Anima triste - Morbelli

ANGELO MORBELLI

(Alessandria, 1853 – Milano, 1919)

Anima triste, 1910 circa

Olio su tela, 45×34,4 cm (irregolare)

Firmato in basso a sinistra: Morbelli

Provenienza

Vendita all’asta della collezione Z.P., Milano Galleria Scopinich 1934 (n. 113, tav. XXVI); Mario Rizzi, Mendrisio (1977); collezione privata, Milano; in comodato presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona.

Esposizioni

VIII esposizione Associazione degli Artisti Italiani, catalogo della mostra, Firenze, Palazzo Strozzi, Galleria d’Arte, 1913 (p. 181, n. 355) (Ballerina alla lettura);

Angelo Morbelli, Alessandria, Palazzo Cuttica, 3 aprile-16 maggio 1982 (p. 103, ripr, p. 165, n. 20);

Il Divisionismo italiano della Galleria Grubicy, Como, Galleria d’arte Cavour, 7 aprile-18 maggio 1989; S. Moritz, Museo Segantini, 7 giugno-20 ottobre 1989 (pp. 100-101, ripr.);

Morbelli & Morbelli, Varese, Castello di Masnago, 1 aprile – 4 giugno 1995; Casale Monferrato, Museo Civico, 10 giugno – 29 luglio 1995 (p. 70, ripr., p. 142) (Giovane ballerina alla lettura 1912-1913);

Angelo Morbelli. Tra realismo e divisionismo, Torino, GAM, 7 febbraio – 25 aprile 2001 (p. 76, ripr., p. 143, n. 76);

Divisionnisme: couleur maitrisée? couleur éclatée!, Lens, Crans-Montana (CH), Fondation Pierre Arnaud Centre d’Art, 20 dicembre 2013 – 22 aprile 2014 (p. 199, ripr, p. 288).

Bibliografia

Il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Tortona 2012, pp. 26, 181, n. 82, pp. 106-107, 166, ripr.;

Divisionnisme: couleur maitrisée? couleur éclatée!, catalogo mostra, Lens, Crans-Montana (CH), Fondation Pierre Arnaud Centre d’Art, 20 dicembre 2013 – 22 aprile 2014, p. 199, ripr, p. 288, (Edizione anche in lingua inglese: Divisionism: Mastery of Color? Effusion of Color!);

F. Caroli, a cura di, il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Electa, Milano 2015, pp. 166-167, ripr., n. 66, p. 231, ripr.

Note critiche

Delicatissimo e intenso profilo di fanciulla assorta, Anima Triste si inserisce nel novero dei numerosi ritratti femminili del Morbelli, non di rado connotati dall’interesse sociale che informa l’opera del pittore alessandrino a partire dai primi anni Ottanta. Il piccolo olio, risalente al 1910 circa, mostra infatti assonanze con le languide bambine delle diverse versioni di Venduta, conosciuta anche come La derelitta, elaborate dal 1884 fino all’ultima stesura del 1897, in cui all’attenzione per le condizioni di un’infanzia violata si unisce alla programmatica ricerca di una veridicità luministica raggiunta con l’uso sistematico della scomposizione cromatica sviscerata sui manuali. Tenacemente dedito al divisionismo dagli anni Novanta, complice la visita all’Esposizione Universale di Parigi del 1889, Morbelli acquisisce i fondamenti della nuova tecnica attraverso i più recenti trattati di chimica e fisica stranieri ed italiani, applicando con perizia e attitudine sperimentale le teorie del contrasto simultaneo e della mescolanza ottica. Rispetto alle esperienze di altri colleghi – Segantini ne è l’esempio lampante – che devono l’avvicinamento alla pratica del colore diviso al mentore Vittore Grubicy, il percorso di Morbelli, che pur risulta sotto contratto con il gallerista nel 1887, è fondamentalmente autonomo, orientato al raggiungimento del massimo effetto realistico con la verifica di mestiche e vernici di sua invenzione, nonché di appositi pennelli a punte multiple che rendevano più agevole e precisa la definizione di piccole tacche, punti, linee. “Il Morbelli era solito preparare i suoi quadri divisionistici con una completa stesura a chiaroscuri (bianco e nero con qualche aggiunta di grigi, grigi bluastri, brune, lacche) del soggetto che intendeva rappresentare, tenendo ben chiare e lisciate le zone su cui batteva il sole perché meglio vi risaltassero i tratti di colore puro che avrebbe sovrapposto. Incominciava poi a ricoprire alcune parti della pittura preparatoria con un primo strato di trattini o puntini di un determinato colore, al quale faceva seguire, distribuiti su alcune parti del quadro o su tutte, a seconda della necessità della resa, altri strati di trattini di altri determinati colori (talvolta anche sei), sino a quando, sovrapponendosi gli strati successivamente e incrociandosi e quasi retificandosi in combinazioni più o meno serrata ma arditissima, rendevano a distanza, attraverso il gioco delle tinte complementari, le tonalità e le luci da lui desiderate”[1]. La puntuale nota di Arturo Mensi descrive le modalità pittoriche ormai ampiamente consolidate nell’alessandrino all’inizio del secolo, di cui  tele come Anima Triste cono mirabili esempi. Costruito a partire da un dolcissimo profilo ancora infantile, che richiama l’antecedente della tenera timidezza di Fragilina (1899), e i coevi La sposa (1909), Giovane ballerina a riposo (1910) e Meditazione (1913), di analoga fattura divisionista, nonché Giovinetta, studio non finito del 1906-1909 in cui la stessa modella compare in posizione frontale, il dipinto sostanzia la silhouette in controluce con filamentose pennellate accostate e sovrapposte a creare effetti di fusione fra il soggetto e l’ambiente circostante; la luce proveniente da destra colpisce la spalla nuda e la testa dell’adolescente, svelando il fresco incarnato dal diafano pallore e i riflessi dei capelli incendiati d’oro per raggiungere il padiglione auricolare, le cui trasparenze sono virtuosisticamente rese da minutissimi tocchi di pigmento puro e brillante che  accendono la materia rendendola viva.

Il quadro, che ha subito un taglio da parte dell’autore stesso, probabilmente insoddisfatto dell’incoerenza fra la dorata luminosità della fascia superiore e l’oscura illeggibilità di quella sottostante, è pubblicato e riprodotto nella sua veste originaria nel catalogo dell’Ottava Esposizione dell’Associazione Artisti Italiani nella Galleria di Palazzo Strozzi del 1913 con il titolo Giovane ballerina alla lettura, dove appare più esteso nella parte inferiore a inquadrare un giornale fra le mani della ragazza.[2]

Note

[1] A. Mensi, a cura di, Mostra commemorativa del pittore Angelo Morbelli, (1853-1919), catalogo della mostra (Alessandria, Pinacoteca Civica, 24 ottobre – 15 dicembre), Comune, Alessandria, 1953, pag. 16, nota 3

[2] Si ringrazia il Prof. Giovanni Anzani per la segnalazione