito al 1912 grazie alla firma e datazione autografa riconosciuta sul retro della cornice. [Cfr. F. Benzi, a cura di, Balla dipinse. Paesaggi e figure 1907-1956, catalogo della mostra (Roma, Galleria Simone Aleandri Arte Moderna, 26 febbraio – 3 aprile 2017), Edizioni Vereia, Roma, 2017, pp.34-67 ripr.]

[6] Giacomo Balla, Elisa, 1906 circa, pastello su carta, 34,5×26,5 cm

[7] Giacomo Balla, Il presidente del Consiglio Alessandro Fortis, 1905 circa, pastello su carta, 56,6×41,6 cm

[8] Giacomo Balla, Annetta Pardo, 1906, olio su cartone, 51,5×38 cm

[9] Giacomo Balla, Ritratto di Tolstoj, 1910-1911, olio su carta su masonite, 82,8×85 cm

[10] Giacomo Balla, Ritratto di Giovanni Cena, 1910 circa, olio su tela, 49,5×41,5 cm

[11] Giacomo Balla, Autoritratto notturno, 1909 circa, vernice su lastra metallica, 43,5×32 cm

[12] Giacomo Balla, Elisa nella luce, 1907 circa, pastello e sanguigna su tavola, 43×23 cm

[13] Giacomo Balla, Villa Borghese – Parco dei Daini, 1910, Polittico a olio su 15 pannelli, 190×310 cm. [Cfr. G. Lista, P. Baldacci, L. Velani, a cura di, Balla. La modernità futurista, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 15 febbraio – 2 giugno 2008), Skira, Milano, 2008, p.38.]