Sera - Bertelli

FLAVIO BERTELLI

(San Lazzaro di Savena, 1865 – Rimini, 1941)

Sera, 1898

Olio su tela, 153,5×301 cm

Firmato e datato in alto a sinistra: F Bertelli

Provenienza

Collezione privata; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Esposizione nazionale di Torino, maggio-ottobre 1898, sala K n. 698;

Retrospettiva di Flavio Bertelli (S. Lazzaro 1865-Rimini 1941), Bologna, Galleria d’arte “Il 2 di quadri”, 14 novembre-14 dicembre 1981;

Divisionismo italiano, Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile-15 luglio 1990, n. 118 [Tramonto (Sera)];

Flavio Bertelli, Bologna, Galleria d’Arte 56, aprile 1991; Flavio Bertelli. Armoniose visioni di natura 1865-1941, Bologna, Palazzo d’Accursio, 13 dicembre 2015-10 febbraio 2016, n. 5.

Bibliografia

Esposizione nazionale Torino, catalogo della mostra (Torino, maggio-ottobre 1898), Roux Frassati, Torino, 1898, n. 698 p. 114, ripr.;

L’arte all’esposizione del 1898, nn. 1-40, Roux Frassati e C., Torino, 1898, pp. V, VII, p. 242 ripr.;

T. Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969, vol. II, n. 2202 p. 181, p. 461 ripr.;

F. Solmi, P. Stivani, a cura di, Retrospettiva di Flavio Bertelli (S. Lazzaro 1865-Rimini 1941), catalogo della mostra (Bologna, Galleria d’arte “Il 2 di quadri”, 14 novembre-14 dicembre 1981),  Arti grafiche Tamari, Bologna, 1981, p. 6;

P. Stivani, a cura di, Flavio Bertelli (San Lazzaro 1865-Rimini 1941), catalogo della mostra (Bologna, Galleria d’Arte “Il 2 di Quadri”, 1983), tav. p. 4;

E. Gottarelli, a cura di, Flavio Bertelli (1865-1941), catalogo della mostra (Bologna, Museo Civico, 13 dicembre 1986-25 gennaio 1987), Associazione per le arti Francesco Francia, Bologna, 1986, pp. 17, 33;

Divisionismo italiano, catalogo della mostra (Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile-15 luglio 1990), Electa, Milano 1990, n. 118 p. 345 ripr.;

P. Stivani, a cura di, Flavio Bertelli, catalogo della mostra (Bologna, Galleria d’Arte 56, aprile 1991), pp. 9-10, p. 23 ripr.;

S. Ingino, a cura di, Flavio Bertelli. Armoniose visioni di natura 1865-1941, catalogo della mostra (Bologna, Palazzo d’Accursio, 13 dicembre 2015-10 febbraio 2016), Grafiche dell’Artiere, Bologna, 2015, n. 5 p. 136-137, fig. 5 p. 32, pp. 11-12, 114, 151-152;

F. Tedeschi, Incontri. Nuove esplorazioni nel Divisionismo, Electa, Milano 2017, pp. 32-35, ripr.

Note critiche

Nato a San Lazzaro di Savena presso Bologna, terzo di sei fratelli, Flavio Bertelli mostra un precoce interesse per la pittura maturato sull’esempio del padre Luigi, paesaggista aggiornato sul realismo francese grazie ad un viaggio a Parigi compiuto nel 1867. E’ lo stesso genitore, colpito dalle attitudini del ragazzo, a favorirne una solida e completa istruzione iscrivendolo negli esclusivi collegi barnabiti di Bologna e Firenze, dove si impartivano anche i rudimenti artistici. Stimolando nel talentuoso figlio un atteggiamento critico nei confronti delle eccessive rigidità delle dottrine accademiche, Luigi Bertelli lo educa personalmente ad un più verace e diretto approccio al dato naturale, affidandolo al contempo agli insegnamenti di Telemaco Signorini, unico e imprescindibile riferimento per il giovane anche nel solo anno di studi, fra il 1883 e il 1884, trascorso all’Accademia bolognese sotto la guida di Antonio Puccinelli. Alle prime piccole opere autonome d’impronta macchiaiola, datate alla seconda metà degli anni Ottanta, seguono a partire dal 1890 una serie di tavolette in cui già compare la sperimentazione divisionista che caratterizzerà la sua produzione  fino al 1918. Complice l’incontro con Vittore Grubicy, avvenuto a Milano fra il 1886 e il 1890, e l’apertura alle novità della pittura italiana ed europea grazie alla frequentazione del vivace contesto torinese – in città Bertelli ha i parenti materni – l’artista per un ventennio tenacemente insegue l’effetto di abbacinanti luminosità attraverso il metodo della scomposizione cromatica spinta ai limiti dell’astrazione, ricerca che si compie ai massimi livelli nel 1915 con la sorprendente tela Oltre il Pincio[1], in cui l’atmosfera rarefatta abbagliata di punteggiatura pulviscolare confonde la fisionomia di un paesaggio ormai irriconoscibile.

Alla fase iniziale del periodo divisionista appartiene Sera, monumentale quadro terminato nel 1898 e proposto quell’anno all’Esposizione Nazionale di Torino, una nutrita rassegna in cui i divisionisti – “Questa schiera di ribelli, giacché essi nel campo dell’arte rappresentano ancora la rivoluzione, afferma con vigore un ideale nuovo, un ideale di luce”[2] – pur orfani di Giovanni Segantini, Angelo Morbelli e Vittore Grubicy, sono valorosamente sostenuti da nomi inediti e illustri fra cui spicca quello di Giuseppe Pellizza – “giovine e noto campione del divisionismo, che, come spesso avviene agli innovatori in cose tecniche, si accosta ora ai simbolisti”[3] – assoluto protagonista con Lo specchio della vita[4], opera fra le più apprezzate della manifestazione. Significativo appare il raffronto fra la valutazione a catalogo del capolavoro del volpedese, stimato in lire 6.000, e quella di Sera del Bertelli, di formato e misure simili, quotato lire 5.000, una cifra considerevole che denota il credito di cui già godeva il bolognese. Impostato su uno schema ricorrente in Bertelli – da Il viale[5] al più esteso Il tramonto e l’alba[6], oggi conservato al Museo d’Arte Moderna di Bologna – Sera si spalanca in profondità attraverso la prospettiva di una strada polverosa, da cui emergono la sagoma di un veicolo trainato da due cavalli e le figurette di altrettanti contadini di ritorno dalle fatiche dei campi che tutto intorno si distendono. Contrastata da pochi elementi isolati – il sole ormai seminascosto dietro l’alto orizzonte, il corvo in volo, le nuvole sparse e i paracarri sul ciglio – l’esasperata simmetria della composizione istituisce una perfetta rispondenza fra la parte destra e sinistra della tela, lasciando che lo sguardo oscilli sulle masse centrali, l’una chiara e l’altra scura, degli animali che si specchiano lungo l’asse verticale del quadro. Sottoposto ad un meticoloso intervento di pulitura ad opera della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, il dipinto si scopre adesso in tutta la sua complessità cromatica, palesando una minuta puntinatura di colori puri e brillantissimi che era stata offuscata se non celata dal tempo, tanto da comportarne l’esclusione dall’importante rassegna monografica allestita nel 1986-1987 al Museo Civico di Bologna[7]. La tela, definita in quell’occasione “di ragguardevoli dimensioni […] con brevi passaggi divisionisti”[8], rivela invece l’utilizzo diffuso della nuova tecnica pittorica, sovrapposta ad una stesura più larga e libera di gamme tonali, ed ora evidentissima sulla via – dove le ampie pennellate direzionate a suggerire movimento sono arricchite da una fitta trama superficiale di minuscole frazioni di blu, rosso e giallo, a ricreare nella retina la percezione del marrone – e nel cielo – il cui fondo rosato scintilla di luci complementari verdastre grazie a una più rada orditura di punti azzurri e gialli esplosi dal sole morente – distinguendosi come opera nodale dell’intero percorso del Bertelli.

Marina Scognamiglio

Bibliografia di riferimento

Esposizione nazionale Torino, catalogo della mostra (Torino, maggio-ottobre 1898), Roux Frassati, Torino, 1898

L’arte all’esposizione del 1898, nn.1-40, Roux Frassati e C., Torino, 1898

Opere di Luigi e Flavio Bertelli, catalogo della mostra (Bologna, Galleria d’arte del Caminetto), Bologna, 1967

Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

F.Solmi, P.Stivani, a cura di, Retrospettiva di Flavio Bertelli (S. Lazzaro 1865-Rimini 1941), catalogo della mostra (Bologna, Galleria d’arte “Il 2 di quadri”, 14 novembre-14 dicembre 1981),  Arti grafiche Tamari, Bologna, 1981

P.Stivani, a cura di, Flavio Bertelli (San Lazzaro 1865-Rimini 1941), catalogo della mostra (Bologna, Galleria d’Arte “Il 2 di Quadri”,1983)

E.Gottarelli, a cura di, Flavio Bertelli (1865-1941), catalogo della mostra (Bologna, Museo civico, 13 dicembre 1986-25 gennaio 1987), Associazione per le arti Francesco Francia, Bologna, 1986

Divisionismo italiano, catalogo della mostra (Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile-15 luglio 1990), Electa, Milano, 1990

P.Stivani, a cura di, Flavio Bertelli, Galleria d’Arte 56, catalogo della mostra (Bologna, Galleria d’Arte 56, 20 aprile 1991)

S.Ingino, a cura di, Flavio Bertelli. Armoniose visioni di natura 1865-1941, catalogo della mostra (Bologna, Palazzo d’Accursio, 13 dicembre 2015-10 febbraio 2016), Grafiche dell’Artiere, Bologna, 2015

Note

[1] F.Bertelli, Oltre il Pincio, 1915, olio su tela, 63×77 cm.

[2] A.M. Mucchi, Il Divisionismo, in “L’arte all’Esposizione del 1898”, n.22.

[3] E.Thovez, La poesia alle Belle Arti di Torino, in “Emporium”, n.43, luglio 1898.

[4] G. Pellizza da Volpedo, Lo specchio della vita, 1895-1898, olio su tela, 132×291 cm.

[5] F.Bertelli, Il viale, 1887 circa, olio su cartone, 32×20 cm.

[6] F. Bertelli, Il tramonto e l’alba, 1895, olio su tela, 130×205 cm.

[7] Nel testo introduttivo al catalogo della mostra la curatrice Elena Gottarelli scrive a proposito di Sera: “Il precario stato di conservazione del dipinto, che si trova in una privata raccolta bolognese, e più ancora, evidenti alterazioni chimiche nella vernice protettiva, tali peraltro da determinare significativi mutamenti nei rapporti tonali e cromatici, ci hanno suggerito di escluderlo da questa rassegna” (E.Gottarelli, a cura di, Flavio Bertelli (1865-1941), catalogo della mostra (Bologna, Museo Civico, 13 dicembre 1986-25 gennaio 1987), Associazione per le arti Francesco Francia, Bologna, 1986, p.17).

[8] Ibidem.