Mattino - Noci

ARTURO NOCI

(Roma, 1874 – New York, 1953)

Mattino, 1916

Olio su tela, 84×100,4 cm

Firmato e datato in alto a sinistra: Arturo Noci 1916

Provenienza

Collezione privata, New York; Galleria Berardi; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Quarta Esposizione Internazionale d’Arte della Secessione, Roma, 1916-17, sala VII, n. 19;

Secessioni europee. Monaco, Vienna, Praga, Roma, F. Parisi, a cura di, catalogo mostra, Rovigo, Palazzo Roverella, 23 settembre 2017-21 gennaio 2018, Cinisello Balsamo, Milano Silvana Ed., 2017, p. 142, n. 4,9, ripr., (p. 325, n. 195).

Bibliografia

Quarta esposizione internazionale d’arte della Secessione, Roma 1916-17, catalogo della mostra, Tipografia dell’unione editrice, Roma, 1916, n.19, p. 29;

A. Lancellotti, La IV Mostra Internazionale della Secessione a Roma in “Emporium”, aprile 1917, Vol. XLV, n. 268, p. 297;

M. Fagiolo, P. Spadini, L. Djokic, Arturo Noci. Un pittore tra Roma e New York 1874-1953, Galleria Campo Dei Fiori, Roma, 1996, n. 186, p. 106;

C. Virno, M. Carrera, a cura di, Arturo Noci (1874-1953). Figure e ritratti degli anni romani, catalogo della mostra, (Roma, Galleria d’Arte Moderna 11 giugno-27 settembre 2015), Palombi & Partner Srl, Roma, 2015, p. 79;

M. Carrera, a cura di, Arturo Noci (1874-1953). Tra Roma e New York. Dal divisionismo aristocratico al ritratto borghese, catalogo della mostra (Roma, Galleria Berardi, 22 settembre-29 ottobre 2016), Roma, 2016, pp. 78, 94, 119, pp. 8, 74 e retrocopertina ripr.;

F. Tedeschi, a cura di, Incontri. Nuove esplorazioni nel Divisionismo, Milano Electa 2017, pp. 68-71, ripr.;

F. Parisi, a cura di, Secessioni europee. Monaco, Vienna, Praga, Roma, catalogo mostra, Rovigo, Palazzo Roverella, 23 settembre 2017-21 gennaio 2018, Cinisello Balsamo, Milano Silvana Ed., 2017, p. 142, n. 4,9, ripr., p. 325, n. 195.

Note critiche

Al pari del ritratto genere prediletto da Arturo Noci dopo gli esordi paesaggistici, il nudo assume grande rilievo nella produzione del pittore dopo il 1903, quando l’artista espone alla Biennale veneziana l’olio Nello Studio, figura di giovane donna seduta di spalle in un interno dalle calde luci aranciate, capostipite di una serie di dipinti e pastelli di analogo soggetto; dall’ancora manciniano Riflessi d’oro del 1905, presentato quell’anno agli Amatori e Cultori e nel 1906 all’Esposizione Internazionale di Milano – dove viene infine acquistato dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma – fino a Radiosa, dalle tonalità whistleriane e più costruito nella posa, in mostra alla Biennale di Venezia del 1909. Complice anche la fama raggiunta grazie ad autorevoli committenti e compratori – è nota la vendita del pastello Nello studio al Re del Siam nell’ambito della Biennale veneziana del 1907 – Noci si afferma come ritrattista, partecipando senza interruzione alle più importanti rassegne italiane e estere. Nel 1912 l’artista è fra i promotori della Secessione romana, istituzione sorta in antitesi all’ormai obsoleta Società degli Amatori e Cultori con l’intenzione di favorire aperture e connessioni in ambiente internazionale, divenendone con Camillo Innocenti e Enrico Lionne uno degli indiscussi protagonisti.

Esposto nel 1916 alla quarta e ultima mostra della Secessione romana, Mattino si serve di un’iconografia già abbondantemente sperimentata dal Noci e molto di moda in quegli anni: voltata verso una finestra intessuta di gialli e aranci, una ragazza è seduta su un letto di più ampie e disordinate pennellate multicolori su cui risalta il cuscino verde e un piccolo specchio accennato da brevi tocchi, mentre la sua schiena nuda, robusta ma flessuosa, raccoglie la luce della stanza in una orditura superficiale di note fredde. La posa degasiana, le cromie sensuali alla Bonnard e il segno rapido e frammentario vicino a Toulouse Lautrec, palesano una larga influenza francese e Nabis in particolare, movimento peraltro celebrato in una sala della Secessione del 1913 che vede Noci nelle vesti di membro del Consiglio Direttivo. Sostenuta dal consueto saldo disegno e da un’efficace composizione che riduce al minimo l’elemento descrittivo, la tela documenta l’evoluzione del divisionismo del pittore, tecnica adottata a partire dal primo decennio del secolo sul modello di Giuseppe Pellizza e Angelo Morbelli – l’uno presente agli Amatori e Cultori del 1906, l’altro alla medesima rassegna fra il 1906 e il 1910 – e meditato sulla personalissima rielaborazione del metodo praticata da Giacomo Balla, a Roma già dal 1895.

Pienamente espresso nel 1911 da Nella cabina, elegante scena borghese conforme alle coeve di Innocenti giocata su fresche punteggiature di verdi e viola, il divisionismo nociano raggiunge l’apice con L’arancio, del 1914 – esibito alla seconda Secessione e acquisito nell’occasione dal Comune di Roma – ritratto femminile di inedita sintesi formale in cui il pigmento accostato a  piccole tacche gremisce l’intera area del supporto a plasmare una luce calda e vellutata, che sospende la solida ed enigmatica figura in atmosfere già novecentiste. Lontano dalla rigorosa applicazione scientifica dei principi della scomposizione del colore, il divisionismo di Noci appare sostanzialmente fine a se stesso, adoperato senza vincoli di sorta per ottenere la massima vigoria decorativa e cromatica delle superfici.

Alla quarta Secessione, svoltasi in toni dimessi rispetto alle precedenti a causa della guerra, insieme a Mattino il Noci espone altri cinque dipinti, Soava Gallone, Anna Maria Gasparri, Il Conte Greppi e Leoncino Gasparri, in cui la pennellata lunga, filamentosa e franta era relegata al solo sfondo, e Una fanciulla dai capelli rossi, delicatissimo olio imbevuto di chiare luminosità prodotte dal libero connubio di impasti e tocchi divisi. Particolarmente attinente ai modi pittorici di Mattino appare La modella, del 1915, simile per soggetto, ambientazione e tecnica a brevi tratti giustapposti di tinte accese e vibranti. E’ noto infine il pastello Nudo, analogo a Mattino per posa, scenografia e colori palpitanti e quindi riferibile presumibilmente allo stesso arco temporale.[1]

Bibliografia di riferimento

 Rivalta, Un pittore romano. Arturo Noci in “Vita d’Arte” marzo 1908, Vol. I, n. 3

Quarta esposizione internazionale d’arte della Secessione, Roma 1916-17, catalogo della mostra, Tipografia dell’unione editrice, Roma, 1916

Lancellotti, La IV Mostra Internazionale della Secessione a Roma in “Emporium”, aprile 1917, Vol. XLV, n. 268

Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

Mostra del Divisionismo Italiano, catalogo della mostra (Milano, Palazzo della Permanente, marzo – aprile 1970), Arti Grafiche E. Gualdoni, Milano, 1970

Stefanelli Torossi, a cura di, Divisionismo romano, catalogo della mostra (Roma, Galleria Arco Farnese, 20 gennaio – 31 marzo 1989), De Luca edizioni d’arte, Roma,1989

Divisionismo italiano, catalogo della mostra (Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile–15 luglio 1990), Electa, 1990

Fagiolo, P. Spadini, L. Djokic, Arturo Noci. Un pittore tra Roma e New York 1874-1953, Galleria Campo Dei Fiori, Roma, 1996

Virno, M. Carrera, a cura di, Arturo Noci (1874-1953). Figure e ritratti degli anni romani, catalogo della mostra, (Roma, Galleria d’Arte Moderna 11 giugno – 27 settembre 2015), Palombi & Partner Srl, Roma, 2015

Carrera, a cura di, Arturo Noci (1874-1953). Tra Roma e New York. Dal divisionismo aristocratico al ritratto borghese, catalogo della mostra (Roma, Galleria Berardi, 22 settembre – 29 ottobre 2016), Roma, 2016

Note

[1] Gli Archivi del Divisionismo riferiscono il pastello Nudo al 1916-1919, mentre in occasione dell’esposizione “Divisionismo romano” tenutasi alla Galleria Arco Farnese di Roma nel 1989 per l’opera viene proposta una datazione intorno al 1908.