Studio per Alba dell’Operaio - Sottocornola

GIOVANNI SOTTOCORNOLA

(Milano, 1855 – 1917)

(Studio per Alba dell’Operaio, 1891-1897)

Carboncino e pastello bianco su carta, 57 x 97,5 cm

Firmato e datato in basso a sinistra: GSott.

Sul retro scritta a matita autografa: Alba dell’Operaio

Provenienza

collezione Sacchi; Sotheby’s, Milano (2007); Il Ponte Casa d’Aste, Milano (2017); collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Giovanni Sottocornola. Immagini da una collezione, Milano, Galleria Silbernagl, 1991 (L’uscita delle operaie dallo stabilimento Pirelli. Studio-carboncino.) (p. 32-33 ripr.);

Sotheby’s, Milano, 19 dicembre 2007, n. 72; Il Ponte Casa d’Aste, Milano, 10-12 novembre 2017, asta 405 del 15 novembre 2017, n. 821 (L’uscita delle operaie dallo stabilimento Pirelli. Studio).

Bibliografia

V. e E. Silbernagl, a cura di, Giovanni Sottocornola. Immagini da una collezione, catalogo mostra (Milano, Galleria Silbernagl, 1991), Antea, Milano 1991, pp. 31, 32 ripr.;

19th Century Paintings and Sculptures (Milano, Sotheby’s, 19 dicembre 2007), Milano 2007, n. 72, ripr.  (Alba dell’operaio);

Dipinti e sculture del XIX e XX secolo (Milano, Il Ponte Casa d’Aste, 10-12 novembre 2017, asta 405 del 15 novembre 2017), Milano 2017, n. 821 pp. 34-35 ripr.

Note critiche

Costretto a prendersi cura fin da giovanissimo della numerosa famiglia a causa dell’improvvisa morte del padre, Giovanni Sottocornola approda solo ventunenne a Brera, dopo aver raggiunto l’indipendenza economica grazie all’impiego presso la Tesoreria. Allievo dal 1877 al 1880 di Giuseppe Bertini, in accademia conosce Angelo Morbelli, Gaetano Previati, Attilio Pusterla, Emilio Longoni, Giovanni Segantini, compagni di corso con cui condivide la tensione verso un’arte di linguaggio e contenuti nuovi capace di raccontare le tormentate dinamiche sociali che agitano la Milano di fine Ottocento. Sensibilissimo alle condizioni di vita dei lavoratori direttamente e precocemente vissute e patite, Sottocornola sposa le tematiche umanitarie negli anni Novanta; alla prima Triennale di Brera del 1891 espone le grandi tele Fuori porta[1] e Il muratore[2], saggi veristi ancora intrisi di una certa retorica, avanguardie di una nutrita serie in cui spiccano i capolavori ad olio L’uscita delle operaie dallo stabilimento Pirelli[3], ricomparso dopo decenni sul mercato nel 1988, e il più ampio Dicembre. L’alba dell’operaio[4], presentato alla terza Triennale braidense del 1897, manifesto del pittore che segna la piena e convinta adesione alla tecnica divisionista. I due dipinti, affini per struttura e soggetto, fermano un attimo quotidiano esente sia dalle velleità politiche che informano L’oratore dello sciopero del Longoni[5] – pure in mostra alla prima Triennale milanese nella stessa sala del citato Il muratore – sia dalla palpabile inquietudine che serpeggia in Piazza Caricamento[6] o in La Diana del lavoro[7] di Plinio Nomellini, ma autenticamente vicino ad un’umanità avvinta da un destino quasi ineluttabile che trova piuttosto un precedente in Mattino in Officina[8], sempre del Nomellini. L’intero ciclo a sfondo sociale che convoglia le energie dell’artista fra il 1891 e il 1897 è sostenuto da un ricchissimo corredo di carte in cui le figure che animano le composizioni definitive sono tratteggiate con segno veloce, intuitivo, sostanzialmente pittorico nell’andamento sciolto e audace, a suggerire i movimenti dei corpi e i guizzi della luce. Ugo Bernasconi, discepolo di Sottocornola e promotore della sua unica personale postuma allestita a Milano nella primavera del 1917 alla Famiglia Artistica, rimarca l’importanza della produzione grafica del maestro mai secondaria rispetto a quella pittorica, riferendo in una commossa memoria come il Sottocornola, “osservatore attento e non di rado profondo della natura, più ancora che nei quadri trasfuse queste sue doti nei molti disegni a carbone a matita o a sanguigna, di cui gli piacque nutrire costantemente la sua opera di pittore”[9].

L’alba dell’operaio (studio) è ascrivibile ad un arco temporale variabile fra il 1891 e il 1897 coerentemente con la datazione proposta per l’omonimo dipinto di cui sembrerebbe essere lo studio;  se infatti l’assoluta prevalenza di donne è indubitabilmente connessa a L’uscita delle operaie dallo stabilimento Pirelli – scelta programmatica, la fabbrica milanese vantava allora la più alta percentuale di manodopera femminile – l’ambientazione urbana, purché solo accennata, è similissima a quella di Dicembre. L’alba dell’operaio, cui in effetti allude la scritta autografa sul retro. Il disegno viene ceduto dal pittore stesso a Cesare Roberto (Norberto) Sacchi, estimatore entusiasta del Sottocornola, frequentatore assiduo del suo atelier dal 1909. Lombardo, avvocato, proprietario di vasti terreni in Lomellina coltivati a risaie, impegnato in prima persona nella tutela della situazione lavorativa femminile ed evidentemente attratto dall’analogo interesse palesato dall’artista sull’argomento, il Sacchi raccoglie negli anni una ottantina di opere del pittore fra cui parecchie carte preparatorie per le sue tele più famose. Esposto nel 1991 a Milano insieme ad altri della suddetta collezione – già all’epoca parzialmente smembrata –  il carboncino compare successivamente in due cataloghi d’asta, nel 2007 e nel 2017[10]. Le tante figure, che a gruppi si impongono su tre piani digradanti a partire da sinistra, sono caratterizzate da un segno incisivo e nervoso che scolpisce i volumi e precisa le luci, mentre lo sfondo, appena delineato, si apre su una prospettiva di palazzi e lampioni e culmina nell’abbozzo luminoso a pastello bianco.

Tipico del modo di procedere del pittore è realizzare schizzi di figure, inserite o meno in un contesto, che vengono poi organizzate nelle composizioni ad olio di grande formato; così le tre signore in conversazione sul piano mediano, che si ritrovano all’estrema destra del quadro L’uscita delle operaie dallo stabilimento Pirelli, ritornano uguali, ma in posizione ribaltata, nei bozzetti Corso Garibaldi[11] e Chiacchiere[12], presumibilmente coevi. É noto infine uno studio a matita intitolato L’uscita delle operaie dallo stabilimento Pirelli, avvicinabile al nostro per costruzione e proporzioni ma di dimensioni ridotte, non riconducibile alla collezione Sacchi.[13]

Bibliografia di riferimento

Bernasconi, Giovanni Sottocornola, in “Emporium”, n. 267, marzo 1917

La famiglia artistica. Bollettino periodico delle Belle Arti, a.III, febbraio-marzo 1917, Tip. A. Cordani, Milano

Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

AA.VV., Arte e socialità in Italia. Dal realismo al simbolismo 1865-1915, catalogo della mostra (Milano, Palazzo della Permanente Milano, giugno-settembre 1979), Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, Milano, 1979

Ginex, a cura di, Giovanni Sottocornola. Dal realismo sociale al quotidiano familiare, catalogo della mostra (Milano, Circolo della Stampa, 26 ottobre -14 dicembre 1985), Edi.Artes, Milano,1985

Divisionismo italiano, catalogo della mostra (Trento, Palazzo delle Albere, 21 aprile – 15 luglio 1990), Electa, Milano, 1990

E. Silbernagl, a cura di, Giovanni Sottocornola. Immagini da una collezione, catalogo della mostra (Milano, Galleria Silbernagl, 1991), Antea, Milano,1991

Gian Ferrari, F. Poli, a cura di, Il colore del lavoro. Il lavoro come oggetto e come soggetto nella pittura italiana fra Ottocento e Novecento, catalogo della mostra (Torino, Milano, Piacenza, 1991-1992), Electa, Milano, 1991

Note

[1] Giovanni Sottocornola, Fuori porta, 1891, olio su tela, 135 x 220 cm.

[2] Giovanni Sottocornola, Il muratore, 1891, olio su tela, 214 x 125 cm.

[3] Giovanni Sottocornola, L’uscita delle operaie dallo stabilimento Pirelli, 1891-1895, olio su tela, 70 x 147 cm.

[4] Giovanni Sottocornola, Dicembre. L’alba dell’operaio, 1897, olio su tela, 142 x 263 cm (in T. Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969, vol.II, n.2755, p.224 il dipinto è datato al 1891 circa, ma per l’utilizzo della tecnica divisionista matura è sicuramente riferibile al 1897, come peraltro riportato nelle pubblicazioni successive).

[5] Emilio Longoni, L’oratore dello sciopero, 1891, olio su tela, 193 x 134 cm.

[6] Plinio Nomellini, Piazza Caricamento, 1891, olio su tela, 120 x 160 cm.

[7] Plinio Nomellini, La Diana del lavoro, 1893, olio su tela, 60 x 120 cm.

[8] Plinio Nomellini, Mattino in officina, 1893, olio su tavola, 21,2 x 31,1 cm.

[9] U. Bernasconi, Giovanni Sottocornola, in “Emporium”, n.267, marzo 1917, Vol. XLV, p.236.

[10] 19th Century Paintings and Sculptures, Sotheby’s, Milano, 19 dicembre 2007, n.72 e Dipinti e sculture del XIX e XX secolo, Il Ponte Casa d’Aste, Milano, asta 405, 15 novembre 2017, n.821 (L’uscita delle operaie dallo stabilimento Pirelli).

Nei cataloghi d’asta Sotheby’s compaiono fra il dicembre del 2006 e il dicembre del 2008 molte delle opere esposte nella mostra Giovanni Sottocornola. Immagini da una collezione allestita nel 1991 alla Galleria Silbernagl di Milano.

[11] Corso Garibaldi (studio), carboncino su carta, 90 x 155 cm.

[12] Chiacchiere (studio per Corso Garibaldi), sanguigna e carboncino su carta, 39 x 49,5 cm.

[13] L’uscita delle operaie dallo stabilimento Pirelli, 1891-1895, matita su carta, 22 x 62 cm.