Strada al sole - Olivero

MATTEO OLIVERO

(Pra Rotondo di Acceglio, 1879 – Verzuolo, 1932)

Strada al sole, (1908-1910)

Olio su tela, 44×42,2 cm

Firmato in basso a sinistra: M.Olivero

Provenienza

racc. Giovanni Colombari, Saluzzo; Galleria Berman, Torino; collezione privata; collezione Fondazione C. R. Tortona.

Esposizioni

I divisionisti piemontesi. Da Pellizza a Balla, Aosta, Museo Archeologico Regionale, 21 giugno-26 ottobre 2003, n. 26.

Bibliografia

A. Dragone, Matteo Olivero pittore, Comitato pro Saluzzo e le sue valli, Saluzzo 1959, n. 113 p. 44, s.p. ripr.;

G.L. Marini, a cura di, I divisionisti piemontesi. Da Pellizza a Balla, catalogo mostra, Aosta, Museo Archeologico Regionale, 21 giugno-26 ottobre 2003, Silvana, Cinisello Balsamo 2003, n. 26 p. 131, ripr., p. 191;

F. Tedeschi, a cura di, Incontri. Nuove e esplorazioni nel Divisionismo, Milano Electa 2017, pp. 72-75, ripr.

Note critiche

“Seguace di Segantini e amico di Pellizza”[1], Matteo Olivero sviluppa nel corso del primo decennio del Novecento una tecnica divisionista libera e intuitiva – “Faccio il divisionismo, come lo sento e come lo vedo, amo esser personale”[2] – applicata con attitudine sperimentale alla resa dell’abbaglio dei raggi solari sul modello del Sole nascente pellizziano, non di rado esacerbato dall’impatto con il candore della neve di segantiniana memoria. Il 1902 è un anno cruciale per Olivero: il viaggio a Ginevra e Saint-Moritz, dove vede i capolavori e vive i luoghi del maestro di Arco, nonché l’incontro ravvicinato con Il Quarto Stato, presentato alla Quadriennale di Torino cui anche Olivero viene ammesso con un’opera, allontanano definitivamente il pittore dall’impasto tradizionale in favore di tocchi separati di pigmento puro e vibrante, abili a catturare luminosità inedite. Originario di Acceglio, piccolo comune dell’alta valle Maira, e trasferitosi nel 1905 a Saluzzo, suggestivo e più vasto borgo presso Cuneo, Olivero per tutta la vita si misura con panorami e volti familiari, restituendo la pacificante quiete e l’assoluto silenzio dei paesaggi natii, deserti oppure abitati da un unico personaggio il cui fatale isolamento esaspera il senso di straniante surrealtà della scena. Dopo la formazione accademica all’Albertina e l’esordio come scultore di matrice bistolfiana alla Promotrice di Torino del 1900, Olivero si dedica esclusivamente alla pittura, partecipando alle principali manifestazioni nazionali ed estere per approdare nel 1910 a Parigi con un’ampia personale allestita all’Alcazar d’Eté (Champs Élysées) nell’ambito del Salon Internationale des Beaux-Arts et des Lettres, occasione questa agevolata dai contatti stabiliti in Francia con la rivista Les Tendances Nouvelles, di cui Olivero diventa corrispondente per l’Italia a partire dal 1903 sotto lo pseudonimo di Leonardo. Tale proficua collaborazione offre inoltre al pittore il giusto spunto per instaurare il desiderato dialogo epistolare con Giuseppe Pellizza in vista della redazione di un articolo sul volpedese, scambio di missive evolutosi in un amichevole carteggio che diviene indispensabile terreno di confronto per un artista che stava adottando con convinzione il metodo della scomposizione del colore. Strada al sole,  riconducibile al biennio 1908-1910, fase più intensa del divisionismo dell’accegliese e apice della sua carriera, è vivace olio su tela di piccolo formato capace di coniugare  la genuinità dei migliori bozzetti sul motivo con una certa scrupolosità di esecuzione che lo avvicina ai dipinti di dimensioni maggiori. Giocata sulle cromie complementari del giallo e del viola, declinate in miriadi di sfumature e distribuite attraverso una pennellata varia e dinamica in grado di eludere talune rigidità presenti in più estesi e strutturati lavori, la composizione è orchestrata intorno al cerchio del sole svettante su una stretta via della vecchia Saluzzo, nel cui biancore si stagliano due passanti, l’uno sullo sfondo – minuscola e irriconoscibile macchia bruna – l’altro in primo piano – il pittore stesso in lungo camice scuro – un inquieto individuo che è la controparte dell’uomo spettrale nei lividi bagliori notturni dell’Autoritratto al chiaro di luna (1907) e delle relative tavolette preliminari di sapore espressionista. Ricalcando l’assetto del precedente E maledice al giorno che rimena il servaggio (1904-1905), e la ricerca di effetti di luce accecante del coevo Il sole ad Ussolo (1907-1908), la tela conserva la freschezza e l’avanguardismo dei più felici studi realizzati al vero in quel medesimo arco temporale, da Il sole sulle piante (1907-1910) e Figura sulla neve col sole (1911-1912), a Sole e neve (1907-1909), quest’ultimo sintetico quanto incisivo nel raccontare l’esplosione luminosa con tasselli multicolori d’impronta fauve, e programmaticamente esposto a Parigi nel 1910.

Sebbene non compaia nelle sale della retrospettiva ordinata a Saluzzo nel 1959, la tela è inclusa nella ricca monografia[3] che accompagna la rassegna, riprodotta in bianco e nero con il titolo Via Griselda e segnalata in collezione privata saluzzese. Nei documenti connessi all’organizzazione della citata mostra, reperiti presso l’Archivio di Saluzzo, è infine ancora menzionata come Bozzetto (Via Griselda con autoritratto)[4]. In assenza di altre notizie certe, è possibile supporre che il dipinto, concepito forse quale traccia per un’opera più grande, sia stato conservato a lungo nell’atelier del pittore, una consuetudine radicata in Olivero – “Faccio mai studi a parte, se non quando mi occorrono per i miei quadri. I miei studi di rado li espongo perché non servono pel pubblico, amo conservarli e mi privo della vendita, avendo per gli studi assai più importanza dei quadri”[5] – prima di essere acquistato da un collezionista locale.

Bibliografia di riferimento

Milano, Matteo Olivero, Tipografia braidese G. Tomatis, Bra, 1926

Dragone, Matteo Olivero pittore, Comitato pro Saluzzo e le sue valli, Saluzzo, 1959

Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

G.L. Marini, Matteo Olivero, catalogo della mostra (Saluzzo 17 settembre-2 ottobre 1994), Il Prisma, Cuneo, 1994

Dragone, Pittori dell’Ottocento in Piemonte. Arte e cultura figurativa 1895-1920, Unicredit, Torino, 2000

G.L. Marini, a cura di, I divisionisti piemontesi. Da Pellizza a Balla, catalogo della mostra (Aosta, Museo Archeologico Regionale, 21 giugno-26 ottobre 2003), Silvana, Cinisello Balsamo, 2003

Cagianelli, D. Matteoni, a cura di, Il divisionismo. La luce del moderno, catalogo della mostra (Rovigo 2012), Silvana, Cinisello Balsamo, 2012

G.L. Marini, a cura di, Dizionario dei pittori piemontesi dell’Ottocento, AdArte, Torino, 2013

Note

[1] T.Fiori, F.Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma, 1969, vol.I, p.397.

[2] Matteo Olivero, Lettera a Sig. Gray del 19 agosto 1908 in G.L. Marini, Matteo Olivero, catalogo della mostra (Saluzzo, 17 settembre-2 ottobre 1994), Il Prisma, Cuneo, 1994, pag.29.

[3] A. Dragone, Matteo Olivero pittore, Comitato pro Saluzzo e le sue valli, Saluzzo, 1959.

[4] Archivio Matteo Olivero presso Archivio Storico di Saluzzo, Fald.11 – Mostra Saluzzo 1959.

[5] Matteo Olivero, Lettera a Sig. Gray del 19 agosto 1908,  in G.L. Marini, op.cit. 1994, p.29.