Il golfo di Genova o Marina ligure - Nomellini

PLINIO NOMELLINI

(Livorno, 1866 – Firenze, 1943)

Il golfo di Genova o Marina ligure, 1891

Olio su tela, 59×96,5 cm

Firmato e datato al centro a sinistra: P.Nomellini 91

Provenienza

Alceste Nomellini, Firenze; Eredi Nomellini, Firenze; Cortina d’Ampezzo, Le Muse Galleria d’Arte, 1-29 agosto 1999; collezione privata, Pisa; Società di Belle Arti, Viareggio; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Illustrierter Katalog der Münchener Jahres-Ausstellung von Kunstwerken aller Nationen, Monaco, Glaspalast, 1891 (p. 76, n. 1113, sala 3) (An der ligurischen Kuste);

Anno sociale XLVI. Catalogo delle opere ammesse alla Esposizione annuale della Società delle Belle Arti in Firenze, Firenze, Società di Belle Arti, 1891-1892 (p. 27, n. 324, sala 6) (La cicala);

Prima Biennale Romana. Esposizione Nazionale di Belle Arti nel cinquantenario della capitale Roma, Roma Palazzo dell’Esposizione, 30 marzo-30 giugno 1921 (p. 198, n. 7, sala 45) (La cicala);

Mostra di Plinio Nomellini, Livorno Villa Fabbricotti, 30 luglio-21 agosto 1966;

Firenze, Palazzo Strozzi, 1-15 settembre 1966 (n. 11, ripr.);

Mostra di P. Nomellini, Firenze, Galleria d’Arte Spinetti, aprile 1968 (n. 1);

Mostra del Divisionismo Italiano, Milano, Palazzo della Permanente, marzo-aprile 1970 (pp. 152-153, n. 153, ripr.);

Plinio Nomellini, Milano, Palazzo della Permanente, 7 febbraio-10 marzo 1985;

Genova Palazzo dell’Accademia, 29 marzo-30 aprile 1985 (p. 43, n. 22, ripr. pp. 198-199, n. 22);

Prima dell’avanguardia da Fattori a Modigliani, Aosta, Tour Fromage 14 dicembre 1985-26 gennaio 1986;

Tolosa Musée des Augustins, 7 febbraio-31 marzo 1986 (p. 145, n. 87, ripr.);

Divisionismo italiano, Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile-15 luglio 1990 (pp. 205, 214-215, n. 66, ripr.);

I Postmacchiaioli, Roma, Fondazione Memmo-Palazzo Ruspoli, 3 dicembre 1993-28 febbraio 1994 (p. 48, n. 18, ripr.);

I Postmacchiaioli, Livorno, Villa Mimbelli, 7 luglio-4 settembre 1994 (p. 47, n. 16, ripr.);

Il Divisionismo toscano, Livorno, Villa Mimbelli, 28 luglio-31 ottobre 1995 (p. 58, n. 5, ripr.);

Plinio Nomellini. I colori del sogno, Livorno, Museo Civico “Giovanni Fattori”, 9 luglio-13 settembre 1998 (n. 16, ripr.);

Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, 26 settembre-31 ottobre 1998 (p. 15, n. 16, ripr.);

La pittura italiana dell’Ottocento nelle collezioni private italiane. I Postmacchiaioli, Modena, Quartiere Fieristico, 16-24 febbraio 2002 (pp. 28-29, ripr.);

In Toscana all’alba del XX secolo. Una collezione privata, Viareggio, Centro Matteucci per l’Arte Moderna, 7 aprile-3 giugno 2012 (pp. 34-35, ripr.);

Plinio Nomellini. Dal Divisionismo al Simbolismo verso la libertà del colore, N. Marchioni, a cura di, catalogo mostra, Palazzo Mediceo, Seravezza, 14 luglio-5 novembre 2017, Firenze, Maschietto 2017, (n. 25, p. 108, ripr.).

Bibliografia

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R. Monti, I pittori di Puccini, in S. Puccini, a cura di, Puccini e i pittori, catalogo della mostra (Milano, Museo Teatrale alla Scala, 23 ottobre-18 dicembre 1982), Milano 1982, p.18;

G. Bruno, Giuseppe Cominetti, Genova 1983, p. 8;

R. Monti, Artisti toscani tra fine Ottocento e primo Novecento, catalogo della mostra (Firenze, Galleria Menghelli 24 febbraio 1984), Firenze 1984, p.n.n.;

G. Bruno, Plinio Nomellini, in “La Casana”, anno XXVII, n. 2, aprile-giugno 1985, p. 13, ripr.;

G. Bruno, Aggiunte a Nomellini, in “Quaderni del Museo Accademia Ligustica di Belle Arti”, maggio 1985, n. 5, p. 4;

R. Monti, Le mutazioni della “macchia”, Roma 1985, p. 154, n. 152, ripr.;

A. Scotti, Genova 1892: l’incontro “divisionista” di Plinio Nomellini e Giuseppe Pellizza, in “Quaderni del Museo Accademia Ligustica di Belle Arti”, maggio 1985, n. 5, p. 8, ripr.;

Plinio Nomellini, in La nuova enciclopedia dell’arte Garzanti, Milano 1986, p. 606, ripr.;

G. Bruno, La pittura fra Ottocento e Novecento, in La pittura a Genova e in Liguria dal Seicento al primo Novecento, Genova 1987, 2° edizione, vol. II, p. 451, tav. 402, p. 453;

A.P .Quinsac, Het Italiaanse Divisionisme, in G. Piantoni, F. Leeman, a cura di, Ottocento/Novecento. Italiaanse kunst 1870-1919, catalogo della mostra (Amsterdam, Rijksmuseum Vincent van Gogh, 1988), p. 170;

G. Bruno, Nomellini in Versilia: 1900-1919, in G. Bruno, E.B. Nomellini, U. Sereni, a cura di, Plinio Nomellini. La Versilia, catalogo della mostra (Seravezza, Palazzo Mediceo, 15 luglio-24 settembre 1989), Firenze 1989, p. 11;

G. Bruno, Rubaldo Merello, in G. Bruno, a cura di, Mostra di Rubaldo Merello, catalogo della mostra (Genova, Accademia Ligustica, 19 ottobre-30 novembre 1990;

Milano, Palazzo della Permanente, 14 dicembre 1990-20 gennaio 1991), Genova 1990, p. 17 (datato erroneamente 1892);

F. Dini, Lettere inedite, in P. Dini, A. Tabanelli, L’arte di Angelo Torchi 1856-1915, Trento 1990, p. 28;

F. Sborgi, La pittura dell’Ottocento in Liguria, in La pittura in Italia. L’Ottocento, Milano 1990, p. 22;

F. Sborgi, La pittura dell’Ottocento in Liguria, in La pittura in Italia. L’Ottocento, Milano 1991, vol. I, p. 39;

E. Spalletti, La pittura dell’Ottocento in Toscana, in La pittura in Italia. L’Ottocento, Milano 1991, vol. I, p. 357;

G. Matteucci, R. Monti, I Postmacchiaioli, Roma 1991, pp. 38, 39, 54, 59, 60, fig. 46;

G. Bruno, La pittura del primo Novecento in Liguria (1900-1945), in La pittura in Italia. Il Novecento, Milano 1992, vol. I, pp. 25, 33 (con datazione errata 1892);

R. Monti, R. Tassi, F. Tassi, a cura di, Mario Puccini, Firenze 1992, p. 44, ripr.;

G. Bruno, Plinio Nomellini, Genova 1995, p. 70, n. 22, ripr., pp. 205-206, n. 22;

E.B. Nomellini, Plinio Nomellini “Sempre questo amore …”, in “Cahiers d’Art”, XV, luglio-agosto 1996, p. 48;

E.B. Nomellini, a cura di, Plinio Nomellini. I colori del sogno, Livorno, Museo Civico “Giovanni Fattori”, 9 luglio-13 settembre 1998, Allemandi & C., Torino 1998, n. 16, ripr.;

R. Monti, I Postmacchiaioli, in Pittori e pittura dell’Ottocento italiano, Novara 1997-1999, vol. III, p. 217, ripr.;

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E.B. Nomellini, Plinio Nomellini. Il colore, la natura, il mito, Firenze 2008, pp.13-14, ripr.;

S. Balloni, A. Guarnaschelli, E.B. Nomellini, Nomellini a Genova. Ricerca pittorica e passione politica: dagli ulivi e gli scogli di Albaro al carcere di Sant’Andrea, Tortona 2014, pag. 24, ripr.;

N. Marchioni, E. Palminteri Matteucci, a cura di, Mario Puccini. La passione del colore da Fattori al Novecento, catalogo mostra, Palazzo Mediceo, Seravezza, 11 luglio-2 novembre 2015, Firenze, Maschietto Editore, 2015, p. 21, ripr. n. 7;

F. Caroli, a cura di, il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Electa, Milano 2015, pp. 64-67, ripr., n. 19, p. 210-211, ripr.;

N. Marchioni, a cura di, Plinio Nomellini. Dal Divisionismo al Simbolismo verso la libertà del colore, catalogo mostra, Palazzo Mediceo, Seravezza, 14 luglio-5 novembre 2017, Firenze, Maschietto 2017, n. 25, p. 108, ripr.;

M. Fochessati e G. Franzone, a cura di, Rubaldo Merello. Tra divisionismo e simbolismo. Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza,  catalogo mostra, Genova, Palazzo Ducale, 6 ottobre 2017-4 febbraio 2018, Genova, Sagep 2017, p. 27, 34, cit.

Note critiche

Reduce dal buon successo di critica dell’ammirato Il fienaiolo,del 1888, esposto a Firenze nello stesso anno e a Parigi in quello successivo, Plinio Nomellini, che già aveva manifestato una genuina autonomia rispetto al gruppo macchiaiolo, è protagonista con Alfredo Müller e altri, di una vera e propria scissione dalla scuola d’origine, che si consuma alla Promotrice fiorentina del 1891 con la presentazione di dipinti indirizzati a soluzioni impressioniste e divisioniste. La reazione di Fattori, di cui il livornese è fra gli allievi prediletti, non si fa attendere e il suo disappunto è palese, tanto da additare gli audaci giovani come “servi umilissimi di Pisarò (sic) Manet, ecc. e in ultimo del Sig. Müller”[1],sarcastiche parole destinate a segnare lo scarto incolmabile fra due generazioni artistiche ormai lontane. Alfredo Müller, nato nei pressi di Livorno da genitori di origine svizzera, aveva alternato soggiorni in Italia e in Francia, fino a stabilirsi definitivamente a Parigi nel 1895; i suoi stretti contatti con gli impressionisti e neoimpressionisti avevano favorito una totale quanto personale assimilazione della nuova tecnica, tanto che il pittore era considerato fondamentale riferimento per i nuovi talenti ansiosi di conoscere le novità d’oltralpe. Se anche dunque Nomellini non si fosse recato a Parigi prima del 1890, ipotesi che non trova riscontro in alcuna fonte, non è difficile rintracciare gli esempi su cui avrebbe maturato le sue riflessioni, considerando anche che nella collezione di Diego Martelli vi erano alcune opere di Pisarro. Alla menzionata mostra di Firenze del 1891 Müller, che già aveva dipinto I Bagni Pancaldi a Livorno (1890) dove l’acqua, assoluta protagonista, si frange in pennellate corpose che accolgono ogni vibrazione luminosa, espone Interno chiaro e Sole di mattina, di netta derivazione impressionista, mentre Nomellini propone Il golfo di Genova o Marina Ligure, tappa nodale della sua ricerca, ariosissimo paesaggio ricordato come il suo“primo quadro divisionista – e di sicuro puntinismo – che si conservi”[2]. La tela, organizzata attraverso una sequenza piuttosto ordinata di piani orizzontali memore di Signorini, riproduce l’assolata veduta di un belvedere sul mare, identificato da Guarnaschelli[3] con la terrazza della torre San Nazaro di Genova, oggi non più esistente, edificio in cui Nomellini doveva aver affittato uno studio una volta arrivato in città, laboratorio che era diventato il punto di ritrovo e di confronto degli amici artisti della zona. Perno della composizione è una giovane con la chitarra appoggiata al parapetto oltre cui si apre il vasto panorama costiero, una presenza femminile che già parla il linguaggio delle sognanti figurette della produzione lirica e simbolica posteriore al 1910. Il muretto in pieno sole, luccicante di gialli e azzurri, si staglia, in esuberante gioco di complementari, fra un primo piano acceso da una fitta punteggiatura che alterna blu, viola e ocre,e uno sfondo più compatto e materico,in cui la corposa striscia di cobalto del mare incontra la costa trascolorante nel cielo animato da folte pennellate.

Un divisionismo intuitivo, quello di Nomellini,una visione en plein air vitale ed emozionata trasferita sulla tela bianca con tratto istintivo e veloce, a creare un’abbacinante luminosità di straordinaria accensione cromatica dagli esiti espressivi. Seppur lontano, come tutti i divisionisti toscani di cui sarà mentore, dall’ortodossia delle regole dei testi francesi compulsati da Pellizza e compagni, innegabile appare comunque nel livornese, autore negli stessi anni Novanta di altri lavori direttamente riconducibile alla tecnica a divisione, la specifica influenza dei capostipiti del Pointillisme.

Bibliografia di riferimento

T.Fiori, F.Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

Bruno, a cura di, Plinio Nomellini, Stringa, Genova, 1985

Divisionismo italiano, Electa, Milano, 1990

Monti, a cura di, Il Divisionismo toscano, De Luca, Roma, 1995

B. Nomellini, a cura di, Plinio Nomellini: i colori del sogno, Allemandi, Torino, 1998

Scotti Tosini, a cura di, Il colore dei divisionisti: tecnica e teoria, analisi e prospettive di ricerca: atti del Convegno internazionale di studio, Tortona e Volpedo, 30 settembre-1 ottobre 2005, Edizioni Fondazione Cassa di risparmio di Tortona, Associazione Pellizza da Volpedo, Tortona, 2007

Cagianelli, D. Matteoni, a cura di, Il divisionismo: la luce del moderno, catalogo della mostra (Rovigo 2012), Silvana, Cinisello Balsamo, 2012

Note

[1]Lettera di G. Fattori a P.Nomellini, 1891, in T.Fiori, F.Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969, vol.I, pag. 165

[2]T.Fiori, F.Bellonzi, 1969, op. cit.,vol.I, pag.413

[3]Cfr. A.Guarnaschelli, La torre-studio di Nomellini, in S. Balloni, A. Guarnaschelli, E. B. Nomellini, Nomellini a Genova. Ricerca pittorica e passione politica: dagli ulivi e gli scogli di Albaro al carcere di Sant’Andrea, Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, 2014, pp. 11-30