Vecchine curiose - Angelo Morbelli

ANGELO MORBELLI

(Alessandria, 1853 – Milano, 1919)

Vecchine curiose, 1891

Olio su tela, 55×75 cm

Firmato e datato in basso a sinistra: A.Morbelli/1891

Sul retro del telaio in alto a sinistra etichetta dattiloscritta in parte lacunosa riferita all’esposizione del 1953, Pinacoteca Civica, Alessandria.

Sul retro del telaio in alto al centro etichetta dattiloscritta riferita all’esposizione del 2015, Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto, Torino.

Sul retro del telaio in alto al centro etichetta dattiloscritta riferita all’esposizione del 2016, MART, Rovereto.

Sul retro della cornice in basso al centro etichetta Piccin trasporti d’arte s.r.l.

Provenienza

ing. Carlo Sobrero, Torino (1953), collezione Fondazione C.R. Tortona.

Esposizioni

50ᵃ esposizione Società Promotrice di Belle Arti, Torino, 2 maggio-14 giugno 1891(?);

Mostra commemorativa del pittore Angelo Morbelli (1853-1919), Alessandria, Pinacoteca Civica, 24 ottobre-15 dicembre 1953, sala II, n. 46, p. 28;

Angelo Morbelli. Tra Realismo e Divisionismo, Torino, GAM, 7 febbraio-25 aprile 2001;

Divisionismo tra Torino e Milano. Da Segantini a Balla, Torino, Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, 16 settembre 2015-10 gennaio 2016, n. 12;

I pittori della luce. Dal Divisionismo al Futurismo, Rovereto, MART, 25 giugno-9 ottobre 2016, n. 36 (Le vecchine curiose).

Bibliografia

A. Mensi, a cura di, Mostra commemorativa del pittore Angelo Morbelli (1853-1919), catalogo della mostra (Alessandria, Pinacoteca Civica, 24 ottobre-15 dicembre 1953), Alessandria, 1953, n. 46 p. 28;

T. Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969, vol. II, VI. 48, p. 110, n. 1415 p. 284 ripr.;

P. Biscottini, a cura di, 200 anni di solidarietà milanese nei 100 quadri restaurati da Trivulzio, Martinitt e Stelline, catalogo della mostra (Milano, Permanente, 1990), Motta, Milano 1990, p. 153;

Angelo Morbelli. Tra Realismo e Divisionismo, catalogo della mostra (Torino, GAM, 7 febbraio-25 aprile 2001), 2001, copertina, p. 67 ripr., pp. 25, 27, 140;

G. Anzani, Angelo Morbelli e il Pio Albergo Trivulzio. Un capolavoro ritrovato, Lainate 2006, ripr.; S. Fraquelli, a cura di, Radical light. Italyʼs divisionist painters, 1891-1910, catalogo della mostra (Londra, The National Gallery, 18 giugno-7 settembre 2008), Londra, 2008, p. 24;

N. Colombo, G. Godio, a cura di, Divisionismo tra Torino e Milano. Da Segantini a Balla, catalogo della mostra (Torino, Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto, 16 settembre 2015-10 gennaio 2016), Cinisello Balsamo Silvana Ed. 2015, n. 12 p. 41 ripr., p. 94;

B. Avanzi, D. Ferrari, F. Mazzocca, a cura di, I pittori della luce. Dal Divisionismo al Futurismo, catalogo della mostra (Rovereto, MART, 25 giugno-9 ottobre 2016), Electa, Milano 2016, n. 36 p. 151 ripr.;

G. Ginex, a cura di, Angelo Morbelli. Il poema della vecchiaia, catalogo della mostra (Venezia, Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna, 20 ottobre 2018-6 gennaio 2019), Skira, Milano 2018, p. 23, nota 43 pp. 93-94;

Vita in risaia. Lavoro e socialità nella pittura di Angelo Morbelli, Aurora Scotti Tosini, a cura di, METS Percorsi d’Arte, Novara 2018, p. 20, 21, ripr.

Note critiche

Tra le numerosissime opere che Angelo Morbelli ha dedicato al Pio Albergo Trivulzio nell’arco di un ventennio – dal 1883 all’inizio degli anni Novanta e ancora dal 1901 al 1911 – Vecchine Curiose è unica in quanto a soggetto, inedita nell’inconsueta scelta di carpire un attimo di quasi serena spensieratezza delle pensionanti. La prospettiva di un lungo corridoio dello storico ricovero milanese accoglie una teoria di signore ugualmente abbigliate che procedono dal fondo, alcune in coppia, altre solitarie, mentre cinque di loro sostano in primo piano davanti ad una tela su cavalletto, chine non già sul proprio lavoro ma su quello altrui, strette in un dialogo che si riesce ad intuire vivace, pienamente inserite nello spazio della vita che invece non appartiene più alle donne di Mi ricordo quand’ero fanciulla[1] né agli uomini di Giorni…ultimi[2], complice un’ambientazione più ariosa che riscatta la claustrofobia dei refettori e delle sale comuni con l’accenno del portico aperto sull’azzurro purissimo del cielo. Diretto appare il riferimento, una sorta di citazione, a I miei modelli[3], dipinto del 1888 in cui Giovanni Segantini immortala due ragazzi timidamente protesi a spiare un quadro nello studio rischiarato da una lampada a petrolio. Se il maestro di Arco colloca il treppiede in maniera tale da lasciare intravedere il fronte della tela, Morbelli ne rivela il solo retro celandone il contenuto, convogliando l’attenzione tutta sulla recita inscenata dalle protagoniste attraverso pose, gesti e fisiognomie abbozzate che esprimono interesse e sorpresa, con ogni probabilità alla vista di luoghi e volti conosciuti riprodotti dal pennello dell’ormai abituale ospite pittore. Datato 1891, anno dell’esordio del Divisionismo alla Prima Triennale di Brera dove Morbelli presenta Alba[4] – olio già ampiamente informato del nuovo metodo e contestato da Vittore Grubicy per un eccessivo tecnicismo carente di poesia – Vecchine curiose è risolto da zone a divisione e ad impasto, configurandosi quale esito intermedio fra le tele ancora tradizionalmente concepite come Al caldo[5], dell’anno precedente, dove le luci plasmano i volumi delle signore riunite intorno alla grande stufa, e quelle in cui la scomposizione cromatica è perfettamente padroneggiata come Giorno di festa al luogo Pio Trivulzio[6], del 1892, caratterizzata da una materia luminosa vibrante di puntini e filamenti che invade lo stanzone con pochi anziani, al pari di reduci, inermi sulle panche. Notevole è l’effetto della parete in scorcio resa tramite la sovrapposizione di un reticolo di giallo ocra alla base grigio-azzurra, contrasto complementare che pure accende il pavimento con un tratteggio superficiale più rado che alterna giallo chiaro e blu scuro, ottenuto gli speciali strumenti a punte multiple inventati dal pittore stesso.

Tra le sagome in secondo piano si nota una donna che incede appoggiandosi al muro, esattamente rispondente a una minutissima matita del taccuino Schizzi al volo!, raccolta di studi realizzati al Trivulzio, presumibilmente dal vero, ascrivibile  però al 1901-1902, quando l’artista alessandrino trasferisce il suo atelier nella struttura mettendo a punto i sei dipinti del celebre Poema della Vecchiaia per la Biennale di Venezia del 1903. Ciò fa supporre che Vecchine curiose, di dieci anni prima, possa essere rimasto invenduto fino a quelle date, e quindi modificato con l’aggiunta della figuretta tratta proprio dal citato album. Tale ipotesi è avvalorata dalle analisi riflettografiche condotte sulla tela, che ne evidenziano un disegno preparatorio non riguardante il personaggio in questione e neppure il gruppo alle sue spalle delineato da brevi tacche di colore.

Nel 1891 Morbelli espone alla mostra In Arte Libertas di Roma e alla Promotrice di Torino un totale di cinque opere dall’identico titolo Un inverno fra le vecchiette del pio luogo Trivulzio in Milano. Se si può sicuramente escludere che la nostra sia una delle due romane, poiché le recensioni coeve parlano esplicitamente di “vecchiette che siedono lavorando”[7], non è certa, in mancanza di specifiche dimensionali e fonti iconografiche, la sua presenza alla manifestazione torinese, dove uno dei tre quadri è acquistato dalla Società Promotrice e assegnato all’avvocato Ettore Vescovo. Vecchine curiose è incluso, con l’attuale denominazione, nella retrospettiva del 1953 presso la Pinacoteca Civica di Alessandria, segnalato in catalogo nella collezione privata torinese dell’ingegnere Carlo Sobrero.

Bibliografia di riferimento

Società Promotrice delle Belle Arti, catalogo 50ᵃ esposizione, anno 1891, Vincenzo Bona, Torino, 1891

Società Promotrice delle Belle Arti, Ricordo della 50ᵃ esposizione 1891, Torino, 1891

Ricordo della pubblica esposizione del 1892, Fototipia Danesi, Roma, 1892

Mensi, a cura di, Mostra commemorativa del pittore Angelo Morbelli (1853-1919), catalogo della mostra (Alessandria, Pinacoteca Civica, 24 ottobre – 15 dicembre 1953), Alessandria, 1953

Fiori, F. Bellonzi, Archivi del Divisionismo, Officina Edizioni, Roma 1969

Poggialini Tominetti, Angelo Morbelli. Il primo divisionismo nella sua opera e nelle lettere a Pellizza da Volpedo con quindici riproduzioni e quattro facsimili, La Rete, Milano, 1971

Angelo Morbelli, catalogo della mostra (Alessandria, Palazzo Cuttica, 3 aprile – 16 maggio 1982) 1982), Mazzotta, Milano, 1982

Biscottini, a cura di, 200 anni di solidarietà milanese nei 100 quadri restaurati da Trivulzio, Martinitt e Stelline, catalogo della mostra (Milano, Permanente, 1990), Motta, Milano, 1990

A, Scotti, Angelo Morbelli, Edizioni dei Soncino, Soncino, 1991

Angelo Morbelli. Tra Realismo e Divisionismo, catalogo della mostra (Torino, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, 7 febbraio – 25 aprile 2001), 2001

Anzani, Angelo Morbelli e il Pio Albergo Trivulzio. Un capolavoro ritrovato, Lainate, 2006

Fraquelli, a cura di, Radical light. Italyʼs divisionist painters, 1891-1910, catalogo della mostra (Londra, The National Gallery, 18 giugno – 7 settembre 2008), Londra, 2008

Anzani, E. Chiodini, a cura di, L’Ottocento tra poesia rurale e realtà urbana. Un mondo in trasformazione, catalogo della mostra (Mendrisio, Pinacoteca cantonale Giovanni Zust di Rancate, 13 ottobre 2013 – 12 gennaio 2014), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2013

Colombo, G. Godio, a cura di, Divisionismo tra Torino e Milano. Da Segantini a Balla, catalogo della mostra (Torino, Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto, 16 settembre 2015 – 10 gennaio 2016), Cinisello Balsamo, Silvana, 2015

Avanzi, D. Ferrari, F. Mazzocca, a cura di, I pittori della luce. Dal Divisionismo al Futurismo, catalogo della mostra (Rovereto, Mart, 25 giugno – 9 ottobre 2016), Electa, Milano, 2016

Ginex, a cura di, Angelo Morbelli. Il poema della vecchiaia, catalogo della mostra (Venezia, Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna, 20 Ottobre 2018 – 6 Gennaio 2019), Skira, Milano, 2018

  

Note

[1] Angelo Morbelli, Mi ricordo quand’ero fanciulla, 1889-1890, olio su tela, 43×70 cm.

[2] Angelo Morbelli, Giorni…ultimi, 1882-1883, olio su tela, 100×161 cm.

[3] Giovanni Segantini, I miei modelli, 1888, olio su tela, 65,5×92,5 cm.

[4] Angelo Morbelli, Alba, 1891, olio su tela, 70×54 cm.

[5] Angelo Morbelli, Al caldo, 1888-1889, olio su tela, 56×47,5 cm.

[6] Angelo Morbelli, Giorno di festa al luogo Pio Trivulzio, 1892, olio su tela, 78×122 cm.

[7] Ugo Fleres, 1891, in A, Scotti, Angelo Morbelli, Edizioni dei Soncino, Soncino, 1991, p.68.