Incensum Domino! - Morbelli

ANGELO MORBELLI

(Alessandria, 1853 – Milano, 1919)

Incensum Domino!, 1892

Olio su tela 80, 3×119,9 cm

Firmato e datato in basso a sinistra: Morbelli 1892

Provenienza

Società Promotrice di Belle Arti, Torino; Conte Galateri di Genola (1896); Vitaliano Passardi (1918); collezione privata, Milano; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Nel 50° anno di fondazione Esposizione straordinaria nazionale. Internazionale di acquerelli sotto l’alto patronato di S.A.R. il principe di Napoli. Catalogo ufficiale, Milano, Palazzo della Permanente, 1893 (p. 21, n. 215, sala C) (Credenti);

Società Promotrice di Belle Arti in Genova. Anno XLIV. Catalogo degli oggetti d’arte. 41° Esposizione, Genova Palazzo Bianco, 1893 (p. 9, n. 9, sala I);

Catalogo de la Segunda Exposición General de Bellas Artes, Barcellona, 1894 (p. 160 n. 679);

66° Esposizione della Società degli Amatori e Cultori delle Belle Arti, Roma, Società Amatori e Cultori delle Belle Arti, 1895-1896 (n. 383);

Società Promotrice delle Belle Arti. Esposizione LV. Prima Triennale. Catalogo anno 1896, Torino, Parco del Valentino, 1896 (p. 25, n. 210, sala VI);

La pittura lombarda nel secolo XIX, Milano, Palazzo della Permanente, 1900 (p. 95, n. 277) (Interno della Chiesa di San Celso in Milano);

VIII Internationale Kunstausstellung im Königlichen Glaspalast. Illustrirter Katalog, Monaco, Königlichen Glaspalast, 1901 (p. 107, n. 1207, sala 64);

Katalog Grosse Berliner Kunstausstellung 1902, Berlino, 3 maggio-28 settembre 1902 (p. 60 n. 886);

Angelo Morbelli, Milano, Famiglia Artistica, 1920 (p. 14, n. 31, sala III);

Percorso pittorico nell’Italia dell’Ottocento, Art Studio Pedrazzini, Milano 21 aprile-12 maggio 2012 (s.p., ripr.);

L’Ottocento tra poesia rurale e realtà urbana. Un mondo in trasformazione, Pinacoteca cantonale Giovanni Zust di Rancate, Mendrisio, 13 ottobre 2013 – 12 gennaio 2014 (pp. 166-169, n. 56, ripr.).

Bibliografia

s.a., L’esposizione straordinaria alla Permanente, in “La Perseveranza”, 23 aprile 1893;

Giulio M. L’esposizione straordinaria, in “Lega Lombarda”, 25-26 aprile 1893;

Adamastor, All’Esposizione Permanente, in “La Sera”, 27 aprile 1893;

G. Beltrami, L’esposizioni di Belle Arti alla “ Permanente” di Milano, in “Corriere della Sera”, 14-15 maggio 1893;

E. Nanzio, L’esposizioni di Belle Arti alla “ Permanente” di Milano III, in “L’Italia del Popolo”, 29 maggio 1893;

A. Bersellini, Pennelli e scalpelli, in “Il Mondo Artistico”, n.27, 13 giugno1893, pp.1-2;

L. Chirtani, Dall’Esposizione della Permanente in Milano, in “Natura ed Arte”, fasc.16, 15 luglio 1893, p.319 (Credenti);

E. Lacchini, Al Palazzo delle Belle Arti- I “complementaristi”, in “Fanfulla della Domenica”, 13 ottobre 1895, p. 2;

G. Stiavelli, Esposizione di Belle Arti a Roma, in “Rivista Popolare”, III, 10 ottobre 1895, p. 595;

U. Fleres, L’esposizione, in “La Critica”, n. 36, 20 ottobre 1895, p. 852;

L. Pirandello, Esposizione di Belle Arti in Roma “1895-96”, VI. Pittura, in “Il Giornale di Sicilia”, 14-15 novembre 1895;

Un simbolista (Marco Lessona), La questione sociale e la pittura simbolica alla TriennaleAppunti di un simbolista, in “La Triennale. Giornale artistico-letterario”, Torino 1896, p. 44, p. 61, ripr.;

E. Thovez, Vecchie e nuove tendenze alla Triennale di Torino, in “Corriere della Sera”, 18-19 maggio 1896;

G. Ferrari, L’arte alla “Triennale”Nella VI sala, in “Gazzetta Piemontese”, 5 giugno 1896;

Red. in “Gazzetta Piemontese”, 6 giugno 1896;

g. m. (Guido Martinelli), All’Esposizione di Torino, in “Emporium”, vol. VIII, n. 18, giugno 1896, p. 451;

A. Ferrero, L’Esposizione triennale di belle arti a Torino, in “L’Illustrazione Italiana”, II, n. 28, 12 luglio 1896, p. 23;

G.B., Turin Studio Talk, in “The Studio”, agosto 1896, vol. 8, p. 179;

C. Reynaudi, Esposizione Triennale di Belle Arti in Torino – La pittura, in “Natura ed Arte”, vol. II, n. 16, 1895-1896, p. 300;

U. Ojetti, La pittura lombarda nel secolo XIX, in “Corriere della Sera”, 29-30 maggio 1900;

A. De Carlo, Il divisionismo, in “Alba”, 19 luglio 1900;

A. Franchi, Esposizione dell’arte lombarda nel secolo XIX, in “Gazzetta del Popolo della Domenica”, n. 33, 19 agosto 1900, p. 263;

G.P. Lucini, La pittura lombarda del secolo XIX alla Permanente di Milano, in “Emporium”, vol. XII, n .68, agosto 1900, p. 103;

B. Cervelli, La pittura lombarda del secolo XIX, in “Natura ed Arte”, vol. II, fasc.16, 1899-1900, p. 332;

W. Ritter, L’VIII esposizione internazionale di Belle Arti a Monaco di Baviera, in “Emporium”, vol. XIV, n. 79, luglio 1901, p. 61;

F. Bellonzi, T. Fiori, Archivi del Divisionismo, Roma 1969, vol. II, p. 111, 1457, ripr., VI. 65 e VI. 66;

M. Poggialini Tominetti, Angelo Morbelli. Il primo Divisionismo nella sua opera e nelle lettere a Pellizza da Volpedo, Milano 1971, p. 64;

A. Scotti Tosini Luigi Pirandello, scritti di arte figurativa “1895-1897”, Milano 1987, pp. 86, 95-96;

S. Meriana, 1854-1919 Angelo Morbelli Incensum Domine, in “Cambi Auction Magazine”, anno II, n. 3, febbraio 2012, pp. 12-14;

F. Caroli, a cura di, il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Electa, Milano 2015, pp. 76-79, ripr., n. 24, p. 213, ripr.

Note critiche

Allievo a Brera di Giuseppe Bertini e Raffaele Casnedi, Angelo Morbelli assimila in ambito accademico anche la lezione di Luigi Bisi, mutuando dal maestro la predilezione per le esatte prospettive applicate a riprodurre fedeli vedute urbane e monumenti della Milano storica. Notevoli le esperienze del giovane Morbelli in questo senso: del 1872 è Galleria Vittorio Emanuele a Milano, del 1874 Interno del coro del Monastero Maggiore, e ancora del 1887 e del 1889 le due versioni di Stazione Centrale, mentre del 1892 è Interno della chiesa di San Celso, quest’ultima foriera di una serie di quadri, Incensum Domino!, del 1892, La sposa, del 1909, e Solatium Miseris, del 1914, tutti ambientati nella suggestiva cornice della stessa chiesa milanese di Santa Maria presso San Celso.

Incensum Domino!, di cui si perdono le tracce dopo l’ultima mostra documentata, nel 1920-21 presso la Famiglia Artistica a Milano, fino alla ricomparsa sul mercato intorno al 2010, viene spesso citato negli scritti del Morbelli e nella sua corrispondenza, giudicato dallo stesso alessandrino passaggio nodale di un iter pittorico volto già a quelle date nella direzione della nuova tecnica divisionista, valutata nella sua dimensione storica e di fenomeno contemporaneo, studiata sui moderni trattati, sperimentata autonomamente con rigore e audacia e così perorata dall’artista: “In quanto alla tanto derisa teoria dei puntini, da noi detta divisione del colore, essa fu praticata, per intuizione, dal Cremona, dal Ranzoni, un po’ più per scienza, dal Fontanesi […] Essa fu intuita, praticata dai sommi coloristi antichi, Tiziano, Murillo, Rembrandt”[1]. Esposto alla Permanente di Milano nel 1893 con il titolo Credenti, e qui premiato con una medaglia d’oro, è presente nello stesso anno alla Promotrice di Genova con l’odierna denominazione[2], per poi essere nuovamente proposto in svariate occasioni in Italia e all’estero; testimonianza del rilievo che l’autore attribuiva a questa tela sono le accorate e ripetute richieste di prestito che emergono dal carteggio con il Conte Galateri, primo proprietario del quadro, volte ad ottenere per le nuove importanti esposizioni internazionali di Monaco, nel 1901, e Berlino, nel 1902, un pezzo considerato cruciale per decifrare il suo ormai maturo percorso stilistico. Noto anche attraverso il bozzetto del 1892, conservato alla GAM di Torino, il dipinto definitivo si distanzia dalla corrività del piccolo studio preliminare, intenso ed abbagliante nella stesura ad ampie zone di materia-luce sommariamente definite, per un’indagine impeccabile sulla luminosità portata avanti con spirito scientifico eppure incapace di privare l’insieme dell’afflato mistico e della struggente sensazione di meditativo raccoglimento. L’atmosfera dell’intera composizione vive del mistero che emana dalle sagome dei devoti avvolti nella penombra, a suggerire un senso di intima e pacifica comunione con il divino. L’interno del santuario colto all’ora del tramonto è inondato dai bianchi raggi che irrompono dalle finestre – “come luci che debbano aver il massimo valore”[3] – a scaldare la piccola folla scura dei fedeli in controluce, chi genuflesso a terra, chi sugli inginocchiatoi, ognuno sperso e al contempo compreso nella maestosità di un vuoto che raccoglie il bagliore aranciato delle tende semiaperte per posarlo sulle alte pareti e sul mirabile pavimento, che sorprendentemente svela la bella trama decorativa. Prevalgono nell’opera le ragioni di un chiaroscuro di poderoso impatto visivo, ottenuto illuminando le “masse oscure” con la “velatura e il frazionamento”[4] del colore tramite giochi di contrasti e assonanze avvicendati fino a conseguire gli effetti desiderati.

Note

[1] Lettera di A. Morbelli a V. Colombo [circa aprile – maggio 1895], in T. Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969, vol. I,  pag. 124

[2] Cfr. scheda di Incensum Domino di G. Anzani in L’Ottocento tra poesia rurale e realtà urbana. Un mondo in trasformazione, catalogo della mostra (Pinacoteca cantonale Giovanni Zust di Rancate, Mendrisio, 13 ottobre 2013 – 12 gennaio 2014), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2013, pp. 166-168

[3] A. Morbelli, Osservazioni per “Incensum Domine” o “Solatium miseris…!”, [1914], in T. Fiori, F. Bellonzi, 1969, op. cit., vol. I, pag. 154

[4] A. Morbelli, La Via Crucis del Divisionismo, 1912, in T. Fiori, F. Bellonzi, 1969, op. cit., vol. I, pag. 143