Giacomo Balla

(Torino, 1871 – Roma, 1958) 

Dopo i primi studi a Torino, nel 1895 si trasferisce a Roma, stringendo amicizia prima con Antonio Mancini, Serafino Macchiati e Duilio Cambellotti e poi con Umberto Boccioni, Gino Severini e Mario Sironi. Interprete divisionista di temi d’ispirazione sociale, segue il lavoro di Giovanni Cena che, nel 1906 a Roma, ospita anche Giuseppe Pellizza. Fra il 1900 e il 1901 trascorre sette mesi a Parigi, ospite di Macchiati. Nel 1903 partecipa alla Biennale di Venezia e nel 1909 al Salon d’Automne di Parigi. Aderisce al manifesto futurista di pittura del 1910, con Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo e Severini, approfondendo le tematiche del movimento. Successivamente si dedica alla scomposizione dinamica della luce e, nel 1919, sottoscrive il manifesto di aeropittura con Fortunato Depero, Gerardo Dottori, Luigi Colombo Fillia, Filippo Tommaso Marinetti ed Enrico Prampolini.

Nella collezione
Paesaggio - Balla