La famiglia - Bistolfi

LEONARDO BISTOLFI

(Casale Monferrato, 1859 – La Loggia, 1933)

La famiglia, 1915 circa

Gesso, 62,5x56x27 cm

Siglato sul lato destro: LB

Provenienza

Giovan Battista e Costanza Serralunga, Biella; Arte italiana dell’Ottocento e Novecento XXXIII MMAM, Milano, Fiera, 18-26 novembre 1995 (n. 3) (Studio Paul Nicholls); collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Da Giotto a Morandi. Tesori d’arte di Fondazioni e Banche italiane, Perugia, Palazzo Baldeschi, 30 marzo-5 novembre 2017, V. Sgarbi, a cura di, (pp. 170-171, ripr., trad. inglese pp. 242-243, ripr.).

Bibliografia

Il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Tortona 2012, pp. 28, 181, fig. 13, n. 93, p. 169, ripr.;

F. Caroli, a cura di, il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Electa, Milano 2015, n. 79, p. 235, ripr.;

V. Sgarbi, a cura di, Da Giotto a Morandi. Tesori d’arte di Fondazioni e Banche italiane, catalogo mostra, Fabrizio Fabbri Ed., Perugia 2017, pp. 170-171, ripr., trad. inglese pp. 242-243, ripr.

Note critiche

Orientato fin dagli esordi ad una scultura pittorica assimilata nel corso della sua formazione milanese a contatto con l’ambiente scapigliato, Leonardo Bistolfi evolve negli anni il suo linguaggio espressivo in chiave simbolista, legando il suo nome alla ingente produzione funeraria che gli varrà l’appellativo, pur non gradito, di “Poeta della morte”[1] . Raggiunta la notorietà alla fine del secolo, e l’apice del successo entro il primo decennio del Novecento – complice l’importante mostra personale allestita alla Biennale di Venezia del 1905 –  intorno al 1915 nell’opera di Bistolfi emerge un carattere più spiccatamente monumentale che si nutre dell’esempio di Michelangelo, Auguste Rodin e Ivan Meštrović.

La famiglia è il bozzetto in gesso dell’omonimo marmo compiuto nel 1922 per la Cappella Serralunga, edificata nel 1908 su progetto dell’ingegnere Ferdinando Cocito nel bosco che sovrasta il pendio del cimitero di Oropa, nel biellese. L’edicola funeraria ospita un’altra statua marmorea dello stesso Bistolfi, La Resurrezione (1908), elegante e sinuosa fanciulla realizzata nel 1908 in onore di Eugenia Savinelli Serralunga, figlia prematuramente scomparsa dell’On. Giovanni Battista Serralunga. A quest’ultimo, industriale del cuoio, deputato al parlamento nazionale al collegio di Biella, consigliere comunale di Biella e consigliere provinciale di Novara deceduto nel 1915, è invece dedicato il gruppo La famiglia, composto da un uomo e una donna stanti, coesi in un’unica stretta al neonato che cullano fra le braccia. Contraddistinta da una plasticità potente capace di superare qualsiasi tentazione decorativa, la scultura è congruente con lo stile adottato dal Bistolfi intorno al secondo decennio del secolo; in particolare la bella figura muliebre, forte e delicata al contempo, è avvicinabile ad altre del medesimo periodo, da quella della Fede del Monumento a Giuseppe Zanardelli a Maderno sul Garda (1909), a quella della Morte del Monumento Abegg nel cimitero di Zurigo (1913) e dell’Amore del Monumento Hofmann nel cimitero di Torino (1921-1925).

Del bozzetto sono note tre ulteriori versioni, una analoga alla nostra, coerente con la struttura della stesura finale, le altre due corredate da un basso parapetto retrostante con fregio centrale. Si segnalano nei taccuini dell’artista alcuni studi e schizzi preparatori dell’opera.[2]

Note

[1] E. Rod, Un Poète de la Mort. Le Sculpteur Bistolfi in “Gazette de  Beaux Arts”, XXXI, 1904.

[2] S. Berresford, a cura di, Bistolfi: 1859-1933. Il percorso di uno scultore simbolista, catalogo della mostra (Casale Monferrato, Chiostro di S. Croce, Palazzo Langosco, 5 maggio-17 giugno 1984) Piemme, Casale Monferrato, 1984, p.244