maria maddalena ai piedi della croce - emilio longoni

EMILIO LONGONI

(Barlassina, 1859 – Milano, 1932)

Maria Maddalena ai piedi della croce, 1897

Pastello su cartone, 58×108,2 cm

Firmato in basso a destra: Emilio Longoni

Provenienza

Ignazio Grün, Locate Triulzi; collezione privata, Roma; Berardi Galleria d’Arte, Roma; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Terza Esposizione Triennale di Belle Arti, Milano, Società di Belle Arti ed Esposizione Permanente, 1897, sala F, n. 180 (Disegni per un affresco);

Mostra commemorativa di Emilio Longoni, Milano, Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, 30 marzo – 22 aprile 1935, n. 70 (Maddalena ai piedi della Croce).

Bibliografia

Terza Esposizione Triennale di Belle Arti, catalogo ufficiale (Milano, Palazzo della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, 1897), Fratelli Treves Editori, Milano, 1897, n. 180 p. 22;

G. C., L’Esposizione Triennale di Belle Arti di Brera, in “L’Illustrazione Italiana”, a. XXIV, n. 17, 25 aprile 1897, p. 272;

L. Chirtani, Terza Esposizione Triennale della R.A. di Belle Arti di Milano, in “Natura e Arte”, Casa Editrice Vallardi, a.VII, fasc.XIII, giugno 1897, pp. 66, 68, p. 63 ripr. (incisione tratta dall’opera);

G. Carotti, Esposizione Triennale di Belle Arti dell’Accademia di Brera, in “Emporium”, Istituto Italiano d’Arti Grafiche Bergamo, vol. VI, n. 31, luglio 1897, p. 21;

F. Chiesa, Emilio Longoni, in “Avanti! della Domenica”, a. II (nuova serie), n. 33, 17 aprile 1904, p. 4;

G. Botta, Emilio Longoni, Rozza, Milano, 1935, n. 70 s.p.;

C. Carrà, Artisti moderni, Le Monnier, Firenze, 1943, p. 81; T. Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969, vol. II, VIII. 27 p. 131, n. 1629 p. 328 ripr.;

G. Ginex, Emilio Longoni. Catalogo ragionato, F. Motta, Milano, 1995, n. 215 p. 228 ripr., pp. 88-89 ripr., p. 397;

G. Ginex, Emilio Longoni. Opere scelte e inediti, F. Motta, Milano, 2002, n. 74 p. 111 ripr., pp. 10, 200, 222;

G. Ginex, a cura di, Emilio Longoni: 2 collezioni, catalogo della mostra (Milano, Galleria d’Arte Moderna, 22 ottobre 2009 – 31 gennaio 2010), Banca di Credito Cooperativo di Barlassina, Skira, Milano, Ginevra, 2009, pp. 38, 47, nota 44 p. 25.

Note critiche

Il pastello è uno dei cartoni finali per la Crocifissione realizzata nel 1897 da Emilio Longoni nella cappella Piatti del cimitero di Velate Vecchio di Varese, una costruzione in stile neoromanico progettata dall’architetto Ludovico Pogliaghi nel 1895 su commissione dell’ingegnere Eugenio Piatti, facoltoso imprenditore titolare di una fabbrica di vernici a Milano. Già in contatto con l’artista, che ne aveva ritratto i genitori[1] , il Piatti gli affida la decorazione della facciata della cappella di famiglia – dove resta visibile l’angelo sulla lunetta d’ingresso, mentre sono ormai illeggibili le teste nei cinque tondi intorno al rosone – e della parete dell’altare, su cui troneggia la Crocifissione, assegnando invece a Giovanni Sottocornola le due lunette degli absidi laterali, dipinte con Le Marie al Sepolcro e La Deposizione. Colpiscono nell’imponente affresco longoniano le splendide figure di Maria di Nazareth, Maria di Cleofa sua cugina, e Maria Maddalena, rappresentate ai piedi della croce secondo il racconto del Vangelo di Giovanni. Le tre donne sono eseguite con la tensione naturalistica che contraddistingue l’orientamento coevo del pittore – a quell’epoca ancora dedito a tematiche sociali prima della svolta paesaggistica di fine secolo – combinata con un’inedita carica ideale d’eco preraffaellita che le rende al contempo reali e trasfigurate, tragicamente umane e astrattamente spirituali. Se Maria madre di Gesù e Maria di Cleofa, compostamente inginocchiate e chiuse negli austeri manti scuri che celano il corpo, sono caratterizzate dalla mimica dolente dei visi, di intensissima verità psicologica, Maria Maddalena, abbandonata a terra nella sobria veste chiara, con la lunga chioma d’oro disfatta, nasconde il volto quasi per intero, lasciando che sia la drammatica posa a parlare del suo strazio. La soluzione appare simile a quella adottata da Longoni in Sola![2] , del 1900, in cui una giovane dall’abito nero ingentilito dal primo piano di gigli bianchi è prostrata su un tavolo a mostrare unicamente le mani, serrate da una sofferenza silenziosa e inconsolabile. Tra i numerosi studi preparatori per la Crocifissione spiccano i tre pastelli[3] per le singole Marie esposti alla Terza Triennale di Brera del 1897, che riscuotono grande successo di critica e pubblico raccogliendo lusinghiere recensioni pronte a  riconoscere nelle carte “tre vere opere d’arte, nelle quali non so se sia da ammirar maggiormente la profondità dell’espressione per l’afflizione o la serietà di un’arte veramente forte, severa.”[4] , e a lodare “l’appassionata Maddalena buttatasi a terra; l’altra Maria che congiunte le mani e col corpo proteso innanzi, […] la terza Maria, vinta, sopraffatta, […] rapita nell’estasi del sacrificio divino”[5] . Lo stesso Longoni menziona le opere nelle concise note biografiche, rimarcando il valore personale della sua ricerca anche in ambito religioso e rivendicando un’autonomia interpretativa non sottomessa a vincoli iconografici di sorta: “Ho in commissione una crocifissione per una Cappella mortuaria. Piacciono “le Marie”. Pare però che io non sia riuscito a trasfondere in loro una idealità mistica, poiché ai Sacerdoti non piacciono. Il loro dolore è troppo umano. (Lezioni di Arte liturgica datemi da un Sacerdote, che io trovo giuste, ma non corrispondono al mio sentimento)”.

Nelle pagine di “Natura e Arte” Luigi Chirtani commenta la manifestazione braidense soffermandosi sui pastelli longoniani, ed in particolare sul nostro, offrendone una memorabile descrizione accompagnata da un pregevole rifacimento ad incisione: “Per la Maddalena il Longoni ha rinunciato al fascino della bellezza, ai lenocini delle carni, all’effetto teatrale della vistosa bionda tradizionale messa a far tableau piangente ai pie’ della Croce, ed a tutte le seduzioni del disegno e del colore inerenti a questi mezzi rappresentativi. Egli la raffigura distesa, supina in terra, ridotta dal contorcimento dell’affanno ad una massa confusa vista in iscorcio, colla capigliatura nera arruffata e scarmigliata dagli strappi della disperazione. Della bella penitente non si scorge che un angolo della fronte, una mano e le estremità di un piede.”[6] Fra i più alti raggiungimenti della produzione in campo grafico dell’artista, il pastello per Maria Maddalena ai piedi della croce differisce dalla trasposizione ad affresco per il diffuso impiego di un filamento divisionista, di matrice previatesca, che informa l’etereo sfondo d’erba e di cielo. Movimentato dal delicato tratteggio variopinto ad andamento orizzontale, il sintetico scenario conferisce levità alla solida figura, ancorata alla verticale della croce accennata a sinistra, risolta da un robusto disegno e da stesure omogenee di pigmento. Longoni conferma l’attitudine ad una scomposizione cromatica non scientifica quanto istintiva, convenientemente adattata al soggetto per creare un’impressione d’insieme emotivamente coinvolgente.

Nel catalogo ragionato dell’artista, redatto nel 1995, Giovanna Ginex segnala altri due studi per la Maddalena, l’uno un abbozzo al vero a carbone e gessi colorati[7] in cui i miseri indumenti della modella esasperano l’ispirazione popolaresca, mitigata nelle versioni successive, e un secondo pastello[8] , disperso e noto solo attraverso fotografie. Dai riscontri effettuati sulle immagini, quest’ultimo sembra in realtà coincidere con la sopracitata incisione, di autore sconosciuto, pubblicata nell’articolo del Chirtani.

Bibliografia di riferimento 

Terza Esposizione Triennale di Belle Arti, catalogo ufficiale (Milano, Palazzo della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, 1897), Fratelli Treves Editori, Milano, 1897

G. C., L’Esposizione Triennale di Belle Arti di Brera, in “L’Illustrazione Italiana”, a.XXIV, n.17, 25 aprile 1897

L. Chirtani, Terza Esposizione Triennale della R.A. di Belle Arti di Milano, in “Natura e Arte”, Casa Editrice Vallardi, a.VII, fasc.XIII, giugno 1897

G. Carotti, Esposizione Triennale di Belle Arti dell’Accademia di Brera, in “Emporium”, Istituto Italiano d’Arti Grafiche Bergamo, vol.VI, n.31, luglio 1897

F. Chiesa, Emilio Longoni, in “Avanti! della Domenica”, a.II (nuova serie), n.33, 17 aprile 1904

G. Botta, Emilio Longoni, Rozza, Milano, 1935

C. Carrà, Artisti moderni, Le Monnier, Firenze, 1943

T. Fiori, F.Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

G. Ginex, Emilio Longoni. Catalogo ragionato, F. Motta, Milano, 1995

G. Ginex, Emilio Longoni. Opere scelte e inediti, F. Motta, Milano, 2002

G. Ginex, a cura di, Emilio Longoni: 2 collezioni, catalogo della mostra (Milano, Galleria d’Arte Moderna, 22 ottobre 2009 – 31 gennaio 2010), Banca di Credito Cooperativo di Barlassina, Skira, Milano, Ginevra, 2009

Note

[1] Emilio Longoni, Ritratto di Felicita Garbaglio Piatti, 1896-1898, olio su tela, collezione privata, 190×105 cm (cat.182); Emilio Longoni, Ritratto di Giuseppe Piatti, 1896-1898, olio su tela, 190×105 cm, collezione privata (cat.183).

[2] Emilio Longoni, Sola!, 1900, pastello su carta, 74,5×125 cm, Milano, Casa di Lavoro e Patronato per i Ciechi di guerra di Lombardia.

[3] Oltre a Maria Maddalena ai piedi della Croce, alla Triennale braidense del 1897 Longoni presenta Maria di Nazareth (1897, pastello, ubicazione sconosciuta, cat.210) e Maria di Cleofa (1897, pastello su carta grigia foderata, 126×66 cm, Civiche Raccolte d’Arte di Milano, cat.212. L’opera è trafugata nel maggio del 1991 dal deposito esterno a cui era stata destinata, l’ufficio mortuario del Comune di Milano in via Larga numero 12). Ulteriore opera in mostra è Gli ultimi e i primi passi (1897, olio su tela, 195×155 cm, Firenze, collezione privata), dove Longoni sviluppa in chiave verista la tematica simbolista delle età dell’uomo.

[4] G. C., L’Esposizione Triennale di Belle Arti di Brera, in “L’Illustrazione Italiana”, a.XXIV, n.17, 25 aprile 1897, p.272.

[5] G. Carotti, Esposizione Triennale di Belle Arti dell’Accademia di Brera, in “Emporium”, Istituto Italiano d’Arti Grafiche Bergamo, vol.VI, n.31, luglio 1897, p.21.

[6] L. Chirtani, Terza Esposizione Triennale della R.A. di Belle Arti di Milano, in “Natura e Arte”, Casa Editrice Vallardi, a.VII, fasc.XIII, giugno 1897, pp.66,68.

[7] Emilio Longoni, Maria Maddalena ai piedi della croce (studio), 1897, gessi colorati e carboncino su cartone, 30,5×46 cm, Genova collezione privata (cat.213).

[8] Emilio Longoni, Maria Maddalena ai piedi della croce (studio), 1897, pastello su carta, ubicazione sconosciuta (cat.214).