La melanconia del sole - Cesare Maggi

CESARE MAGGI

(Roma, 1881 – Torino, 1961)

La melanconia del sole, 1906

Olio su tela, 138 x 159 cm

Firmato e datato in basso a sinistra: C. MAGGI 1906

Sul retro del telaio in alto numero stampato: N°1595

Sul retro del telaio in alto etichetta dattiloscritta Galleria Alberto Grubicy con scritta a penna: Maggi Cesare/La Malinconia del Sole/Olio 160×140

Provenienza

Galleria Alberto Grubicy, Milano; Finarte, Milano (1988); collezione privata; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Mostra Nazionale di Belle Arti, Milano, aprile – novembre 1906, sala XXXVI n. 28;

Salon des peintres divisionnistes italiens, Parigi, Serre de l’Alma, 1°settembre – 15 ottobre 1907, sala C. n. 93 (Mélancolie du soleil);

Salon pro-Musée Segantini à Saint-Moritz, dicembre 1908, n. 131 (Mélancolie du soleil);

Exposition Internationale Municipale des oeuvres des artistes vivants, Amsterdam, Musèe Munipal, 13 aprile-luglio 1912, n. 557;

Dipinti del XIX secolo. Asta 649. Seconda sessione, Milano, Finarte Casa d’Aste, 27 maggio-1° giugno 1988, n. 359;

Divisionismo italiano, Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile-15 luglio 1990, n. 87.

Bibliografia

Mostra Nazionale di Belle Arti. Esposizione di Milano 1906, catalogo della mostra (aprile – novembre 1906), Tip. Capriolo e Massimino, Milano, 1906, n. 28 p. 101;

A. Locatelli Milesi, Catalogue du Salon des peintres divisionnistes italiens organisé par la Galerie d’art A. Grubicy de Milan, catalogo della mostra (Parigi, Serre de l’Alma, 1° settembre – 15 ottobre 1907), Société Dante Alighieri (Comité de Paris), Paris, 1907, n. 93 p. 8;

Catalogue du Salon pro-Musée Segantini à Saint-Moritz. Organisé dans la Galerie d’Art italien A. Grubicy […] le 16 décembre 1908, Imp. Murace, Puteaux, 1908, n. 131 p. 11;

N. Oxilia, Cesare Maggi e la montagna, in “Natura e Arte”, anno XIX, n. 22, Vallardi, Milano, 1910, pp.653-658;

Exposition Internationale Municipale des oeuvres des artistes vivants, catalogo della mostra (Amsterdam, Musèe Munipal, 13 aprile – luglio 1912), n. 557 pp. 80-191;

Dipinti del XIX secolo. Asta 649. Seconda sessione. Milano, Finarte, 1° giugno 1988, catalogo della mostra (Milano, Finarte, 27 maggio – 1° giugno 1988), Finarte Casa d’Aste, Milano, 1988, n. 359 pp. 108-109 ripr.;

G.L. Marini, Cesare Maggi, Il Prisma, Cuneo, 1983, p. 34;

G.L. Marini, P. Dini, Il valore dei dipinti dell’Ottocento italiano. L’analisi critica, storica ed economica, Allemandi, Torino, 1989, p. 245 ripr.;

AA.VV., Divisionismo italiano, catalogo della mostra (Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile – 15 luglio 1990), Electa, Milano, 1990, n. 87 p. 267 ripr.;

G.L. Marini, a cura di, Cesare Maggi. Un divisionista in Valle d’Aosta, catalogo della mostra (Aosta, Centro Saint-Benin, 15 dicembre 1997 – 3 maggio 1998), G. Mondadori, Milano, 1997, pp. 16-61-66;

G. L. Marini, a cura di, Dizionario dei pittori piemontesi dell’Ottocento, AdArte, Torino, 2013, p.391.

Note critiche

Realizzato nel 1906, nel periodo in cui Cesare Maggi comincia a raccogliere i primi successi, La melanconia del sole rappresenta un passaggio nodale nel percorso dell’artista, avvicinatosi al Divisionismo intorno al 1899 dopo aver visitato la mostra postuma dedicata a Giovanni Segantini – appena scomparso – che lo aveva folgorato con la sua pittura di luce. In occasione della grande retrospettiva milanese, l’esordiente conosce Alberto Grubicy e gli artisti che gravitavano nell’orbita della sua galleria, firmandovi già nel 1900 un contratto di collaborazione e ottenendo nel 1902 una sala riservata nell’ambito della collettiva allestita dal mercante presso il Palazzo della Società di Belle Arti di Milano[1].

Lievemente centinato in alto, il dipinto inquadra la metà inferiore d’un albero stagliato contro il sole sullo sfondo di un paesaggio disabitato, guardando a soluzioni già largamente adottate da Giuseppe Pellizza a partire da Idillio. L’albero della vita[2], opera del 1896 conservata nel Museo del Divisionismo di Tortona, prodromo di Idillio primaverile[3] e di Girotondo[4] della Galleria d’Arte Moderna di Milano, quest’ultima portata a termine nel 1907 da Angelo Barabino dopo la morte del maestro. L’atmosfera della tela è altresì attinente al lirismo di Poema panteista[5] di Vittore Grubicy de Dragon, polittico eseguito fra il 1894 e il 1911 che si dipana in otto pannelli intrisi di suggestivi quanto mesti bagliori. Simmetrica, essenziale e rigorosa, a restituire l’immagine di una natura dormiente, la composizione è abilmente movimentata dalle spinte divergenti create dal ramo che si diparte dal fusto, incurvandosi a sinistra prima di slanciarsi verso il cielo, e dalla prospettiva del terreno arato sul proscenio che fugge invece a destra, accompagnando lo sguardo lontano, fra altri campi che si perdono nelle brume dell’orizzonte. Anche la struttura cromatica è d’ispirazione pellizziana nella resa dei raggi del sole invernale che si irradiano a guisa di aureola dal tronco flessuoso ma scarnificato, in stretta consonanza con il Il sole[6] del volpedese, compiuto nel 1904 ed esposto come il nostro alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Milano del 1906. Di tecnica sperimentale, che alterna zone a divisione e a impasto e si serve di velature sovrapposte per conseguire l’effetto luminoso desiderato, La melanconia del sole si colloca nel pieno della fase divisionista del Maggi, conclusasi, salvo sporadici ritorni, nel 1912 con la rescissione degli accordi con Grubicy.

La melanconia del sole ha una storia espositiva notevole. Dopo il debutto alla sopracitata Nazionale milanese del 1906, dove viene selezionata nella terna dei finalisti del Premio Principe Umberto insieme alle opere di Leonardo Bazzaro ed Emilio Longoni[7], la tela è acquistata dallo stesso Alberto Grubicy, che la ripropone in altri eventi prestigiosi. Nel 1907 è infatti inclusa nella prima celeberrima manifestazione divisionista internazionale, il Salon des peintre divisionnistes italiens alle Serres de L’Alma a Parigi – città in cui l’anno successivo verrà inaugurata una ulteriore sede della galleria Grubicy, ad affiancare quella milanese di Via Cairoli – che vede il Maggi imporsi all’attenzione della critica come “un trionfatore. In lui si scorge l’artista possente, giovane, che non teme, trionfa, combatte nella certezza dalla vittoria”[8]. Nel 1908 l’opera è ancora al Salon pro-Musée Segantini organizzato a Saint-Moritz e nel 1912 all’Exposition Internationale de Beaux-Arts di Amsterdam, per cui il Maggi, ormai all’apice della fama, non era riuscito suo malgrado a produrre lavori nuovi, completamente assorbito dalla preparazione della sua personale alla Biennale di Venezia dove figureranno ben diciotto tele inedite. Dato per distrutto nella seconda guerra mondiale[9], il dipinto riappare sul mercato nel 1988 ed entra in collezione privata, per essere esposto nel 1990 a Trento, Palazzo delle Albere, nell’ampia rassegna che delinea un esaustivo panorama del Divisionismo italiano, inserendo il Maggi fra i protagonisti di quella seconda generazione di pittori votati al metodo della scomposizione del colore fino ad allora non indagata né dagli Archivi del Divisionismo, pubblicati nel 1969, né dalla mostra tematica del 1970 alla Permanente di Milano.

Bibliografia di riferimento

Esposizioni collettive di G. Previati, E. Gola, L. Conconi, A. Tominetti, C. Fornara, F. Minozzi, C. Maggi, C. Ravasco (scultore), Gottardo e Mario Segantini nel Palazzo della Società di Belle Arti in Milano, dicembre 1902 – gennaio 1903, Galleria d’Arte Moderna di Alberto Grubicy, 1902.

Mostra Nazionale di Belle Arti. Esposizione di Milano 1906, catalogo della mostra (aprile – novembre 1906), Tip. Capriolo e Massimino, Milano, 1906

Locatelli Milesi, Catalogue du Salon des peintres divisionnistes italiens organisé par la Galerie d’Art A. Grubicy de Milan, catalogo della mostra (Parigi, Serre de l’Alma, 1° settembre – 15 ottobre 1907), Société Dante Alighieri (Comité de Paris), Paris, 1907

Rossi-Sacchetti, I pittori divisionisti italiani a Parigi, Società Dante Alighieri (Comitato di Parigi), Stab. Tip. Italiano Murace, Puteaux, 1907

Catalogue du Salon pro-Musée Segantini à Saint-Moritz. Organisé dans la Galerie d’art italien A. Grubicy […] le 16 décembre 1908, Imp. Murace, Puteaux, 1908

“Natura e Arte”, anno XIX, n.22, F.Vallardi, Milano, 1910

Exposition Internationale Municipale des oeuvres des artistes vivants, catalogo della mostra (Amsterdam, Musèe Munipal 13 aprile – luglio 1912)

G.L. Marini, Cesare Maggi, Il Prisma, Cuneo, 1983

Dipinti del XIX secolo. Asta 649. Seconda sessione. Milano, Finarte, 1° giugno 1988, catalogo della mostra (Milano, Finarte, 27 maggio – 1° giugno 1988), Finarte Casa d’Aste, Milano, 1988

G.L. Marini, P. Dini, Il valore dei dipinti dell’Ottocento italiano. L’analisi critica, storica ed economica, U. Allemandi, Torino, 1989

Divisionismo italiano, catalogo della mostra (Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile – 15 luglio 1990), Electa, Milano, 1990

G.L. Marini, a cura di, Cesare Maggi. Un divisionista in Valle d’Aosta, catalogo della mostra (Aosta, Centro Saint-Benin, 15 dicembre 1997 – 3 maggio 1998), G. Mondadori, Milano, 1997

L. Marini, a cura di, Dizionario dei pittori piemontesi dell’Ottocento, AdArte, Torkino, 2013

Note

[1] Esposizioni collettive di G. Previati, E. Gola, L. Conconi, A. Tominetti, C. Fornara, F. Minozzi, C. Maggi, C. Ravasco (scultore), Gottardo e Mario Segantini nel Palazzo della Società di Belle Arti in Milano, dicembre 1902 – gennaio 1903, Galleria d’Arte Moderna di Alberto Grubicy, Milano, 1902.

[2] Giuseppe Pellizza da Volpedo, Idillio. L’albero della vita, 1896, olio su tela applicata su tavola, diametro 27,5 cm.

[3] Giuseppe Pellizza da Volpedo, Idillio primaverile, 1896-1901, olio su tela, Ø 99,5 cm.

[4] Giuseppe Pellizza da Volpedo, Idillio campestre nei prati della pieve a Volpedo o Il girotondo, olio su tela, 1906-1907 circa, Ø 100 cm.

[5] Vittore Grubicy de Dragon, Poema panteista, 1894-1911, olio su tela.

[6] Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il sole, 1904, olio su tela 155 x 155 cm.

[7] Con l’opera Ghiacciaio Emilio Longoni si aggiudica il premio, rifiutandolo in atto di protesta contro l’istituzione accademica. Vince quindi Leonardo Bazzaro con Dopo il naufragio.

[8] In “L’Italie”, 3 – 6 ottobre 1907, in V. Rossi-Sacchetti, I pittori divisionisti italiani a Parigi, Società Dante Alighieri (Comitato di Parigi), Stab. Tip. Italiano Murace, Puteaux, 1907, p.11.

[9] G.L. Marini, Cesare Maggi, Il Prisma, Cuneo, 1983, p.311.