Casa in costruzione - Boccioni

UMBERTO BOCCIONI

(Reggio Calabria, 1882 – Verona, 1916)

Casa in costruzione, 1910 circa

Matita rialzata a penna su carta, 49,2×40 cm

Firmato in basso a destra: Boccioni

Provenienza

Oreste Lunardon, Milano; Paul Nicholls, Milano;
Pittura sociale in Italia 1861-1939, Milano Studio Palazzoli, dicembre 1981-gennaio 1982 (n. 9 ripr.) (Studio Paul Nicholls);
Disegno Europeo della prima metà del ‘900, Milano, Galleria l’Emporium, s.d., (p. 3); Metamorfosi. La città e il paese nella pittura italiana 1850-1950 XIII Internazionale Antiquariato, Milano, Fiera, 1-9 aprile1995 (n. 5 ripr.) (Studio Paul Nicholls);
collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Pittura Sociale in Italia 1861-1939, P. Nicholls, a cura di, Milano Studio Palazzoli, dicembre 1981-gennaio 1982, Grafc Olimpia, Milano 1981, (n. 9, ripr.);

Boccioni prefuturista, Reggio Calabria, Museo Nazionale, 5 luglio-30 settembre 1983 (p. 145, n. 182, ripr.);

Disegno Europeo della prima metà del ‘900, L. Palazzoli, a cura di, catalogo della mostra, Milano 1983, p. 3;

Boccioni a Venezia. Dagli anni romani alla mostra d’estate a Ca’ Pesaro. Momenti della stagione futurista, E. Coen, L. Magagnato, G. Perocco, a cura di, catalogo mostra, Milano 1985, tav. 71 p. 108;

Boccioni a Venezia, Verona, Galleria dello Scudo e Museo di Castelvecchio, 1 dicembre 1985-31 gennaio 1986;

Milano, Accademia di Brera, 27 febbraio-30 aprile 1986 (p. 108, tav. 71, ripr., p. 172, n. 71);

Venezia gli anni di Ca’ Pesaro 1908-1920, Venezia, Museo Correr, 19 dicembre 1987-8 febbraio 1988 (p. 119, n. 13b, ripr.);

Metamorfosi. La città e il paese nella pittura italiana 1850-1950 XIII Internazionale Antiquariato, Milano, Fiera, 1-9 aprile1995 (n. 5 ripr.);

Il lavoro inciso. Capolavori dell’arte grafica da Millet a Vedova, C. Gatti, L. Martini, a cura di, catalogo mostra, Milano, Fondazione Stelline, 14 settembre-21 ottobre 2006 (pp. 160-161, ripr.);

Marinetti e l’incendio futurista, Voghera, Associazione culturale Progetto Voghera, Sala Luisa Pagano, 15 novembre-9 dicembre 2014 (p. 14, ripr.);

Tutti in moto! Il mito della velocità in cento anni di arte, a cura di, Daniela Fonti, Filippo Bacci di Capaci, Catalogo della mostra, Pontedera, Palazzo Pretorio, 9 dicembre 2016-18 aprile 2017, Pontedera Bandecchi & Vivaldi editori, 2016, (p. 21 cit., p. 44 cit., p. 52 ripr., p. 251);

Natura e città. Morandi, Morlotti e il paesaggio italiano tra le due guerre, F. Guzzetti, a cura di, catalogo della mostra, Oggiono-Lecco 2016, (pp. 68-69 e ripr., p. 130);

Dal futurismo al ritorno all’ordine. Pittura italiana del decennio cruciale, 1910-1920, N. Colombo, a cura di, catalogo mostra, Torino, Museo di arti decorative Accorsi-Ometto, 2 marzo-18 giugno 2017, Milano, Silvana ed. 2017, (p. 40 n. 3 ripr., p. 146-147).

Bibliografia

P. Nicholls, a cura di, R. Bossaglia, introduzione di, Pittura Sociale in Italia 1861-1939, Milano Studio Palazzoli, dicembre 1981-gennaio 1982, Grafc Olimpia, Milano 1981, n. 9, ripr.;

M. Calvesi, E. Cohen, Boccioni. L’opera completa, Milano 1983, p. 313, n. 462;

Catalogo Bolaffi dell’arte moderna italiana n.20, Torino 1984, p. 209, ripr.;

L. Palazzoli, a cura di, Disegno Europeo della prima metà del ‘900, catalogo della mostra, Milano 1983, p. 3;

E. Coen, L. Magagnato, G. Perocco, a cura di, Boccioni a Venezia. Dagli anni romani alla mostra d’estate a Ca’ Pesaro. Momenti della stagione futurista, catalogo mostra tenuta a Verona, 1 dicembre 1985-31 gennaio 1986, Milano, Mazzotta ed. 1985, tav. 71 p. 108;

Venezia gli anni di Ca’ Pesaro 1908-1920, catalogo della mostra tenutasi a Venezia, Museo Correr, 19 dicembre 1987-8 febbraio 1988, Milano, Mazzotta ed. 1987 (p. 119, n. 13b, ripr.);

F. Benzi, Mario Sironi, catalogo della mostra (Roma, GNAM, 9 dicembre 1993-27 febbraio 1994), Milano, 1993, p. 180, ripr.;

P. Nicholls, a cura di, Metamorfosi. La città e il paese nella pittura italiana 1850-1950, Milano, Fiera, 1-9 aprile 1995, XIII Internazionale Antiquariato, Milano 1995, n. 5 ripr.;

Boccioni 1912 Materia, Milano 1995, tav. s.n. p. 184;

A. Masoero, Umberto Boccioni. La città che sale, collana “Piccola biblioteca del Sole 24 ore”, Milano-Cinisello Balsamo, 2003, tav. s.n. p. 47;

L. Tallarico, Boccioni dal Meridione all’Europa. Racconto critico, Ferrara 2003, tav. s.n. p. 17;

F. Mazzocca, Divisionisti uniti in rassegna, in “Il sole 24 ore”, 12 agosto 2012 (no ripr.);

Il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Tortona 2012, pp. 26, 181, n. 81, pp. 102-103, 165, ripr.;

A. Pizza, Las ciudades del futurismo italiano: vida y arte moderno: Mìlan, Parìs, Berlìn, Roma (1909-1915), Barcellona 2014, tav. 7 p. 43;

Marinetti e l’incendio futurista,Voghera, Associazione culturale Progetto Voghera, Sala Luisa Pagano, 15 novembre-9 dicembre 2014 (p. 14, ripr.);

F. Purini, L. Malfona, M. Manicone, a cura di, Antonio Sant’Elia, Manifesto dell’architettura futurista. Considerazioni sul centenario, Roma 2015, tav. 6 p. 55;

F. Caroli, a cura di, il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Electa, Milano 2015, pp. 172-175, ripr., n. 65, p. 230, ripr.;

F. Guzzetti, a cura di, Natura e città. Morandi, Morlotti e il paesaggio italiano tra le due guerre, catalogo della mostra, Oggiono-Lecco 2016, pp. 68-69 e ripr., p. 130;

M. Calvesi, A. Dambruoso, Boccioni, Catalogo generale, Torino 2016, tav. 601 p. 417;

D. Fonti, F. Bacci di Capaci, Tutti in moto! Il mito della velocità in cento anni di arte, a cura di, catalogo della mostra, Pontedera, Palazzo Pretorio, 9 dicembre 2016-18 aprile 2017, Pontedera Bandecchi & Vivaldi editori, 2016, (p. 21, p. 44, p. 52 ripr., p. 251);

N. Colombo, a cura di, Dal futurismo al ritorno all’ordine. Pittura italiana del decennio cruciale, 1910-1920, catalogo mostra, Torino, Museo di arti decorative Accorsi-Ometto, 2 marzo-18 giugno 2017, Milano, Silvana ed. 2017, p. 40 n. 3 ripr., p. 146-147.

Note critiche

L’attenzione alla pratica del disegno, sempre presente in Boccioni e coltivata nello stimolante ambiente romano attraverso le influenze combinate di Giacomo Balla e Duilio Cambellotti, si nutre delle suggestioni dell’imperante cultura secessionista fino all’arrivo a Milano, nell’agosto del 1907, quando, rinnegato l’esempio segantiniano e ormai critico nei confronti di Balla, si volge a Gaetano Previati, che visita più volte nello studio di Piazza del Duomo apprezzandone la luminosità evocativa raggiunta con tratti curvilinei e allungati, già intrinsecamente dinamici e orientati alla dissoluzione della forma. Boccioni, che nel 1907 annotava nel suo diario di voler “dipingere il nuovo, il frutto del nostro tempo industriale”[1], nella città lombarda progetta la grande tela La città che sale, concepita nel 1910 e portata a termine nel 1911, sviluppando il tema della metropoli in una “gran sintesi di lavoro e del movimento”[2] che costituisce la fondamentale tappa verso il futurismo.

Il 1910 per Umberto Boccioni è un anno cruciale; firmatario a febbraio del Manifesto dei pittori futuristi, ad aprile pubblica il Manifesto tecnico della pittura futurista, e in luglio vede l’inaugurazione, annunciata con l’enfasi rivoluzionaria propria di Marinetti, della sua prima mostra personale nelle sale di Cà Pesaro a Venezia, in concomitanza con la IX Esposizione Internazionale d’Arte della città. Nonostante le premesse, le oltre quaranta opere esibite rivelano alla critica un pittore ancora sostanzialmente legato alla pratica divisionista, e appaiono oggi come passaggi nodali di una fase di transizione che sarà superata a breve dalla sistematica applicazione dei principi futuristi. Nella rassegna veneziana figurano fra gli altri il celebre Autoritratto del 1908, in cui l’artista si rappresenta a mezzobusto sullo sfondo di una strada periferica milanese, e il disegno Case in costruzione, una matita su carta datata “28 febbraio 910” che riproduce la facciata di un edificio ancora incompleto protetto dalle impalcature, uno squarcio di modernità che Balla aveva già dipinto, con connotazione più marcatamente sociale, in La giornata dell’operaio del 1904.

Il disegno Casa in costruzione di Tortona, anch’esso risalente al 1910 circa, affronta un analogo soggetto, inquadrando lo scheletro di uno stabile stagliato oltre il recinto che lo divide dalla strada prospiciente, dove un cavallo a testa bassa trascina un carretto dietro cui cammina la figurina accennata di un uomo. Il palazzo, di quattro piani con tetto a falda, è circondato dal reticolo regolare dei ponteggi, dietro cui spiccano i buchi neri delle grandi finestre prive di serramenti, a mostrare l’interno non finito. La staticità della composizione, retta dalla linea orizzontale dello steccato e dalle linee verticali dell’intelaiatura che si innalza verso il cielo, è animata dalla visione accidentale della casa, che scorcia verso lontani punti di fuga, e dall’utilizzo di un tratto di chiara matrice divisionista, energico e spezzato, di diversa intensità, mutuato da Balla, che indirizzava gli allievi ai dettami pellizziani sull’utilizzo di una fattura “varia come sono le apparenze degli oggetti e della natura”[3]. Rispetto allo schematico disegno esposto a Cà Pesaro, privo di chiaroscuro e impostato su una frontalità esasperata, Casa in costruzione dichiara un notevole carattere pittorico che rende gli oggetti partecipi dell’atmosfera circostante grazie a un segno mai uguale a se stesso. L’esecuzione della strada, fatta di linee curve e irregolari rinforzate a penna, quella del cavallo quasi diafano, progenitore del Pegaso de La città che sale, nonché quella dell’uomo senza spessore e accennato da tratti sfuggenti, prodromo dei fantasmi del milanese Stati d’animo: Quelli che restano, fanno pensare a Previati, e rendono l’opera particolarmente significativa per la lettura della poetica boccioniana a venire. Il fabbricato, infine, è assimilabile a quelli della serie Periferie, declinata in disegni, incisioni e dipinti fra il 1908 e il 1909, di Crepuscolo e Officine a Porta Romana, entrambi del 1909, e della celeberrima e già citata La città che sale, in cui compare a destra sullo sfondo, unico baluardo immobile emergente dal folle vortice di segni e colori.

Marina Scognamiglio

Note

[1] U. Boccioni, Diario, 14 marzo 1907, in T. Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969, pag. 36

[2] Lettera di U. Boccioni a N. Barbantini, [settembre 1910], in T. Fiori, F. Bellonzi, 1969, op. cit., pag. 52

[3] Lettera di G. Pellizza a A. M. Mucchi, Volpedo, 18 maggio 1898, in T. Fiori, F. Bellonzi, 1969, op. cit., vol. I, pag. 211