Ulivi ad Albaro o Mattino d’aprile in Liguria - Nomellini

PLINIO NOMELLINI

(Livorno, 1866 – Firenze, 1943)

Ulivi ad Albaro o Mattino d’aprile in Liguria, 1895 (1892)

Olio su tela, 70,2×58 cm

Tracce di firma in basso al centro

Datato in basso al centro verso sinistra: 95

Provenienza

Christie’s Roma, 5 dicembre 1985 (p.35, n. 112, ripr.) (Paese in Liguria); Galleria La Stanzina, Firenze; collezione privata, Novara (1991); collezione privata, Pisa (1997); Società di Belle Arti, Viareggio; collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

Festa dell’Arte e dei Fiori 1896-1897. Catalogo della Esposizione di Belle Arti, Firenze Palazzo dell’Esposizione, 1896-1897 (p. 60, n. 418);

Plinio Nomellini. Selezione di dipinti dal 1890 al 1900, Firenze, Galleria d’arte La Stanzina, settembre-ottobre 1991 (tav. VIII) (Paese ligure 1895);

Il Divisionismo toscano, Livorno, Villa Mimbelli, 28 luglio-31 ottobre 1995 (tav. II, p. 59, n. 10, ripr.) (1896);

Plinio Nomellini. I colori del sogno, Livorno, Museo Civico “Giovanni Fattori”, 9 luglio-13 settembre 1998;

Firenze, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, 26 settembre-31 ottobre 1998, (n. 20, ripr.) (1896);

I Postmacchiaioli, Modena, quartiere Fieristico, 16-24 febbraio 2002 (pp. 30-31, n. 14, ripr.) (1896);

Percorsi della pittura figurativa del Novecento fra la Toscana e Firenze, Firenze, Palazzo Strozzi, 19 maggio-26 giugno 2005 (n. 127) (1896);

In Toscana all’alba del XX secolo. Una collezione privata, Viareggio, Centro Matteucci per l’Arte Moderna, 7 aprile-3 giugno 2012 (pp. 36-37, ripr.) (1896).

Bibliografia

G. Matteucci, R. Monti, I Postmacchiaioli, Roma 1991, p. 50, fig. 66 (1896), pp. 55-56 (1893-1894);

G. Bruno, Plinio Nomellini, Genova 1994, p. 81, n. 33, ripr., p. 209, n. 33 (1896);

R. Monti, Il Divisionismo istintivo di Nomellini: “Ulivi ad Albaro”, in Pittori e pittura dell’Ottocento italiano, Novara 1997-1999, vol. III, pp. 220-221, ripr. (1895);

E.B. Nomellini, Plinio Nomellini. Il colore, la natura, il mito, Firenze 2008, ripr. (1896);

S. Balloni, A. Guarnaschelli, E.B. Nomellini, Nomellini a Genova. Ricerca pittorica e passione politica: dagli ulivi e gli scogli di Albaro al carcere di Sant’Andrea, Tortona 2014, pag. 11, ripr.;

F. Caroli, a cura di, il Divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, Electa, Milano 2015, pp. 88-91, ripr., n. 26, p. 215, ripr.;

N. Marchioni, a cura di, Plinio Nomellini. Dal Divisionismo al Simbolismo verso la libertà del colore, catalogo mostra, Palazzo Mediceo, Seravezza, 14 luglio-5 novembre 2017, Firenze, Maschietto 2017, n. 11, p. 22, ripr.

M. Fochessati e G. Franzone, a cura di, Rubaldo Merello. Tra divisionismo e simbolismo. Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza,  catalogo mostra, Genova, Palazzo Ducale, 6 ottobre 2017-4 febbraio 2018, Genova, Sagep 2017, p. 34 cit.

Note critiche

Dalla personalità forte, briosa e accentratrice, a Genova Plinio Nomellini diviene presto protagonista della vivace scena culturale, partecipando alle attività della Famiglia Artistica Ligure, da cui nasce l’esperienza del Gruppo degli Audaci, e fondando egli stesso il Gruppo di Albaro, che riuniva un cospicuo numero di artisti e intellettuali locali. Il nome derivava da San Francesco ad Albaro, oggi elegante quartiere residenziale genovese, annesso alla città negli anni Settanta del XIX secolo insieme ad altri sei comuni della Val Bisagno, prima dell’urbanizzazione incontrollata una verde valle incastonata fra il mare e le alture. Al suo arrivo in Liguria Nomellini risiede nella zona, in quella via Minerva, aperta solo nel 1822, che si incamminava verso la collina di Albaro. Le precise notizie, riferite in un recente e dettagliato saggio di Guarnaschelli[1], attestano la permanenza del pittore in questi luoghi con i compagni Giorgio Kienerk e Angelo Torchi che, arrivati a Genova intorno al 1891, condividono con il compagno le prime sperimentazioni in chiave divisionista; quando le condizioni metereologiche non permettono la pittura all’aperto i tre lavorano nello studio affittato da Nomellini, identificato da Guarnaschelli con la torre di San Nazaro, per spostarsi durante la bella stagione nel territorio circostante alla ricerca di scorci suggestivi davanti cui piantare il proprio cavalletto. Ulivi ad Albaro o Mattino d’aprile in Liguria nasce con ogni probabilità in una tale circostanza, e corrisponde infatti ad un analogo paesaggio di Kienerk del 1892 titolato San Martino ad Albaro (cat. n.), fresca veduta estrapolata da un medesimo punto di vista. La certa cronologia di quest’opera suggerisce una possibile predatazione della corrispondente tela nomelliniana, che reca però la scritta autografa “P.Nomellini 95”; considerando anche le strette attinenze con le soluzioni pittoriche e stilistiche adottate dal livornese in Sotto il pergolato (1891-93), in cui si riconoscono due personaggi assimilabili a quelli di Ulivi ad Albaro, e La pesca (1893), di pari immediatezza espressiva nonché con un’equivalente modalità di siglatura, appare plausibile che la data “95”, difforme per colore e dimensione rispetto alla firma, possa essere stata apposta in un momento successivo, probabilmente in occasione della prima esposizione del quadro alla Società di Belle Arti di Genova e di Torino del 1895, dove è presentata con il titolo Mattino d’Aprile.

Il dipinto, a sviluppo verticale, inquadra due figurette, un bambino di schiena seduto nell’erba e un ragazzo di profilo affacciato a un muretto di pietra, inserite in un lussureggiante paesaggio primaverile che si inerpica fino ad un nucleo di edifici trascoloranti nel sole fra cui si riconosce la Chiesa di San Nazaro, ricostruita a più riprese fra il XVI e il XVII secolo, e la citata torre omonima, entrambe demolite nel 1912-1913, sullo sfondo della Chiesa dei Santi Pietro e Bernardo alla Foce, complesso seicentesco raso al suolo dai bombardamenti del 1944 e riedificato negli anni Cinquanta. Fulcro della composizione, la sagoma stagliata del giovane con maglia e berretto blu notte, unifica il primo piano, in cui il tocco rapido e fresco si allunga nell’intreccio di un’ampia ragnatela di filamenti verdi e azzurri e brevi macchie d’ombra rosse e blu, con il delicato sfondo acceso di un tiepido calore mattinale punteggiato di gialli, cinabri e violetti, a suggerire chiare atmosfere pacate di memoria impressionista.

Note

[1] Cfr. A. Guarnaschelli, La torre-studio di Nomellini, in S. Balloni, A. Guarnaschelli, E. B. Nomellini, Nomellini a Genova. Ricerca pittorica e passione politica: dagli ulivi e gli scogli di Albaro al carcere di Sant’Andrea, Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, 2014, pp. 11-30