Sole d’aprile o I bagni Pancaldi a Livorno - Müller

ALFREDO MÜLLER

(Livorno, 1869 – Parigi, 1939)

Sole d’aprile o I bagni Pancaldi a Livorno, 1890

Olio su tela, 72,4 x 52,3 cm

Firmato e datato in basso a destra: Alfredo Muller. Livorno/2 Aprile 1890

Sul retro della cornice in alto a sinistra etichetta dattiloscritta e manoscritta: GONDRAND/[…]/BAGNI PANCALDI A LIVORNO/[…]

Sul retro della cornice in alto a sinistra etichetta manoscritta: 6/dalla collezione privata [parola illeggibile sotto pesante cancellatura]/Muller/Marina di Livorno

Sul retro del telaio in basso al centro-destra scritto a matita: 48

Provenienza

Collezione privata; collezione privata, Livorno; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Galleria Gustavo Mors, Livorno, 1890;

Esposizione annuale della Società di Belle Arti di Firenze, Firenze, 1890-1891, sala VI, n. 269 (Sole d’aprile);

Vendita all’incanto nei giorni 3, 4, 5, 6, 7 maggio 1915 per cura dell’impresa di vendite L. Battistelli. Terza vendita, mercoledì 5 maggio 1915 ore 21 precise, n. 300;

I postmacchiaioli, Roma, Palazzo Ruspoli, 3 dicembre 1993-28 febbraio 1994/Livorno, Villa Mimbelli, Museo Civico Giovanni Fattori, 7 luglio-4 settembre 1994, n. 58;

Il Divisionismo toscano, Livorno, Villa Mimbelli, Museo Civico Giovanni Fattori, 28 luglio-31 ottobre 1995, n. 14;

Il Tirreno naturale museo degli artisti toscani tra Ottocento e Novecento, Crespina, 13 settembre-11 ottobre 1998, n. 49;

Geometrie della luce. Il paesaggio toscano nella pittura italiana tra Otto e Novecento, Seravezza, 14 luglio-23 settembre 2001;

Yorick. Cronache di Livorno tra arte e mondanità, Livorno, Villa Mimbelli, Museo Civico Giovanni Fattori, 8 agosto – 14 settembre 2003;

Percorsi della pittura figurativa del Novecento fra la Toscana e Firenze, Firenze, Palazzo Strozzi, 20 maggio-26 giugno 2005;

Cezanne a Firenze. Capolavori a Palazzo Strozzi, Firenze, Palazzo Strozzi, 2 marzo-28 aprile 2007;

Alfredo Müller. Un ineffabile dandy dell’impressionismo, Livorno, Villa Mimbelli, Museo Civico Giovanni Fattori, 27 febbraio-25 aprile 2011, n. 11;

Plinio Nomellini. Dal Divisionismo al Simbolismo verso la libertà del colore, Seravezza, Palazzo Mediceo, 14 luglio-5 novembre 2017, n. 20.

Bibliografia

Catalogo delle opere ammesse alla Esposizione annuale della Società delle Belle Arti in Firenze (Firenze, Società di Belle Arti, 1890-1891), n. 269;

Catalogo n. 117. Grande raccolta di quadri antichi e moderni, oggetti d’arte, mobili, collezione di miniature, porcellane ecc. appartenenti a un noto collezionista romano. Vendita all’incanto nei giorni 3, 4, 5, 6, 7 maggio 1915 per cura dell’impresa di vendite L. Battistelli, Stab. Tip. Impresa Generale affissioni e pubblicità, Firenze 1915, n. 300 p. 19;

M. Tinti, Notiziario d’Arte. Esposizione Müller, in “Il Nuovo Giornale”, 21 aprile 1918; La Fiorentina primaverile. Prima esposizione nazionale dell’opera e del lavoro d’arte nel Palazzo del Parco di San Gallo a Firenze, catalogo della mostra (Firenze, 8 aprile-31 luglio 1921), Valori Plastici, Roma 1922, p.156;

U. Ceccardi, Alla Mostra del Fascio Artistico, in “Il Telegrafo”, 29 luglio 1923;

R. Monti, G. Matteucci, a cura di, I postmacchiaioli, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Ruspoli, 3 dicembre 1993-28 febbraio 1994;

Livorno, Villa Mimbelli, Museo Civico Giovanni Fattori, 7 luglio-4 settembre 1994), De Luca, Roma, 1993, n. 58 p. 87 ripr., pp. 10, 24, 29;

La pittura in Toscana fra ‘800 e ‘900. Ciclo di conferenze promosse dall’Amministrazione comunale nel dicembre 1992 – marzo 1993, Sillabe, Livorno, 1994, pp. 32-33 ripr.;

R. Monti, a cura di, Il Divisionismo toscano, catalogo della mostra (Livorno, Villa Mimbelli, Museo Civico Giovanni Fattori, 28 luglio-31 ottobre 1995), De Luca, Roma, 1995, n. 14 p. 60 ripr., pp. 8, 15;

F. Cagianelli, E. Lazzarini, a cura di, Il Tirreno naturale museo degli artisti toscani tra Ottocento e Novecento, catalogo della mostra (Crespina, 13 settembre-11 ottobre 1998), Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 1998, n. 49 p.140 ripr., pp. 40, 162;

G. Bruno, E. Dei, a cura di, Geometrie della luce. Il paesaggio toscano nella pittura italiana tra Otto e Novecento, catalogo della mostra (Seravezza, 14 luglio-23 settembre 2001), Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 2001, pp. 39, 115 ripr.;

E. Querci, Giorgio Kienerk 1869-1948, U. Allemandi, Torino, 2001, pp. 106, 111-112 ripr.;

S. Coppa, a cura di, Yorick. Cronache di Livorno tra arte e mondanità, catalogo della mostra (Livorno, Villa Mimbelli, Museo Civico Giovanni Fattori, 8 agosto – 14 settembre 2003);

R. Monti, a cura di, Percorsi della pittura figurativa del Novecento fra la Toscana e Firenze, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 20 maggio – 26 giugno 2005), Pananti, Firenze, 2005;

A. Cottino, a cura di, Cezanne a Firenze. Capolavori a Palazzo Strozzi, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 2 marzo – 28 aprile 2007), G. Mondadori, Milano, 2007;

F. Cagianelli, a cura di, Alfredo Müller. Un ineffabile dandy dell’impressionismo, catalogo della mostra (Livorno, Villa Mimbelli, Museo Civico Giovanni Fattori, 27 febbraio-25 aprile 2011), Polistampa, Firenze, 2011, n.11 p.98 ripr., pp. 38, 243, 261;

F. Cagianelli, D. Matteoni, a cura di, Il Divisionismo. La luce del moderno, catalogo della mostra (Rovigo, Palazzo Roverella, 25 febbraio-24 giugno 2012), Silvana, Cinisello Balsamo, 2012, p. 71 ripr;

H.Koehl, Alfredo Müller (1869-1939), Sur papier. Su carta. On paper. Catalogue raisonné de l’oeuvre graphique, Les Amis d’Alfredo Müller éditeur, Strasbourg, Paris, 2014, pp. 40-41 ripr., p. 336;

F. Caroli, a cura di, Il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di risparmio di Tortona, Electa, Milano, 2015, pp. 64, 66;

N. Marchioni, a cura di, Plinio Nomellini. Dal Divisionismo al Simbolismo verso la libertà del colore, catalogo della mostra (Seravezza, Palazzo Mediceo, 14 luglio-5 novembre 2017), Maschietto, Firenze, 2017, n. 20 s.p. ripr., pp. 19, 178;

H. Koehl, Alfredo Müller. Peintures. Dipinti. Paintings. Catalogue Raisonné Trilingue, Les Amis d’Alfredo Müller éditeur, Strasbourg, Paris, 2017, pp. 12-13, 32, 74-75 ripr., pp. 15, 64, 379-381, 391.

Note critiche

Menzionata con il titolo Bagni Pancaldi nel catalogo della Primaverile Fiorentina del 1922  – a cui Alfredo Müller prende parte con sei opere – la tela, allora irreperibile, è definita da Mario Tinti “il libro di testo dal quale [molti pittori] appresero il gusto delle gamme chiarissime e quella nuova tecnica a piccole pennellate corpose, divise e sfarfallanti, intesa a rendere la vibrazione della luce e dell’atmosfera”[1]. Sempre Tinti già ne fa cenno nel 1918 commentando la rassegna tenutasi nell’aprile di quell’anno nello studio Gordigiani di Firenze, citando “un suo quadro che per parecchio tempo rimase esposto nel negozio di colori Mors, a Livorno: tale quadro fu per alcuni pittori livornesi della nuova generazione l’iniziazione al nuovo verbo pittorico […] Mi ricordo anche che questo quadro, il quale rappresentava i Bagni Pancaldi di Livorno, aveva, tale e quale, la stessa gamma di certune vedute della Senna di Monet”[2]. Ancora Umberto Ceccardi fornisce indicazioni su “un suo quadro ‘Bagni Pancaldi’ esposto nel 1892”[3], alludendo probabilmente, con errore di data, alla mostra da Mors o a quella della Società delle Belle Arti di Firenze del 1890-91[4]. Ritrovata solo nel 1993, e quindi inserita nella manifestazione romana svoltasi nello stesso anno a Palazzo Ruspoli[5], il dipinto costituisce il tassello fondamentale per decifrare gli esordi del Müller – altrimenti solo intuibili dai rarissimi lavori coevi rinvenuti o attraverso le testimonianze che riferiscono dello scandalo che alla loro comparsa essi provocarono – e per specificare modi e tempi della diffusione dell’Impressionismo in Toscana, di cui il pittore fu uno dei principali artefici.

Nato a Livorno da facoltosi commercianti di cotone di origine svizzera, Müller conduce i primi studi artistici a Firenze con Giuseppe Ciaranfi e Michele Gordigiani, debuttando diciassettenne all’Esposizione di Belle Arti di Livorno del 1886. Il giovane completa la sua formazione a Parigi nel biennio 1888-90 con François Flameng e Carolus-Duran, al contempo aprendosi in Francia alle suggestioni impressioniste e neoimpressioniste; Claude Monet in particolare, di cui vede le opere in occasione della mostra allestita nel 1889 negli spazi della galleria Georges Petit di Parigi, è decisivo per il suo orientamento pittorico. Mai perdendo i contatti con la sua terra, anche dopo il definitivo trasferimento a Parigi con la famiglia nel 1895 a seguito della bancarotta del padre, Müller è attivo sia in Francia che e in Italia, rientrando periodicamente a Firenze dove partecipa con regolarità alle promotrici. La modernità della sua pittura, di luminosità e spontaneità inedite per una Toscana in cui i macchiaioli erano l’avanguardia, è tale da indurre nei colleghi più arditi un drastico cambio di indirizzo, insopportabile da tollerare per i conservatori. La rivoluzione posta in essere all’esposizione della Società della Belle Arti di Firenze del 1890-1891 da Müller, capofila di un nutrito gruppo di artisti in aperta polemica con la tradizione pittorica e disegnativa, determina la nascita di fazioni schierate pro e contro la nuova tendenza. Se Diego Martelli, che nella sua collezione annoverava dipinti di Pisarro, non nasconde l’ammirazione per i “giovani impressionisti”[6], e Silvestro Lega si proclama esplicitamente a favore dei dissidenti, Giovanni Fattori se ne distanzia con veemenza, esprimendo dissenso per le sconsiderate scelte dei suoi allievi e di fatto imputando al Müller la deriva della loro pittura, che a breve sarebbe evoluta verso il Divisionismo: “un’arte senza forma, né concetto, e per la dimenticanza affatto di rapporti di colore e di chiaro scuro, non è Müller il quale tornato da Parigi ha veduto Manet, Pizzarro [sic], ed altri che lui dietro il sentimento di quei sommi ha curato di fare un’arte tutta sua; faccia pure quell’arte che crede e a noi starà a farne la critica, a lodarlo ma a voi ch’io ho sempre predicato ad ognuno sia sé stesso ed invece il primo venuto che trovate la sua pittura d’ombre blu e la luce di fior d’arancio, che ci correte dietro […] Se a Livorno non c’era Müller voi restavi quali eri!”[7] – rimprovera Fattori ai suoi studenti – “Pagni e Ghezzani mi hanno rinnegato come pure Nomellini […] Sono i fondatori di una nuova accademia di belle arti con alla testa Müller”[8] – si sfoga ancora con Guglielmo Micheli – “Io ho creduto mio dovere avvertirvi tu e gl’altri che seguivi una via già tracciata da 10 o 12 anni fa, e che il foco giovanile vi ha fatto vedere come la Storia dell’arte vi avrebbe registrato come martiri, e innovatori, mentre la Storia dell’arte vi registrerà come servi umilissimi di Pisarò [sic] Manet, ecc. e in ultimo del Sig. Müller”[9] – scrive infine con rammarico l’anziano maestro al prediletto Nomellini. Alla fatidica rassegna fiorentina del 1890-91 Müller è presente con Chrysanthème, Ritratto (pastello), Interno chiaro, Sole di mattina (paese), Sole d’aprile, Marina (vibrazioni in bianco, giallo, azzurro), dichiarazioni impressioniste in cui dovette essere netta la prevalenza delle contestate “ombre blu e la luce di fior d’arancio” che pure impregnano I Bagni Pancaldi a Livorno. Se fino al 2017 si è solo ipotizzato che la tela fosse stata esposta alla suddetta promotrice, celata forse dietro un titolo più generico, nel recentissimo catalogo ragionato dell’opera pittorica del Müller[10] se ne propone l’identificazione con Sole d’aprile. Di datazione certa infatti – quel 2 aprile 1890 vergato dall’autore sul recto insieme alla firma – il quadro è eseguito immediatamente dopo il ritorno del Müller, nel marzo di quell’anno, dal primo soggiorno parigino, e subito esibito, con altri del medesimo tenore, nella galleria appena aperta a Livorno dal mercante di colori Gustavo Mors. Soggetto simbolo della vita moderna in quanto rinomata meta di un neonato turismo marittimo colto e benestante, che inevitabilmente richiama il tema prescelto da Fattori in La Rotonda dei bagni Palmieri[11], lo stabilimento balneare Pancaldi, costruito nel 1846 sul lungomare livornese, è raffigurato in disarmo, deserto, avvolto dai morbidi bagliori di una primavera ancora lontana come i tocchi ventosi di azzurro nel cielo lasciano presagire. La struttura non canonica del dipinto è debitrice delle stampe giapponesi rimeditate sul Monet di Le Grenouillère e Impression, soleil levant[12], caratterizzata dall’ampio vuoto della distesa d’acqua che si allarga dal primo piano ad occupare quello mediano, lasciando scivolare lentamente lo sguardo verso la piattaforma spoglia inondata dalla luce aranciata che rimbalza fino all’alto orizzonte. Pennellate come virgole, veloci e istintive, si alternano e sovrappongono alle zone ad impasto per suggerire il luccichio del mare e il movimento delle onde, in bilico fra l’audace solarità di Monet e l’evanescente cromatismo di Renoir.

Bibliografia di riferimento

Catalogo n. 117. Grande raccolta di quadri antichi e moderni, oggetti d’arte, mobili, collezione di miniature, porcellane ecc. appartenenti a un noto collezionista romano. Vendita all’incanto nei giorni 3, 4, 5, 6, 7 maggio 1915 per cura dell’impresa di vendite L. Battistelli, Stab. Tip. Impresa Generale affissioni e pubblicità, Firenze 1915

Tinti, Notiziario d’Arte. Esposizione Müller, in “Il Nuovo Giornale”, 21 aprile 1918

La Fiorentina primaverile. Prima esposizione nazionale dell’opera e del lavoro d’arte nel Palazzo del Parco di San Gallo a Firenze, catalogo della mostra (Firenze, 8 aprile – 31 luglio 1921), Valori Plastici, Roma 1922

Ceccardi, Alla Mostra del Fascio Artistico, in “Il Telegrafo”, 29 luglio 1923

Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

Omaggio a Alfredo Muller, catalogo della mostra (Firenze, Galleria d’arte moderna Il Mirteto, 5 – 31 ottobre 1974), Firenze, 1974

Monti, Alfredo Muller, catalogo della mostra (Milano, Galleria del Levante, febbraio – marzo 1975), Milano, 1975

Monti, G. Matteucci, a cura di, Prima dell’avanguardia. Da Fattori a Modigliani, Artificio, Firenze, 1985

AA.VV., I postmacchiaioli, Leonardo-De Luca, Roma, 1991

Monti, G. Matteucci, a cura di, I postmacchiaioli, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Ruspoli, 3 dicembre 1993 – 28 febbraio 1994; Livorno, Villa Mimbelli, Museo Civico Giovanni Fattori, 8 luglio – 4 settembre 1994), De Luca, Roma, 1993

La pittura in Toscana fra ‘800 e ‘900. Ciclo di conferenze promosse dall’Amministrazione comunale nel dicembre 1992 – marzo 1993, Sillabe, Livorno, 1994

Monti, a cura di, Il Divisionismo toscano, catalogo della mostra (Livorno, Villa Mimbelli, Museo Civico Giovanni Fattori, 28 luglio-31 ottobre 1995), De Luca, Roma, 1995

Cagianelli, E. Lazzarini, a cura di, Il Tirreno naturale museo degli artisti toscani tra Ottocento e Novecento, catalogo della mostra (Crespina, 13 settembre – 11 ottobre 1998), Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 1998

Querci, Giorgio Kienerk, 1869-1948, U. Allemandi, Torino, 2001

Bruno, E. Dei, a cura di, Geometrie della luce. Il paesaggio toscano nella pittura italiana tra Otto e Novecento, catalogo della mostra (Seravezza, 14 luglio – 23 settembre 2001), Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 2001

Coppa, a cura di, Yorick. Cronache di Livorno tra arte e mondanità, catalogo della mostra (Livorno, Villa Mimbelli, Museo Civico Giovanni Fattori, 8 agosto-14 settembre 2003)

Monti, a cura di, Percorsi della pittura figurativa del Novecento fra la Toscana e Firenze, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 20 maggio – 26 giugno 2005), Pananti, Firenze, 2005

Cottino, a cura di, Cezanne a Firenze. Capolavori a Palazzo Strozzi, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 2 marzo – 28 aprile 2007), G. Mondadori, Milano, 2007

Cagianelli, a cura di, Alfredo Müller. Un ineffabile dandy dell’impressionismo, catalogo della mostra (Livorno, Villa Mimbelli, Museo Civico Giovanni Fattori, 27 febbraio – 25 aprile 2011), Polistampa, Firenze, 2011

Cagianelli, D. Matteoni, a cura di, Il Divisionismo. La luce del moderno, catalogo della mostra (Rovigo, Palazzo Roverella, 25 febbraio – 24 giugno 2012), Silvana, Cinisello Balsamo, 2012

Koehl, Alfredo Müller (1869-1939), Sur papier. Su carta. On paper. Catalogue raisonné de l’oeuvre graphique, Les Amis d’Alfredo Müller éditeur, Strasbourg, Paris, 2014

Caroli, a cura di, Il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di risparmio di Tortona, Electa, Milano, 2015

Marchioni, a cura di, Plinio Nomellini. Dal Divisionismo al Simbolismo verso la libertà del colore, catalogo della mostra (Seravezza, Palazzo Mediceo, 14 luglio – 5 novembre 2017), Maschietto, Firenze, 2017

Koehl, Alfredo Müller. Peintures. Dipinti. Paintings. Catalogue Raisonné Trilingue, Les Amis d’Alfredo Müller éditeur, Strasbourg, Paris, 2017

Note

[1] La Fiorentina primaverile. Prima esposizione nazionale dell’opera e del lavoro d’arte nel Palazzo del Parco di San Gallo a Firenze, catalogo della mostra (Firenze, 8 aprile – 31 luglio 1921), Valori Plastici, Roma 1922, pp.156-157.

[2] M. Tinti, Notiziario d’Arte. Esposizione Müller, in “Il Nuovo Giornale”, 21 aprile 1918, in H. Koehl, Alfredo Müller. Peintures. Dipinti. Paintings. Catalogue Raisonné Trilingue, Les Amis d’Alfredo Müller éditeur, Strasbourg, Paris, 2017, p.75.

[3] U. Ceccardi, Alla Mostra del Fascio Artistico, in “Il Telegrafo”, 29 luglio 1923, in H. Koehl, Alfredo Müller (1869-1939), Sur papier. Su carta. On paper. Catalogue raisonné de l’oeuvre graphique, Les Amis d’Alfredo Müller éditeur, Strasbourg, Paris, 2014, p.336.

[4] Nel 1892 Müller è presente all’Esposizione Annuale della Società della Belle Arti di Firenze con quattro dipinti – Ritratto, Ritratto scuro, Thè giapponese, Estate – e all’Esposizione Nazionale di Palermo con la tela Interno chiaro.

[5] I postmacchiaioli, Roma, Palazzo Ruspoli, 3 dicembre 1993 – 28 febbraio 1994.

[6] D. Martelli, in “Il Corriere Italiano”, 22 marzo 1891, in AA.VV., I postmacchiaioli, Leonardo-De Luca, Roma, 1991, nota 25, p.177.

[7] Lettera di Giovanni Fattori a un gruppo di scolari, Firenze, gennaio-febbraio 1891, ibidem, nota 24 p.176.

[8] Lettera di Giovanni Fattori a Guglielmo Micheli, Firenze, 18 febbraio 1891, ibidem.

[9] Lettera di Giovanni Fattori a Plinio Nomellini, Firenze 12 Marzo 1891, ibidem.

[10] H. Koehl, op.cit., 2017.

[11] Giovanni Fattori, La rotonda dei bagni Palmieri, 1866, olio su tavola, 12 x 35 cm.

[12] Claude Monet, Le Grenouillère, 1869, olio su tela, 74,5 x 99,7 cm; Claude Monet, Impression, soleil levant, 1872, olio su tela, 48 x 63 cm.