Il seminatore - Innocenti

CAMILLO INNOCENTI

(Roma, 1871 – 1961)

Mattino, 1908

Olio su tela, 130,6×87,5 cm

Firmato in basso a destra: C. Innocenti

Provenienza

collezione privata, Parigi;
Casa d’aste Laurin–Gullox–Buffetaud, Parigi 23 marzo 2001 (p. 59, n. 103) (Scène d’intérieur);
Sotheby’s, Londra 6 giugno 2001 (p. 150, n. 168) (La partenza per il ballo);
L’eterno fascino femminile, Milano Internazionale dell’Antiquariato, 11-19 maggio 2002 (p. 22 ripr.) (Studio Paul Nicholls);
collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Mostra individuale di Camillo Innocenti, in VIII Esposizione Internazionale d’arte della città di Venezia, Venezia, Palazzo delle Esposizioni, 22 aprile-31 ottobre 1909 (Sala 20, n. 2);

Panama Pacific Exhibition, San Francisco 1915 (p. 157, n. 57) (Morning);

IV Esposizione Internazionale d’Arte “Della Secessione”, Roma, 1916-17 (p. 23, sala 4, n. 23);

Arte in transizione 1885-1930. Pittura italiana da alcune collezioni lombarde, Tortona, Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, 1 novembre 2008-15 marzo 2009 (pp. 54-55, n. 19, ripr.).

Bibliografia

V. Pica, Artisti contemporanei: Camillo Innocenti, in “Emporium”, giugno 1909, p. 409, ripr.;

T. Fiori, Camillo Innocenti, Roma 1968, p. 76, n. 72, tav.15;

T. Fiori, F. Bellonzi Archivi del Divisionismo, Roma 1969, vol. II, p 153, n. 1903, ripr., XII. 59 (con numerazione errata);

L. Djokic Titonel, Vita e opere, in L. Djokic Titonel, M. Fagiolo Dell’Arco, a cura di, Camillo Innocenti, catalogo della mostra (Roma Galleria Campo dei Fiori, 1993), pp. 61, 67;

S. Fugazza, A. Guarnaschelli, P. Nicholls, a cura di, Arte in transizione 1885-1930. Pittura italiana da alcune collezioni lombarde, Tortona, Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, 1 novembre 2008-15 marzo 2009, pp. 54-55, n. 19, ripr.;

Il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Tortona 2012, pp. 28, 181, n. 79, pp. 108-109, 165, ripr.;

F. Rocchetta, Riccione sotto le bombe, settembre 1944: il diario di Luisa e l’attività artistica di Camillo Innocenti, Misano Adriatico 2014, p. 49, ripr.;

F. Caroli, a cura di, il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Electa, Milano 2015, pp. 160-163, ripr., n. 62, p. 229, ripr. ;

Note critiche

Formatosi sugli esempi di Antonio Mancini e Domenico Morelli, il romano Camillo Innocenti schiarisce la sua tavolozza grazie alla frequentazione con Ettore Tito, dal quale mutua la pennellata vivace e le tinte accese, per volgersi poi ai grandi modelli di Goya e Velazques, sviscerati in Spagna durante il viaggio di istruzione compiuto nel 1901 alla fine dei quattro anni di studio all’Accademia di Belle Arti di Roma. Vicino agli esiti di Giacomo Balla, Enrico Lionne e Arturo Noci – protagonisti della stagione divisionista romana, imbevuta di un clima cittadino in cui forti suggestioni simboliste e decadenti convivevano con le ragioni di un rinnovato naturalismo, e fondamentalmente estranea ai soggetti sociali che caratterizzavano le analoghe sperimentazioni tecniche settentrionali – Innocenti attua la vera svolta intorno al 1905 a Scanno, in Abruzzo, dove definitivamente libera la sua pittura per effetto della “trasparenza di quell’atmosfera montanina che gli permetteva di discernere e di studiare ogni finezza d’ombra e di luce” [1]. Le nuove conquiste cromatiche e luminose, che lo trasformano in un “impressionista raffinatissimo” [2], trovano felice applicazione in una serie di soggetti nuovi, ideati dal 1906 a partire da una serie di disegni e acquetinte realizzati per la rivista Novissima sul tema della donna contemporanea raccontata nell’intimità domestica e sviluppati nei numerosissimi dipinti presentati negli anni seguenti alle più importanti manifestazioni artistiche. Dopo l’esordio nel 1903, il pittore ritorna alla Biennale di Venezia nel 1907 –dove tutti i suoi quadri risultano venduti – per consacrare la sua fama nell’edizione del 1909 con la mostra individuale di venti opere recensita da Ugo Ojetti. In quell’occasione – oltre a La visita, del 1908, un interno borghese con signore in conversazione che unisce l’eco dei Nabis e dell’ammirato Alberto Besnard all’iconografia cartellonista liberty, e Dopo il bagno, dell’anno successivo, in cui il classico tema delle bagnanti assume connotati tardo previateschi e già boccioniani nel divisionismo ardito e colore antinaturalistico – l’artista espone Mattino, ancora riferibile al 1908, elegantissimo ritratto femminile a figura intera magnifica espressione di “tutto ciò che nella donna c’è di misterioso, di fragile, di mutevole, di appassionato e anche di artificioso” [3]. La tela, elaborata attraverso soluzioni formali già adottate in numerosi oli – Alla toeletta e Bianco e azzurro, entrambe del 1906, ne sono precursori – è impostata su un unico personaggio in posizione frontale, una giovane che, rientrata all’alba da una piacevole notte danzante, si rilassa in un accogliente boudoir rapidamente accennato nella poltrona e nel tavolino tratteggiato con garbo di minuti accessori da toeletta. Innocenti, che “aveva negli ultimi anni compiuto anch’egli la sua breve crisi di divisionismo ma se n’era ritratto in  tempo perché aveva subito sentito che anche quell’arida regola era una nuova accademia e una nuova schiavitù” [4], concepisce la struttura cromatica di Mattino attorno ad un fulcro visuale, il fiore rosso appuntato al petto della dama, capace di catturare lo sguardo nel cuore della tela per incontrare le luminosità complementari dei verdi del vaporoso abito e connettersi in richiami tonali alla nota rosata diffusa in ogni parte dello sfondo e sapientemente orchestrata nel volto sognante  e malizioso. L’assoluta morbidezza del chiaroscuro ottenuto per sovrapposizioni di velature è rifinita da striature superficiali di colore diviso distribuite in punta di pennello, a determinare il movimento della silhouette che si allunga con la fluidità e la leggerezza dell’acqua di una cascata.

Nel 1916 Innocenti ripropone la tela, dalle spiccate influenze viennesi e monacensi, alla quarta ed ultima esposizione della Secessione Romana, gruppo aperto alle coeve suggestioni europee di cui era stato fra i promotori nel 1912.

Note

[1] Ugo Ojetti, Mostra individuale di Camillo Innocenti, in Ottava esposizione internazionale d’arte in Venezia, F.lli Treves, Milano, 1909, pag.81

[2] Ibidem, pag.79

[3] A. Colasanti, Camillo Innocenti, Milano [1919] in M. Fagiolo Dell’Arco, Innocenti, Editalia, Roma, 1977, pag.14

[4] Ugo Ojetti, Mostra individuale di Camillo Innocenti, in op.cit., 1909, pag.81