Giornata piovosa - Minozzi

FILIBERTO MINOZZI

(Verona, 1877 – Milano, 1936)

Giornata piovosa (Il levante Bordighera), 1908

Olio su tela, 75,8×150,4 cm

Firmato e datato in basso a destra: : F Minozzi 1908

Sul retro della traversa del telaio: etichetta dattiloscritta e manoscritta “GALLERIA DUOMO/MILANO-VIA S. RAFFAELE, 6 – MILANO/MOSTRA POSTUMA/DI/FILIBERTO MINOZZI/PITTORE VAGABONDO/APRILE 1942-XX”; etichetta dattiloscritta e manoscritta in parte lacunosa con autentica del pittore; etichetta dattiloscritta e manoscritta “Questo dipinto è stato esposto/alla Mostra/”Pittori di ieri a Bordighera”/3 aprile-16 maggio 1971/IL PRESIDENTE/Sen. Raoul Zaccaria/Cat.N46/con foto-”

Sul retro della tela in alto a destra manoscritto: 29

Sul retro del telaio in basso stampato: N.º189

Provenienza

Collezione Minozzi; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Utstilling av italiensk kunst, Oslo, Galleria Blomquist, 1929, n. 5 (Regndal);

Mostra postuma di Filiberto Minozzi pittore vagabondo (1877-1936), Milano, Galleria Duomo, 11-23 aprile 1942, n. 139 (Giornata piovosa il levante);

Pittori di ieri a Bordighera, catalogo della mostra, Bordighera, Palazzo del parco, 3 aprile-2 maggio 1971, n. 46 (Giornata piovosa. Il levante);

Urla e biancheggia il mar…nella pittura ligure tra ‘800 e ‘900, Complesso monumentale di San Fruttuoso di Camogli, 22 marzo-30 settembre (Giornata uggiosa. Il Levante).

Bibliografia

Utstilling av italiensk kunst, catalogo della mostra (Oslo, Galleria Blomquist, 1929), n. 5 s.p.;

Mostra postuma di Filiberto Minozzi pittore vagabondo (1877-1936), catalogo della mostra (Milano, Galleria Duomo, 11-23 aprile 1942), Stem, Milano, 1942, n. 139, p. 17, p. 27 ripr.;

L. Minozzi, Il pittore vagabondo, A. Corticelli, Milano, 1942, tav. 6 s,p.;

E. Maiolino, a cura di, Pittori di ieri a Bordighera, catalogo della mostra (Bordighera, Palazzo del parco, 3 aprile-2 maggio 1971), Castagnoli, Bordighera, 1970, n. 46 s.p., ripr.;

E. Platinetti, Filiberto Minozzi 1877-1936, tesi di laurea, rel. M. Di Giovanni, Università degli Studi, Pavia, 1996-97, pp. 27, 60, catalogo opere s.p. ripr.;

E. Platinetti, Filiberto Minozzi: le Mariniste. Percorso divisionista da Bordighera a Cap Martin in Rivista Ingauna e Intemelia. Bollettino della Deputazione di storia patria per la Liguria. Sezione Ingauna”, a 54-55, 1999-2000, fig.  2, p. 255;

F. Dioli, a cura di, Urla e biancheggia il mar…nella pittura ligure tra ‘800 e ‘900, catalogo della mostra (Complesso monumentale di San Fruttuoso di Camogli, 22 marzo-30 settembre), Tipolitografia MeCa, Recco, 2008, p. 30 ripr.;

F. Tedeschi, a cura di, Incontri. Nuove esplorazioni nel Divisionismo, Milano Electa 2017, pp. 64-67, ripr.

Note critiche

“Faccio affidamento per il tuo talento e conseguente riuscita: un marinista alla Segantini è quello che ci vuole e spero che tu sia quello”[1]. Con queste parole Alberto Grubicy si rivolge a Filiberto Minozzi in una lettera del giugno 1903, confermando a quelle date l’ammirazione e l’intatta amicizia per il pittore che, ben indirizzato secondo l’ottica del mercante, avrebbe potuto assicurargli un successo di vendite pari a quello dell’indimenticato Giovanni Segantini, la cui tragica quanto prematura scomparsa aveva lasciato un vuoto incolmabile nelle dinamiche della Galleria Grubicy. Reduce dagli studi accademici a Brera con Giuseppe Bertini e Giuseppe Mentessi, responsabile quest’ultimo del suo precoce interesse per il vero, Minozzi viene reclutato ancora giovanissimo nella cerchia di Alberto Grubicy, per stipularvi nel 1902 un regolare contratto. Come emerge dal ricco carteggio intercorso fra i due in quegli anni, Grubicy scaltramente stimola l’orgoglio del pittore attraverso continui e gratificanti paragoni con Segantini – il cui carisma umano e artistico fatalmente segna la strada di Minozzi già dal loro primo incontro, avvenuto intorno alla fine degli anni ottanta dell’Ottocento proprio nella sede milanese della Galleria Grubicy – esortandolo con decisione a perseverare nell’esercizio della tecnica della scomposizione del colore su paesaggi marini colti nella luce del giorno, e anzi a tale scopo spingendolo a vivere il più possibile vicino al mare per indagare le peculiarità di quell’acqua limpida in perpetuo moto in cui il pittore vedeva e sentiva “la sintesi di ogni bellezza artistica”[2]. Nel 1903 Minozzi si trasferisce quindi a Santo Stefano, non lontano da Taggia e Sanremo, e nel 1904 muove verso Bordighera. “Questo è il periodo dei grandi quadri, dipinti all’aperto con impeto d’entusiasmo e quasi di spavalderia: qui egli canta episodi staccati d’un unico poema che esalta la potenza del mare”[3], annota Luciano Minozzi nella biografia dedicata al padre nel 1942. Questo è anche il periodo del deterioramento dei rapporti con Alberto Grubicy, inizialmente perfino fraterni  – nel 1902 il mercante e Gaetano Previati sono i testimoni di nozze dell’artista – e a partire dalla seconda metà del 1904 sempre più aspri e tesi, complici alcune incomprensioni sul piano contrattuale e l’accanita rigidità del Grubicy circa l’applicazione pedissequa del metodo divisionista, contraria alla libera interpretazione del Minozzi che lucidamente lo intendeva come un mezzo,  valido e versatile, e non già un fine: “Il divisionismo […] si presta particolarmente per rappresentare masse granitiche, compatte, capaci di resistenza, di durezza, di solidità: scogli, montagne, rocce e pietre cristalline ed anche masse imponenti d’acqua, che danno l’impressione d’un baratro o d’una barriera. Più di rado per certe nubi temporalesche grevi di pioggia. Non lo concepisco invece per i cieli, dove vorrei raggiungere effetti di trasparenza, evanescenza, leggerezza, in cui mi sembrano migliori gl’impressionisti e tutti coloro che, senza schemi prefissi, lavorano di fronte alla natura con semplicità e sincerità di cuore”[4]. Dipinta nel 1908 seguendo i medesimi presupposti, Giornata Piovosa (Il levante Bordighera) sviluppa su tela i disegni a carboncino già realizzati intorno al 1902-1904 in una composizione di sicuro impatto, dove l’alto orizzonte invita lo sguardo a penetrare i misteri di una distesa di flutti tessuta da trame di filamenti segantiniani, un denso arabesco di pennellate incastonate l’una nell’altra ad alternare i bianchi, i verdi, i blu, mentre tocchi superficiali di viola specchiano i nembi cupi che si sfogano sullo sfondo in piovaschi isolati. Ancora più in là, il cielo plumbeo finalmente si apre in una striscia rosata di sereno. Fulcro della scena è la parabola dell’onda che si ritorce su se stessa a creare gorghi come azzurre pupille prima di infrangersi in spuma candida, espressione della potenza di un mare forza sconosciuta e temibile, immensa e ingestibile, cui fanno però eco piccoli aneddoti a mitigarne il dramma, dal veliero lontano al volo basso e caotico dei gabbiani.

Nonostante il tono impersonale dello scambio epistolare del 1906-1907 fra Minozzi e Alberto Grubicy dimostri un’ormai totale rottura dei legami amichevoli, le relazioni lavorative fra i due non si interrompono fino al 1910, tanto che il pittore viene costantemente coinvolto nelle più importanti manifestazioni tese alla diffusione del Divisionismo in ambito internazionale. Spiccano sulle altre le rassegne parigine del 1907, il Salon des peintres divisionnistes Italiens, e del 1909, il Salon d’automne, che quell’anno ospita una sezione italiana dove Minozzi espone tre tele fra cui Temps de pluie, accompagnata dalla specifica “Appartiennent à Monsieur A. Grubicy”[5]. Sebbene data e titolo siano compatibili, l’identificazione[6] di quest’ultima con la nostra (di misure medio-grandi) resta incerta, anche alla luce delle istruzioni del gallerista esplicito nel raccomandare a Minozzi l’invio per il mercato d’Oltralpe di “marine di non grandi dimensioni e queste naturalmente il più possibile coi principi divisionisti che son quelli ch’io intendo far trionfare in Francia contrapponendoli agli impressionisti”[7] in quanto “in Francia bisogna stare in dimensioni massime del 75×55”[8]. Anche l’ispezione del retro non riporta nessuna indicazione o etichetta riconducibile alla mostra in questione. Come molte marine divisioniste eseguite prima della guerra, il quadro potrebbe essere stato originariamente destinato a Alberto Grubicy per la vendita, e alla morte del gallerista, nel 1922, ereditato con altri dall’Opera Nazionale Combattenti dove viene rintracciato e ricomprato dall’autore stesso, che desiderava riappropriarsi di alcuni lavori significativi. Ancora in vita l’artista, è invece documentata la presenza della tela alla Galleria Blomquist di Oslo nel 1929 insieme a un centinaio di dipinti di soggetto eterogeneo. Coerente con i temi e le soluzioni pittoriche adottate da Minozzi nel primo decennio del Novecento, Giornata piovosa (Il Levante Bordighera) è assimilabile alle opere più note e riuscite della sua intera produzione, da Sinfonia del mare[9], monumentale marina del 1909 pure concepita a Bordighera e oggi conservata presso la Galleria Giannoni di Novara, a L’eterna sorgente[10], compiuta l’anno successivo a Cap Martin, in Costa Azzurra, e vincitrice della medaglia d’oro all’Esposizione d’Arte Moderna di Cremona del 1910.

Bibliografia di riferimento

Melani, Pittura italiana antica e moderna, Hoepli, Milano, 1923

Utstilling av italiensk kunst, catalogo della mostra (Oslo, Galleria Blomquist, 1929)

Catalogo della Galleria d’arte moderna Paolo e Adele Giannoni in Novara, De Agostini, Novara, 1930

A.M. Comanducci, I pittori italiani dell’Ottocento. Dizionario critico e documentario, Artisti d’Italia, Milano, 1934

Minozzi, Ricordando Filiberto Minozzi, in “Rivista mensile del Comune di Milano”, fasc.2, 1-2-1937

Mostra postuma di Filiberto Minozzi pittore vagabondo (1877-1936), catalogo della mostra (Milano, Galleria Duomo, 11-23 aprile 1942), Stem, Milano, 1942

Minozzi, Il pittore vagabondo, A. Corticelli, Milano, 1942

Mostra postuma di Filiberto Minozzi “Pittore vagabondo”, catalogo della mostra (Milano, Galleria d’Arte Mediolanum, 17 dicembre 1946 – 1 gennaio 1947), Milano, 1946

Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

Maiolino, a cura di, Pittori di ieri a Bordighera, catalogo della mostra (Bordighera, Palazzo del parco, 3 aprile-2 maggio 1971), Castagnoli, Bordighera, 1970

P. Quinsac, La peinture divisionniste italienne. Origines et premiers développements 1880-1895, Klincksieck, Paris, 1972

Pittura e scultura del ventesimo secolo, Galleria nazionale d’arte moderna, De Luca, Roma, 1981

Divisionismo italiano, catalogo della mostra (Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile–15 luglio 1990), Electa, 1990

Lagorio, La pittura nell’estremo Ponente ligure dall’Ottocento al primo Novecento, Dell’Orso, Alessandria, 1992

La Galleria d’arte moderna Paolo e Adele Giannoni. Catalogo generale, Comune, Assessorato per la cultura, musei e giovani, Novara, 1993

Platinetti, Filiberto Minozzi 1877-1936, tesi di laurea, rel. M. Di Giovanni, Università degli Studi, Pavia, 1996-97

Ginex, S. Rebora, a cura di, Scoperta del mare. Pittori lombardi in Liguria tra ‘800 e ‘900, catalogo della mostra (Genova, Palazzo Ducale, 9 luglio-24 ottobre 1999), Mazzotta, Milano, 1999

Platinetti, Filiberto Minozzi: le Mariniste. Percorso divisionista da Bordighera a Cap Martin, in

Rivista Ingauna e Intemelia. Bollettino della Deputazione di storia patria per la Liguria. Sezione Ingauna”, a 54-55, 1999-2000

Sanchez, Dictionnaire du Salon d’Automne. Répertoire des exposants et liste des oeuvres présentées 1903-1945, L’Echelle de Jacob, Dijon, 2006

Scotti Tosini, a cura di, Il colore dei divisionisti: tecnica e teoria, analisi e prospettive di ricerca: atti del Convegno internazionale di studio, Tortona e Volpedo, 30 settembre-1 ottobre 2005, Edizioni Fondazione Cassa di risparmio di Tortona, Associazione Pellizza da Volpedo, Tortona, 2007

Dioli, a cura di, Urla e biancheggia il mar…nella pittura ligure tra ‘800 e ‘900, catalogo della mostra (Complesso monumentale di San Fruttuoso di Camogli, 22 marzo-30 settembre), Tipolitografia MeCa, Recco, 2008

Note

[1] Lettera di A.Grubicy a F.Minozzi, 8 giugno1903 da Berlino.

[2] Cit. di F. Minozzi in L. Minozzi, Il pittore vagabondo, A. Corticelli, Milano, 1942, p.72.

[3] L. Minozzi, op.cit., 1942, p.86.

[4] Cit. F. Minozzi in L. Minozzi, op.cit., 1942, p. 104.

[5] P. Sanchez, Dictionnaire du Salon d’Automne. Répertoire des exposants et liste des oeuvres présentées 1903-1945, L’Echelle de Jacob, Dijon, 2006, vol.III, p.990.

[6] Cfr. E. Platinetti, Filiberto Minozzi 1877-1936, tesi di laurea, rel. M. Di Giovanni, Università degli Studi, Pavia, 1996-97, pp.27,60 e catalogo opere.

[7] Lettera di A.Grubicy a F.Minozzi, 28 febbraio 1908 da Milano.

[8] Lettera di A. Grubicy a F.Minozzi, 13 marzo 1908 da Milano.

[9]  F. Minozzi, Sinfonia del mare, 1909, olio su tela, 128×250 cm.

[10] F. Minozzi, L’eterna sorgente (Cap Martin), 1910, olio su tela, 110×148 cm.